INSIEME VENETO
IL NOSTRO PROGRAMMA
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
IL NOSTRO PROGRAMMA
INNOVAZIONE TECNOLOGICA
Il lavoro è difeso e sostenuto solo se si punterà sull’innovazione, si favorirà la nascita di nuove imprese e la crescita di quelle esistenti, ovviando all’eccessiva frammentazione del sistema produttivo italiano. A questo dovrebbe essere destinata gran parte delle risorse rese disponibili dall’Unione europea che, se male utilizzate, si risolverebbero in un ulteriore aggravamento del Debito pubblico.
Per pensare alle nuove infrastrutture, ad un vero e proprio risorgimento della scienza e della tecnologia italiana, dell’intelligenza artificiale, per valorizzare la posizione raggiunta dall’Italia fra i paesi leader europei nell’uso efficiente delle risorse e nel riciclo dei rifiuti, per fare dell’economia circolare una leva di sviluppo della economia verde occorre un profondo rinnovamento della classe dirigente del Paese e un ben meditato Piano di rilancio nazionale e locale. Un Piano di rilancio nazionale e locale deve favorire un collaborativo rapporto tra pubblico e privato. Lo Stato dovrà finanziare in proprio programmi di ricerca e sviluppo ad alto rischio innovativo, ritenuti strategici per il sistema Italia, lasciando la loro esecuzione all’autonomia regionale, ove possibile.
A livello nazionale dovranno essere varati sostegni specifici a programmi a valenza strategica (in primis sanità, ambiente, scuola) utilizzando anche un apposito organismo destinato a finanziare gli interventi di sostegno alla creazione di reti evolute nell’area della produzione da parte di attori privati. Si dovrà riflettere sul ruolo davvero strategico per il sostegno alla struttura industriale del Paese che potrebbe assumere la Cassa depositi e prestiti, invece di essere utilizzata come un surrogato dell’Iri. In una prospettiva di transizione ecologica dell’economia si dovrebbe istituire un Fondo nazionale per la transizione energetica comprensivo di misure di carbon pricing come la carbon tax per procedere verso l’efficienza energetica e promuovere un idoneo sviluppo delle fonti rinnovabili.
E’ indispensabile salvaguardare la biodiversità delle forma di impresa (imprese for profit, imprese cooperative, imprese sociali, società benefit). E’ importante usare la domanda pubblica per dare alle imprese un quadro programmatico (almeno quinquennale) di acquisti tecnologicamente avanzati che consenta ad esse di fare investimenti tecnologici che altrimenti non farebbero. Particolare attenzione deve essere portata alla gestione delle ricadute del sistema “università/istituti di ricerca” sulla produzione di beni e servizi: vanno previste agevolazioni non solo fiscali, bensì anche giuridiche e di procedura per favorire accordi bilaterali o multipli tra Pubblica Amministrazione e imprese.