L'urbanistica è una disciplina che studia il territorio ed ha come scopo la progettazione dello spazio urbano e la pianificazione organica delle modificazioni del territorio incluso nella città o collegato con essa .
L'urbanistica muove i suoi primi passi a metà del 1800, quando, a seguito della rivoluzione industriale, la popolazione comincia a spostarsi dalle campagne per andare a vivere in città dove si trovano le fabbriche. Fu subito chiaro che senza una pianificazione del territorio l'urbanizzazione selvaggia portava alla creazione di aree-ghetto dalle disastrose condizioni sanitarie e incubatrici di fenomeni di rivolta sociale.
Fu proprio l'intento di migliorare lo spostamento delle truppe in funzione anti rivolta che spinse il barone Hausmann a compiere nel 1853 quello che è considerato il primo esempio di urbanistica moderna: la creazione della rete dei boulevard di Parigi
Un'altra operazione urbanistica di avanguardia fu la realizzazione del Ring di Vienna nel 1857. L'abbattimento delle mura medievali fu l'occasione per costruire un anello di viali alberati sui quali si affacciavano spazi verdi alternati a importanti edifici pubblici quali musei, teatri e università.
Un altro padre dell'urbanistica moderna fu Ildefonso Cerdà che, nel 1867, disegnò il piano di sviluppo urbano di Barcellona. La città ancora nel 1860 presentava il suo aspetto medievale con le mura ancora esistenti, la grande idea di Cerdà fu quella di prevedere lo sviluppo futuro della città realizzando una griglia ortogonale strade e isolati quadrati tutti uguali (detti manzanas - mele in italiano) che si estendeva su tutto il territorio circostante; questa maglia quadrata era attraversata da due grandi vie di comunicazione diagonali.
Sul finire del secolo XIX l'urbanistica diventa una disciplina di studio. In Inghilterra nascono le prime scuole di "Town Planning" e si fa strada il movimento delle "Garden City" che, soprattutto nel mondo anglosassone, avrà grandissimo successo e e influenzerà il sistema abitativo americano.
L'idea della Garden City veniva dalla constatazione del disagio della vita nelle grandi città rispetto a quella nei piccoli centri; si proponeva quindi la creazione di piccole città satelliti servite da mezzi pubblici e separate dalla città da una fascia di verde
A partire dal secondo dopoguerra l'urbanistica è diventata pratica comune in tutto il mondo anche perché la crescente urbanizzazione della popolazione ha messo in evidenza come, senza un'adeguata pianificazione, la città cresce con delle distorsioni che ne ostacolano lo sviluppo.
Un esempio tipico sono le favelas sudamericane: l'urbanizzazione di un gran numero di persone provenienti dalla campagna ha dato luogo a un occupazione selvaggia del suolo che ha portato alla nascita di quartieri senza un'adeguata rete di servizi (acqua, elettricità, fognature ma anche trasporti e servizi socio-sanitari) e con tassi di criminalità e disagio sociale elevatissimi
Tutti i Paesi si sono dotati di leggi urbanistiche che regolano l'uso e la gestione del territorio a diverse scale, urbana, regionale e nazionale attraverso l'adozione di Piani regolatori
Il Piano Regolatore Generale (PRG) è lo strumento che regola la crescita e lo sviluppo della città, solitamente ha la durata di 10 anni, al termine dei quali deve essere aggiornato o rifatto ex novo.
Solitamente è composto di una parte scritta e di una disegnata: nella parte scritta si descrive la realtà attuale e gli obiettivi di crescita e di sviluppo della città, comprese anche le norme che regolano l'uso del suolo e le attività possibili nelle diverse aree urbane. La parte disegnata invece consiste in una serie di mappe a differenti scale (da 1:20.000 per tutta l'area urbana al 1:500 per singole zone della città) che permettono di localizzare gli interventi previsti dal Piano.
La zonizzazione (zoning) e la pratica urbanistica di dividere il territorio in zone omogenee
questo è invece il piano urbanistico di Vipiteno, in provincia di Bolzano si chiama PUC (Piano Urbanistico Comunale). Viene disegnato sulla base della Carta Tecnica Provinciale 1:10.000 (nella prima immagine); per ogni area della città e dei dintorni (il piano vale per tutta il territorio comunale) è previsto un colore e una sigla che identificano la funzione principale della
zona, ad esempio le zone produttive, che hanno o che accoglieranno nuove industrie, sono di colore viola e hanno sigla E. Le zone residenziali, quelle occupate prevalentemente da abitazioni, hanno colore marrone chiaro e sigle che vanno da A a C accompagnate da un numero; le zone A sono quelle del centro storico, sono ammessi solo interventi di restauro o di recupero delle case esistenti; le zone B sono chiamate di completamento, corrispondono alle zone abitate intorno al centro storico, qui sono permesse nuove costruzioni ove ci sia la possibilità; infine le zone C sono chiamate di espansione, sono zone che attualmente non sono edificate, solitamente ai margini della città, dove si potrà costruire nei successivi 10 anni di validità del Piano. Per poter leggere e capire la mappa del Piano è essenziale la legenda che indica il significato dei colori e delle sigle
Sul Piano vengono infine anche riportate le principali vie di comunicazione della rete stradale.
L'esperienza ha mostrato che la semplice zonizzazione dei piani spesso non è sufficiente per uno sviluppo armonico della città. L'urbanistica si sta sempre più orientando da una parte verso un maggiore coinvolgimento nella pianificazione dei cittadini (Urbanistica partecipata) nelle scelte progettuali del piano, dall'altra verso una maggiore definizione degli interventi da realizzare scendendo di scala (1:500 - 1:200) con i Piani Particolareggiati.
La loro scala permette di definire meglio l'uso dello spazio, ad esempio il disegno degli spazi verdi pubblici, la localizzazione delle isole ecologiche per il riciclaggio dei rifiuti, la disposizione dei parcheggi e delle fermate dei mezzi pubblici, gli spazi per il commercio di vicinato o per gli orti pubblici, la localizzazione di impianti micro eolici o fotovoltaici.