La Terapia della Gestalt nasce negli anni '50 in America a opera di Fritz Perls. Prende alcuni contributi dalla Psicologia della Gestalt, dalla teoria del campo di Lewin, dall'analisi reichiana e dalla fenomenologia.
Il testo fondamentale è “Teoria e pratica della teoria della Gestalt. Vitalità e accrescimento della personalità umana.” scritto da Perls, Goodman e Hefferline.
La terapia della Gestalt è un approccio fenomenologico, che si occupa di quello che accade nel “qui e ora” della seduta. Non è interessato a analizzare e a scavare il passato. Il terapeuta non interpreta quanto portato dal paziente, non dà una spiegazione sul perché di quel comportamento o pensiero, ma è interessato al vissuto del paziente, al suo sentire nell'incontro terapeutico.
Inoltre si metterà in gioco nell'incontro con il cliente e avrà un interesse autentico e un ascolto attivo e non giudicante.
Dal momento che la sofferenza psicologica ha origine relazionale, sarà sempre attraverso la relazione che si potrà “curare”.
Nei colloqui si sta seduti di fronte. Ci si può muovere all'interno della stanza, si possono usare materiali di diverso tipo (colori, immagini) per esprimere le proprie emozioni, il proprio stato d'animo e si potranno sperimentare modi alternativi di relazione e di gestione delle sofferenze in un contesto protetto.
Si lavorerà inoltre non solo a livello cognitivo ma anche su altri livelli dell'esperienza (sensorio corporea, immaginativa, emotiva) e sulla connessione tra essi.