Platone e il Mito della caverna (clicca sul player per ascoltare la pagina)
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Il mito
Nel mito della caverna, un gruppo di schiavi è incatenato all'interno di una caverna e può solo guardare verso il fondo di questa.
All'estremità opposta della caverna brucia un fuoco di fronte al quale è presente un muro non molto alto.
Di tanto in tanto, alcune persone passano dietro al muro reggendo delle sagome che proiettano la loro ombra sul fondo della caverna.
Gli uomini incatenati, che possono solo vedere queste ombre, si convincono che esse siano la realtà e danno persino un nome alle forme che compaiono sulla parete della caverna.
Un giorno, uno dei prigionieri riesce a liberarsi, trova l’uscita della caverna, scopre la luce del Sole e comprende che la vera realtà e quella che ora i suoi occhi possono vedere, non le ombre della caverna.
L’uomo, invece di godersi ciò che ha appena scoperto, torna nella caverna e libera i suoi compagni.
Il significato del mito
Lo schiavo che, una volta liberato, torna nella caverna rappresenta il filosofo che, proprio perché conosce la verità, deve condividerla con il resto dell’umanità: il sapere deve appartenere a tutti ed è compito del filosofo educare gli altri a scoprire la realtà.
Per Platone, i mali dell’umanità finiranno quando il mondo sarà governato dai filosofi, perché solo loro conoscono davvero la verità e, quindi, ciò che è bene.
Prova a rispondere e discuti di queste domande con i tuoi compagni.
- Secondo te, capita anche a noi di confondere le nostre illusioni con la realtà?
- L'idea di un mondo governato dai filosofi ti sembra vada d’accordo con il concetto di democrazia, cioè con un sistema di governo in cui tutti possono partecipare alle decisioni?
Platone nacque ad Atene nel 428 a.C..
Intorno ai vent'anni conobbe il filosofo Socrate, di cui divenne allievo.
Fu quando gli ateniesi misero a morte Socrate che Platone si convinse che gli unici a poter governare nell'interesse di tutti e nel rispetto della giustizia fossero i filosofi.
Dopo la morte di Socrate, intraprese alcuni viaggi, nel corso dei quali visitò, tra l'altro, l'Egitto e la Magna Grecia.
Al suo ritorno ad Atene, Platone fondò l'Accademia: un'associazione culturale ma anche una scuola dedicata allo studio della filosofia.
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