Le origini dell'alfabeto greco
Le origini dell'alfabeto greco
La scrittura lineare B
L'unico dialetto greco risalente alla metà del secondo millennio a noi noto è il cosiddetto miceneo, i cui testi sono scritti in lineare B.
Questa scrittura, che si è sviluppata da una più antica scrittura (lineare A), a sua volta derivante dalla scrittura ideografica e geroglifica cretese, risulta usata soprattutto per usi amministrativi. Si tratta di una scrittura sillabica che procede da destra e consta di 89 segni conosciuti e di 16 ancora non ben decifrati. Ogni segno equivale generalmente ad una sillaba.
Ma il Lineare B non si adattava molto alla lingua greca; per questo, come vedremo, fu sostituito dall'alfabeto fenicio.
Dall'alfabeto fenicio all'alfabeto greco
Secondo lo storico Erodoto, i Fenici, avrebbero introdotto fra i Greci molte conoscenze e, fra le al-tre, anche l’alfabeto.
È quindi accertato che l'alfabeto greco è di origine fenicia e che esso, poiché la scrittura fenicia risale a prima del 1000 a.C. e i più antichi documenti scritti in lingua greca sono della metà dell'VIII sec. a. C., dovette essere introdotto quasi certamente fra l'XI e l'VIII sec. a.C.
Le somiglianze fra i due alfabeti risulta dai nomi delle lettere, dal loro ordine, dalla forma e dalla direzione della scrittura delle iscrizioni più arcaiche, che va da destra a sinistra.
Ma vediamo meglio le tappe del processo che condusse alla nascita dell'alfabeto greco.
I Greci, in un primo tempo, usarono i 22 segni dell'alfabeto fenicio con qualche leggera variante grafica.
In un secondo tempo, essi attribuirono valore fonetico (= un segno rappresenta un suono) di vocali a 4 segni consonantici fenici e ne crearono un quinto nuovo.
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