Cos’è la bulimia nervosa?
La bulimia nervosa è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato dall’ingestione, rapida e ripetuta, di notevoli quantità di cibo (alimentazione compulsiva), a cui fa seguito un atteggiamento inappropriato di compensazione, quale vomito autoindotto, uso di lassativi o abuso di diuretici, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
Quali sono le cause e chi è maggiormente colpito?
La bulimia nervosa colpisce prevalentemente gli adolescenti e i giovani adulti. Ad essere maggiormente affette da questo disturbo del comportamento alimentare sono soprattutto le donne: in un anno, circa 1 ragazza su 100 si ammala di bulimia nervosa.
Il disturbo è influenzato da fattori ereditari e sociali.
Lo stress emotivo, legato spesso al proprio aspetto fisico, innesca il consumo compulsivo di cibo, che viene generalmente eseguito di nascosto. L’alimentazione compulsiva, accompagnata da una sensazione di perdita di controllo, solitamente consiste nell’ingerire cibo in assenza di appetito e mangiare fino a sentire malessere.
Cosa succede ad un soggetto affetto da bulimia?
Il senso di colpa prevale su qualsiasi freno nell’attuare le metodiche di eliminazione del cibo e il soggetto, riconoscendone il valore lesivo per la propria persona e l'inaccettabilità sociale, tende ad agire di nascosto.
Se la persona intenta a portare a termine un'abbuffata percepisce l'arrivo di qualcun altro o ha la percezione di essere osservata, interrompe bruscamente l'atto e ne cela le tracce.
La maggior parte dei sintomi e delle complicanze organiche della bulimia nervosa deriva dai comportamenti di eliminazione.
I segni fisici comprendono:
Ingrossamento indolore delle ghiandole salivari
Infiammazione dell’esofago
Cicatrici sul dorso della mano (dovuto all’atto di autoinduzione del vomito)
Erosione dentale dello smalto dentale degli incisivi
Il trattamento della bulimia nervosa può includere:
terapia cognitivo-comportamentale: l’obiettivo è quello di motivare il soggetto al cambiamento, di stabilire e mantenere uno schema alimentare regolare e flessibile e di ridurre la preoccupazione del soggetto rispetto al peso e alla forma fisica
psicoterapia interpersonale: costituisce un’alternativa quando la terapia cognitivo-comportamentale non è disponibile. Aiuta il soggetto a individuare e modificare i problemi interpersonali che possono aver contribuito a sviluppare il disturbo alimentare. Questa terapia non interpreta il comportamento del paziente e non tratta il disturbo alimentare in modo diretto.
Farmacoterapia: in alcune situazioni è necessaria la prescrizione di un tipo di antidepressivi, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina. Questi possono ridurre la frequenza delle abbuffate e del ricorso al vomito, ma la loro efficacia a lungo termine non è chiara. Questi farmaci trattano anche in modo efficace l’ansia e la depressione, disturbi spesso associati nei pazienti affetti da bulimia.
Cosa si può fare per aiutare una persona affetta da bulimia nervosa?
Se si sospetta che qualcuno a noi caro possa soffrire di bulimia nervosa è cruciale sostenerlo nel riconoscere la problematica e gli effetti nocivi per la sua salute, spronando a rivolgersi al proprio Medico di Medicina Generale o Pediatra e indirizzarlo verso un percorso psicologico mirato.
Si può contattare in via riservata un consulente al numero verde "S.O.S. Disturbi Alimentari": attraverso questo contatto figure specialistiche, come psicologi e nutrizionisti, offrono attività di ascolto, supporto e orientamento per l'iter terapeutico da seguire.