Vorrei partire da una frase di Lowen, terapeuta bioenergetico, pubblicata recentemente sulla pagina Facebook dell'Ordine degli Psicologi della Lombardia :” In un certo senso ogni terapia che ha successo, si conclude con un fallimento. Non si raggiunge la propria immagine di perfezione. Il paziente si rende conto che avrà sempre dei difetti. Sa tuttavia che la sua crescita non è terminata e che proprio il processo creativo iniziato in terapia è sotto la sua responsabilità. “
Penso che riassuma bene il senso di un percorso di terapia.
Un primo aspetto che reputo importante da raggiungere è quello di essere consapevoli di diversi aspetti di sé:
dei propri bisogni, in modo tale che si possa provare ad agire per soddisfarli,
delle proprie modalità di funzionamento,
delle proprie difficoltà,
delle proprie risorse.
All'interno della seduta il paziente prova a sperimentare modalità relazionali alternative rispetto a quelle fino ad ora utilizzate, per ampliare la flessibilità e le possibili risposte alle varie situazioni.
La salute può essere intesa come lo stare in relazione con i sensi aperti.
Il paziente è protagonista della propria crescita (non un passivo recettore di una cura, come nel modello medico), con il supporto del terapeuta che è pronto a sostenerlo.
Gli obiettivi specifici, dal momento che ogni persona è diversa e ha la propria storia, verranno co-costruiti con il terapeuta e potranno essere modificati nel corso della terapia.
BIBLIOGRAFIA
Francesetti G, Gecele M, Roubal J. (2015) (a cura di), La Psicoterapia della Gestalt nella pratica clinica. Dalla psicopatologia all’estetica del contatto. Milano, Franco Angeli, 2016.
Zinker J. (2002), Processi creativi in psicoterapia della Gestalt. Milano, Franco Angeli, 2015.