Il nostro corso si svolge in uno spazio chiamato Madeira Friends - uno spazio che vuole mettere in contatto le persone locali con chi lavora da remoto e ha bisogno di uno spazio da cui svolgere il proprio lavoro.
Participiamo al corso in 8. Ho nel gruppo una signora italiana, una polacca ( quindi a livello di lingua mi sento a casa mia ;-)), due tedesche, una iralndese dal nome completamente impronunciabile, una ungarese e uno spagnolo.
La mattinata di oggi l'abbiamo passata cercando di conoscerci un po'. Ognuno ha avuto l'occasione di presentarsi e parlare un attimo di quello che volevamo condividere con il gruppo. Pedro, il nostro insegnante ci ha spiegato che cosa avremmo fatto questa settimana e poi ci ha portati a fare un veloce giro del centro di Funchal. Inizialmente eravamo tutti un po' sorpresi, ma in realtà penso che sia stato un buon modo di iniziare il corso, lasciandoci la possibilità di scambiare due chiacchiere mentre passeggiavamo. Quando siamo rientrati l'imbarazzo iniziale era già sparito e ci è risultato più semplice interagire.
Dopo la passeggiata ci aspettava una graditissima pausa caffè.
Nella seconda parte della mattinata abbiamo riflettuto insieme sull'importanza delle emozioni nella nostra professione. Gestire ciò che proviamo è un compito complesso, ma prima ancora di poter gestire le nostre emozioni dobbiamo imparare a riconoscerle.
Successivamente ci siamo spinti ad interrogarci sul senso profondo del nostro essere insegnanti. Bisogna essere onesti: dopo anni trascorsi dietro la cattedra, schiacciati da un carico burocratico sempre più pressante ( a quanto pare in diversi paesi europei), dalle problematiche gestionali e dalle complesse dinamiche con le famiglie, il rischio di andare incontro al burnout o alla demotivazione è altissimo. Eppure, fermarsi a riflettere insieme ci ha permesso di riscoprire la nostra 'scintilla' iniziale. Ci ha ricordato che, nonostante tutto, abbiamo scelto questa professione per una precisa vocazione. Crediamo profondamente nel valore sociale e umano dell'educazione e amiamo profondamente ciò che facciamo. Ritrovare questa consapevolezza emotiva non è solo un esercizio di benessere personale, ma il prerequisito indispensabile per guidare i nostri studenti con empatia e autenticità."