L'Italia entrò nella Prima Guerra Mondiale il 24 maggio 1915, dichiarando guerra all'Impero austro-ungarico. L'intervento italiano, dopo un periodo di neutralità, fu determinato da un trattato segreto con Francia e Gran Bretagna, in cambio di promesse di annessione di territori.
L'Italia, inizialmente, dichiarò la propria neutralità al momento dell'inizio della guerra nel 1914, non essendo obbligata a sostenere la Triplice Alleanza a causa dello stato di guerra.
Nel 1915, l'Italia firmò un trattato segreto a Londra con Francia e Gran Bretagna, che prevedeva l'intervento italiano a fianco dell'Intesa in cambio di promesse di annessione di territori, in particolare il Trentino e Trieste.
Il 24 maggio 1915, l'Italia dichiarò guerra all'Impero austro-ungarico, segnando l'inizio della sua partecipazione alla Grande Guerra.
L'Italia combatté principalmente sul fronte orientale, nei territori alpini e nella pianura veneto-friulana, fino alla vittoria nella Battaglia di Vittorio Veneto nel 1918.
Con la fine della guerra, l'Italia ottenne le annessioni promesse dal Patto di Londra, tra cui il Trentino, il Friuli e parte dell'Istria.