Nell'attività di oggi ci siamo concentrati principalmente sui conflitti e sui fattori di stress nell'ambiente scolastico. Abbiamo riflettuto sulle modalità in cui i conflitti si manifestano, sui loro fattori scatenanti, su come riconoscerli e come gestirli. La cosa che mi ha colpito di più, tuttavia, è stata comprendere che il conflitto in sé non è un elemento negativo. Avere dei conflitti significa credere profondamente che valga la pena battersi per certe idee, confidando che l'altro possa comprenderle. Spesso, tra noi docenti, le divergenze nascono proprio dalla passione che mettiamo nel nostro lavoro. Inoltre, dobbiamo sempre ricordare che i conflitti scaturiscono dalle differenze e, proprio per questo, generano spazi di crescita e sviluppo: è solo dal confronto con la diversità che può nascere qualcosa di veramente nuovo
Abbiamo appreso che i conflitti vanno gestiti e mai lasciati irrisolti. La strategia migliore consiste nell'affrontare direttamente la persona con cui è sorto il disaccordo: finché non esplicitiamo il problema, l'altro ha la possibilità di far finta di niente. Al contrario, affrontare la questione – anche se nell'immediato potrebbe non portare alla soluzione sperata – rappresenta il primo passo per rendere l'interlocutore consapevole della situazione, ponendo le basi affinché in futuro tenga conto della nostra posizione.
Durante l'incontro si è parlato anche del cosiddetto 'work mule' (il 'mulo da lavoro'): colui che si fa carico di ogni richiesta, anche a discapito del proprio benessere. Sebbene i datori di lavoro possano inizialmente compiacersi di una risorsa che non dice mai di no, è fondamentale comprendere che questo atteggiamento è altamente dannoso per la persona stessa. A lungo andare, le conseguenze superano di gran lunga i benefici di una momentanea efficienza produttiva: i 'muli' vanno spesso incontro al burnout, con il rischio concreto per l'organizzazione di perdere una risorsa di grande valore.
Infine, abbiamo preso in esame la ruota di Plutchik, un valido strumento per comprendere la nostra sfera emotiva. Le diverse emozioni ci accompagnano quotidianamente, ma l'aspetto fondamentale da cogliere è che dovremmo considerarle quasi come un 'budget' da gestire, cercando sempre di compensarle. Se, per esempio, ci si sente tristi, il primo passo è riflettere su come controbilanciare questa sensazione attraverso l'emozione positiva speculare, posizionata proprio dal lato opposto della ruota.