Giuseppe Scaglione: ricordo di Anna.
Buonasera a tutti. Io sono Giuseppe, il cugino di Anna. Le nostre mamme erano sorelle. Questo è il mio ricordo di lei.
Non pensavo di salutarti così presto, il tuo è stato uno schiaffo che è arrivato all’improvviso! – mi devo mettere gli occhiali -
Avrei voluto vederti ancora, parlare con te, affrontare i nostri temi, quasi sempre familiari. Si, Anna, ti ricordo così, sempre vicina alla nostra vita di famiglia, con i soliti alti e bassi di tutte le famiglie, con un pensiero sempre a me vicino quando attraversavo momenti difficili, le parole sempre giuste, i modi garbati, la tua vicinanza l’ho vissuta e l’apprezzo oggi ancora di più.
I nostri incontri non erano assidui, anzi piuttosto sporadici, entrambi presi dalla vita quotidiana, dai propri impegni, dalle proprie famiglie, spesso non ci faceva riflettere sull’importanza di incontrarci e rivederci. Ma tu supplivi a questi vuoti con le tue telefonate che ci facevano stare insieme per intere mezz’ore, a raccontarci la nostra vita, i nostri problemi, ma anche le nostre gioie, tu con Francesco che cresceva, io con i miei figli.
Quante volte mi sei stata vicina quando la vita mi ha riservato sorprese spiacevoli, ti ho trovato accanto con sincero affetto come fossi una sorella più grande, io che sono il figlio più grande e che a volte avrei desiderato di avere un fratello (o sorella) più grande di me. Io con i miei fratelli Sergio, Sandro e Paolo.
Anche tu, Anna, hai avuto momenti dolorosi negli ultimi anni con la perdita dei genitori (i miei zii Umberto e Pia) e soprattutto del caro Maurizio, tuo fratello più piccolo. Giorni in cui hai sofferto particolarmente, il tuo strazio sarà stato grande ma non lo dimostravi. Ecco, la tua era una sofferenza interiore, intima.
Ma la vita riserva anche dei momenti bellissimi, come quando mi parlavi di tuo figlio Francesco che, subito dopo la laurea, ha cominciato a svolgere la sua professione, di quando si è traferito a Bologna e ha continuato immergendosi sempre più nella sua attività. Ne eri orgogliosa e ti compiacevi delle sue scelte, sostenendolo.
Come il giorno del suo matrimonio in cui tu, mamma dello sposo, eri davvero radiosa ma tanto divertita quando ti ho detto che ci voleva il matrimonio di Francesco per vedere mia cugina Anna in abito lungo!
Ecco Anna, ti voglio ricordare così, con la tua inconfondibile risata che riusciva a coinvolgere chi ti stava vicino, con le tue battute argute, la tua semplicità, la tua disponibilità.
I miei ricordi di te sono dei flash pazzeschi, incredibili, che mi vengono in mente quando meno te l’aspetti: ricordo come ieri una magnifica mattinata sulla spiaggia di Mondello tanti anni fa, io insieme ad un mio amico, tu con una tua amica, a ridere e scherzare come ragazzi spensierati quali eravamo. O anche quando sei partita per la Francia con la tua amica Lori (poi diventata tua cognata) alla stazione di Palermo, io ragazzino piccolo che vi ammiravo, voi due ragazze entusiaste di questa avventura che stavate cominciando. Oppure ancora, da più grandi, quando sei venuta a trovarmi con Renato a Terrasini con Francesco bambino che giocava con i miei figli lì in giardino. E non posso certo dimenticare quando tu, divertita, mi ricordavi il biglietto che avevi lasciato appeso con un legnetto alla porta della mia casa di Bologna, perché io non ero presente, tanti anni, a mò di freccia infilzata.
Eh sì, cara Anna, ti voglio ricordare così con il tuo sorriso, la tua voglia di scherzare, con la tua leggiadria, la tua voglia di vivere.
Mi rimane solo un grande rammarico di te: non avere mai parlato di temi profondi, come di filosofia o di letteratura, di Fabrizio De André, o anche del tuo ruolo di insegnante di cui, come tua madre, ne eri pienamente innamorata e lo svolgevi con una tale passione che solo oggi, dopo tanti messaggi dei tuoi ex alunni, oggi persone adulte, capisco quanto sei stata importante per loro.
Proprio così, sto scoprendo ora lo spessore culturale e l’intelligenza di mia cugina Anna, la grande qualità di riuscire ad instaurare con gli alunni un rapporto vero, di rispetto e considerazione, di analisi critica e libera, di attenzione alle loro idee, una formazione davvero aperta, libera da preconcetti e fondata su obiettività e imparzialità.
Sono sicuro che un giorno avrò modo di colmare questo mio vuoto della tua conoscenza, cara Anna, e so che tu mi abbraccerai affettuosamente come sempre hai fatto.
Tuo cugino Giuseppe