Dopo la fine della Prima Guerra Mondiale (1914-1918), i Paesi vincitori (soprattutto Francia, Regno Unito, Stati Uniti e Italia) si riunirono a Parigi per decidere come punire gli sconfitti e ridisegnare le mappe dell’Europa. I principali trattati presero il nome dalle città in cui furono firmati.
Trattato di Versailles (1919) – contro la Germania
La Germania fu considerata la principale colpevole della guerra, pertanto dovette pagare pesanti risarcimenti ai Paesi vincitori. Perse molti territori (come l’Alsazia e la Lorena alla Francia), anche tutte le sue colonie e l'esercito tedesco fu fortemente ridotto.
Trattato di Saint-Germain (1919) – contro l’Austria
L’Impero Austro-Ungarico fu smembrato (diviso) e nacquero nuovi Stati: Cecoslovacchia e Jugoslavia e l’Austria divenne una piccola Repubblica e non poteva più unirsi alla Germania.
Trattato di Neuilly (1919) – contro la Bulgaria
La Bulgaria perse territori e dovette pagare risarcimenti.
Trattato del Trianon (1920) – contro l’Ungheria
L’Ungheria perse due terzi del suo territorio e molti abitanti. Molti ungheresi si trovarono a vivere in altri Stati.
Trattato di Sèvres (1920) – contro l’Impero Ottomano
L’Impero Ottomano fu smantellato. Nacquero nuovi Stati nel Medio Oriente (come Siria e Iraq sotto controllo francese e inglese). In seguito, il trattato fu sostituito da quello di Losanna (1923), con la nascita della Turchia moderna.
LA VITTORIA MUTILATA
"Vittoria mutilata" è un'espressione utilizzata da Gabriele D'Annunzio per descrivere la percezione dell'Italia di non aver ottenuto tutti i territori promessi a seguito della sua partecipazione alla Prima Guerra Mondiale. Questo sentimento di frustrazione e insoddisfazione si sviluppò dopo che le trattative di pace di Parigi non avevano pienamente soddisfatto le richieste territoriali italiane, come stabilito nel Patto di Londra del 1915 che prevedeva ampie conquiste territoriali per l'Italia, comprese il Trentino, l'Alto Adige, la Venezia Giulia, l'Istria, la Dalmazia settentrionale e il porto di Valona in Albania. Tuttavia, durante le trattative di pace a Parigi, l'Italia non ottenne tutti i territori promessi nel Patto di Londra, e questo portò a un forte malcontento in Italia.
La mancata assegnazione di Fiume e di parti della Dalmazia, che erano considerate strategicamente importanti, alimentarono la "vittoria mutilata".
L'occupazione di Fiume da parte di D'Annunzio nel 1919, vista come una risposta all'insoddisfazione territoriale, è un esempio di come la "vittoria mutilata" abbia influenzato la politica italiana.
Successivamente, il Trattato di Rapallo (1920) e il Trattato di Roma (1924) stabilirono i confini italo-jugoslavi, con alcune modifiche rispetto al Patto di Londra, ma la "vittoria mutilata" rimane un tema storico.
La "vittoria mutilata" contribuì alla diffusione di sentimenti di rabbia e frustrazione, che furono sfruttati da alcuni movimenti politici, tra cui il fascismo.