Marco Adragna: ricordo di Anna.
Buonasera a tutti. Sono Marco, il figlio maggiore di Renato. Conosco Anna da quando ero bambino. Ho avuto la possibilità di conoscere la parte più gioiosa, affascinante, brillante di Anna e anche ho avuto l’onore di condividere momenti difficili e di essere una persona a cui, per un certo numero di anni lei ha confidato cose personali, segreti. E poi è proprio quando ci raccontano qualcosa di personale, qualcosa di complicato, che ci sentiamo vicini a una persona. Almeno per me è sicuramente così. E qualcosa che non era un segreto, ma che comunque non raccontava molto, è che per un periodo della sua vita considerò la possibilità di aiutare gli altri anche attraverso il counselling filosofico. Quindi usando la sua grande, grandissima conoscenza della filosofia e la sua capacità di far sentire gli altri ascoltati, capiti, speciali, al centro del mondo. Quindi usare queste sue abilità nell’ambito del counselling filosofico. Avrebbe sicuramente trovato successo anche in quello, perché sapeva creare momenti speciali. E anche adesso che non c’è più, quanto meno con il corpo, questa celebrazione organizzata da papà ha creato tanti momenti speciali di cui mi sento grato ad Anna. Ad esempio, ha creato la possibilità di trascorrere un Natale in famiglia allargata con persone dalla Danimarca e dalla Polonia, come non succedeva da anni. Giornate speciali dopo il Natale, condivisioni importanti e momenti significativi come questo stasera, creati grazie alla sua memoria. E quindi anche di tutti questi momenti che Anna indirettamente continua a creare mi sento grato e mi sento di poterle dire grazie Anna, grazie.