Che cos’è la schizofrenia?
La schizofrenia è un disturbo mentale cronico e complesso.
Qual è la causa?
La causa specifica della schizofrenia non è nota, ma recenti ricerche suggeriscono un’associazione di fattori ereditari e ambientali.
Come si presenta?
L’esordio della schizofrenia può essere improvviso, nell’arco di giorni o settimane, oppure lento e graduale, nell’arco di diversi anni.
I sintomi della schizofrenia si classificano in:
SINTOMI POSITIVI
Implicano una distorsione delle funzioni normali, Tra questi:
I deliri consistono in false convinzioni che generalmente implicano un’errata interpretazione di percezioni o esperienze che il soggetto mantiene, nonostante siano contraddette da prove evidenti.
Le allucinazioni possono essere uditive (le più comuni), visive, gustative oppure sensazioni fisiche non percepite dalle persone circostanti. Può succedere che una persona senta voci che commentano il suo comportamento, che parlano tra loro o che si esprimono in modo critico e offensivo.
SINTOMI NEGATIVI
Comportano una riduzione o la perdita della normale funzionalità emotiva e sociale. Tra questi:
La ridotta espressione delle emozioni (depressione emotiva), che comporta la manifestazione scarsa o assente delle emozioni. Il viso può apparire immobile. Il soggetto può ridurre o azzerare il contatto visivo, oppure non utilizzare le mani o la testa per aggiungere enfasi emotiva mentre parla. Viceversa, situazioni che normalmente scatenano il riso o il pianto non provocano alcuna reazione.
La povertà di linguaggio: riduzione della comunicazione verbale. Le risposte alle domande spesso sono ridotte a brevi espressioni, dando l’impressione che la persona percepisca un vuoto interiore.
Anedonia: una ridotta capacità di provare piacere. Il soggetto può mostrare scarso interesse verso le attività intraprese in precedenza.
L’asocialità: è la mancanza d’interesse per il rapporto con altre persone.
Questi sintomi negativi sono spesso associati a una generale perdita di motivazione, scopi e obiettivi.
DISORGANIZZAZIONE
Consiste in disturbi dell’ideazione e comportamento bizzarro:
I disturbi dell’ideazione consistono nella disorganizzazione dei pensieri, che diventa evidente quando il discorso è sconnesso o non lineare. Il linguaggio può essere solo lievemente disorganizzato oppure totalmente incoerente e incomprensibile.
Il comportamento bizzarro può assumere la forma di infantilità e agitazione oppure manifestarsi come aspetto, igiene o condotta inappropriati.
DEFICIT COGNITIVO
Il disturbo cognitivo consiste nella difficoltà di concentrazione e di ricordare, oltre che di organizzazione, pianificazione e risoluzione dei problemi. Alcuni soggetti sono incapaci di concentrarsi sufficientemente per leggere, seguire il filo di un racconto di un film o di uno spettacolo televisivo o per seguire delle indicazioni. Altri non sono in grado di ignorare le distrazioni o rimanere concentrati su un compito. Di conseguenza, può diventare impossibile svolgere un lavoro che implichi maggiore attenzione ai dettagli, coinvolgimento in procedimenti complicati, decisionalità e comprensione delle interazioni sociali.
Nella fase prodromica gli individui possono non mostrare sintomi o possono manifestarli in modo lieve.
Nella fase prodromica avanzata, i sintomi subclinici possono emergere; si manifestano ritiro o isolamento, irritabilità, sospettosità, pensieri insoliti, percezioni distorte e disorganizzazione.
Nella fase iniziale della psicosi, i sintomi sono attivi e spesso peggiori.
Nella fase centrale, i periodi sintomatici possono essere episodici e i deficit funzionali tendono a peggiorare.
Nella fase tardiva di malattia, lo schema di malattia può diventare stabile ma vi è una variabilità considerevole; l'invalidità può stabilizzarsi, peggiorare o addirittura diminuire.
VIOLENZA E SCHIZOFRENIA
Contrariamente a quanto generalmente si crede, gli schizofrenici hanno solo un rischio leggermente aumentato di sviluppare un comportamento violento.
I soggetti che possono ricorrere a episodi di violenza sono:
coloro che fanno uso di alcol o sostanze stupefacenti
le persone affette da deliri di persecuzione
le persone che hanno allucinazioni che le spingono a compiere atti di violenza
coloro che non assumono i farmaci prescritti
PSICOTERAPIA
Solitamente la psicoterapia non riduce i sintomi della schizofrenia. Tuttavia, può essere utile per instaurare un rapporto di collaborazione tra il soggetto schizofrenico, la famiglia e il medico. In tal modo il paziente può imparare a capire e a gestire la propria malattia, ad assumere i farmaci antipsicotici come prescritto e a gestire le situazioni di stress che possono aggravare la malattia. Un buon rapporto medico-paziente è spesso il miglior determinante per un trattamento efficace.
Se il soggetto schizofrenico vive in famiglia, a tutti i suoi membri può essere offerta la psicoeducazione. Questa formazione fornisce ai pazienti e ai loro familiari informazioni sul disturbo e su come gestirlo, ad esempio insegnando tecniche per affrontarlo. Inoltre, può contribuire a prevenire eventuali ricadute.
Gruppi di sostegno come la National Alliance on Mental Illness, sono spesso utili alle famiglie.