L’anoressia è uno dei più diffusi disturbi del comportamento alimentare.
Molte volte una persona affetta da Anoressia Nervosa non è consapevole della propria condizione patologica, sebbene all’esterno si possano intravedere molti segnali d’allarme, come:
paura di ingrassare;
perdita di peso: l’anoressia nervosa è caratterizzata dalla perdita di circa il 20% del proprio peso corporeo in 3-4 mesi.
comportamenti restrittivi (Anoressia Nervosa Restrittiva) attraverso una alimentazione controllata e limitata, con predilezione per cibi e bevande ritenute “sane” poiché ipocaloriche.
tendenza ad alimentarsi lentamente o a masticare a lungo i cibi per poi non deglutirli e smaltirli di nascosto. Il momento dei pasti è accompagnato da una costante rimuginazione su ogni boccone ingerito, spesso celata ai commensali.
abbuffate e successiva eliminazione tramite:
eccessivo esercizio fisico finalizzato al consumo del maggior numero di calorie nel minor tempo possibile;
auto-induzione del vomito (possono essere osservati i segni di Russell, vale a dire lesioni prodotte dallo sfregamento degli incisivi sulle nocche delle dita.
uso inappropriato di farmaci lassativi e diuretici;
comparsa del lanugo, vale a dire una peluria chiara e sottile tipica del feto al quinto mese di gestazione che, in caso di malnutrizione con conseguente carenza di estrogeni, può ripresentarsi nel soggetto adulto.
tendenza a fare la spesa e a cucinare per gli altri, incoraggiandoli a mangiare.
percezione alterata dell’immagine del proprio corpo con un controllo costante della propria silhouette.
alterazioni del ciclo mestruale, fino alla sua totale assenza per sei mesi consecutivi (amenorrea). Ciò è dovuto ad un meccanismo adattivo dell’organismo atto a preservare energie essenziali per il mantenimento delle funzioni vitali.