In precedenza fu governatore dello Stato del New Jersey e rettore dell'Università di Princeton. Divenne il terzo presidente degli Stati Uniti del Partito Democratico, dopo Andrew Jackson e Grover Cleveland, a essere rieletto per un secondo mandato. Nel 1919 gli venne assegnato il premio Nobel per la pace.
Wilson è ricordato per essere stato il presidente degli Stati Uniti in un momento storico così turbolento e cruciale come la Prima Guerra Mondiale e l'immediato dopoguerra e aveva giocato un ruolo importante soprattutto alla conferenza di pace di Parigi, in cui impose gli Stati Uniti, per tanto tempo potenza economica e militare di secondo piano, in un ruolo dominante sullo scacchiere internazionale. Grazie a questa nuova linea della politica estera statunitense, Wilson è stato il primo presidente degli Stati Uniti ad avere avuto un peso importantissimo tra i grandi leader mondiali del momento.
Wilson fu presidente della American Political Science Association ("Associazione americana di Scienze Politiche") dal 1910 al 1911. Attraverso la pubblicazione dei suoi commenti sulle questioni politiche del tempo, si guadagnò una reputazione a livello nazionale e considerò sempre più seriamente una carriera come uomo politico. Nel 1910 ricevette un'inaspettata offerta di candidatura per la carica di governatore del New Jersey, che accettò volentieri: alle elezioni sconfisse il candidato repubblicano Vivian M. Lewis con oltre 80 000 voti di scarto.