Lo stesso Francesco (anche se impegnato … ma ancora non aveva neanche l’odore … del suo piccolo Lorenzo) aveva iniziato a “decifrare” e copiare al computer qualcuno di questi scritti (per lo più con l’indicazione dell’origine).
Io ho presto raccolto il testimone continuando la decrittazione e copiatura che mi ha reso partecipe del mondo delle cose di Anna che più amava, come i libri, i film, le serie TV e i luoghi e pensieri, aforismi e poesie che, come frammenti di informazioni, costruivano insieme tutto il mondo emozionale e culturale che la rappresentava.
Anche il resto è venuto da solo. Insieme ai suoi ricordi personali (non riportati nella sua agenda) era conservata con cura una variegata corrispondenza di cui era destinataria da parte degli alunni dal 1985 al 2013 nelle forme dei tempi (lettere, cartoline, biglietti) che amava mostrarmi con orgoglio nel corso degli anni di insegnamento di Storia e Filosofia, principalmente nei Licei Classici. Io le dicevo sempre che prima o poi avrebbe dovuto scrivere un libro dal titolo “Io speriamo che me la sono cavata”. E’ stato per me un grande piacere ri-leggerle e trascriverle in quello che sarebbe diventato il secondo capitolo del libro.
Con l’avvento dei social in generale e di Facebook in particolare molti degli alunni, anche gli autori dei primi bigliettini, diversi anni dopo, hanno avuto occasione di “postare” ricordi e riflessioni sulla loro esperienza “filosofica” negli anni della “Gianguzzi”. Ho voluto raccogliere questi pensieri ancor prima che potessi ipotizzare un 3^ capitolo di questo libro. Insomma oltre che da lei stessa buona parte del libro è costruito su tanti “autori a loro insaputa”, a cui non ho chiesto il permesso di pubblicare (!), che hanno ulteriormente arricchito la raccolta, dopo i bruttissimi giorni di luglio 2023, con ulteriori ricordi della loro amata e stimata professoressa
E, non solo per fare anche io una citazione colta, dalla mia lettura di un recentissimo libro di Massimo Recalcati “La luce e l’Onda – Cosa significa insegnare”, ma anche per ringraziare tutti gli alunni qui presenti e non che hanno riconosciuto in lei una donna, oltre che una prof., speciale: “Un Maestro si giudica non solo dal sapere che ha prodotto ma anche dagli allievi che ha generato”.
Ma tanto ha lasciato Anna anche alla famiglia ed agli amici e pure in questo caso ho avuto il piacere di raccogliere, in quello che sarebbe diventato il 4^ capitolo, i “Frammenti di famiglia” e tra introduzioni e post-fazioni i ricordi di una persona attenta, bella, elegante, intelligente da parte di amici di una vita.
Ma a parte avere cominciato a raccontarvi i contenuti sull’idea e le finalità della pubblicazione non ho detto ancora niente: ma anche queste si sono presentate cammin facendo.
Anna ed io abbiamo sempre avuto certamente in comune entrambi la voglia di non apparire anche se non ci siamo mai tirati indietro: lei con i suoi alunni davanti per tanti anni io con le mie riunioni tecniche di lavoro ma …. l’idea di fare della raccolta un libro restava per me ancora lontana.
Come è nata l’idea del libro? Ecco due momenti fondamentali.
Il primo. Facendo leggere alcuni brani ad una cara amica, Gabriella, moglie di Toti Comparato anche lui trasferito, a Parma, conosciuta e frequentata da poco anche da Anna, ho trovato, e letto con grande sorpresa ed emozione, un suo pensiero scritto in un tovagliolo da lei unito ai fogli letti sulle prime raccolte: “Mi hai fatto un dono prezioso che non si può comprare: stare abbracciata per un’ora con Anna … E questo abbraccio resterà nel mio cuore…”
Il secondo. Già da qualche mese era nato Lorenzo (a giugno 2024), di cui Anna ha potuto conoscere solo “i lavori in corso” dei genitori senza arrivare a conoscerne neppure l’esito, tra l’altro me lo tenevano nascosto (!). L’idea di farne un libro a tutti gli effetti è diventato il desiderio di “raccontare” Nonna Anna, attraverso tutto il suo mondo, al nipotino che così avrebbe potuto conoscerla ed apprezzarla anche attraverso la sua lettura. Per questo il libro inizia con una “Dedica a Lorenzo” e finisce con una dolcissima lettera scritta da Lorenzo (per il tramite di sua madre, mia nuora Katia che non c’è per via del raffreddore) e che sarà video-letta nel seguito della presentazione. Chiudendo la presentazione stessa.
Anche le ultime “operazioni” indispensabili per pubblicare un libro si sono “curate” da sole.
La prima: trovare una bella immagine di copertina che rappresentasse Anna e l’idea del libro. E’ stato facile a partire da un trittico realizzato da un ex alunno e musicista amato e seguito nelle sue performance anche da Anna, amico ed anche recente autore di splendide e coloratissime figure femminili, Emanuele Minutella, per l’unico spazio vuoto che aveva lasciato Anna nella casa nuova (forse già lo sapeva): nella testata del letto. Ma del quadro vi potrà parlare meglio direttamente Emanuele l’autore stesso.
La seconda (ma non meno importante) era trovare una Casa Editrice che apprezzasse l’idea. Anche questa è stata brillantemente risolta da Enza Ferrante, amica e collega di Anna, che mi ha fatto conoscere una splendida realtà editoriale, pure di Bagheria, dove Anna ha lavorato per tantissimi anni, che ha accolto con tanta cura e attenzione questa pubblicazione all’interno di una collana dedicata agli “Amici di Plumelia”.
In ultimo mi resta la più profonda ed intima motivazione, insieme alla necessità di tenere Anna accanto a me il più a lungo possibile ed a continuare a festeggiarla così come eravamo abituati a fare (ed anche di più) soprattutto nei momenti più importanti.
Grazie a tutti voi che avete avuto modo di conoscere direttamente o indirettamente Anna, di avere partecipato alla creazione di questo regalo per lei e di avere voluto festeggiare insieme a noi il 70^ compleanno “della Gianguzzi”.