la NOTIZIA DELLA SETTIMANA
30 Novembre 2025
Settimana impegnativa per il Governo Paz che, oltre alla preparazione all'elezione del TSE (membri del Tribunale Supremo Elettorale), deve continuare ad occuparsi delle frizioni interne al Binomio Elettorale provocate dal neo Vice Presidente Edman Lara.
Proseguono le forti accuse da parte di "Capitan Lara" nei confronti del suo stesso governo e a sfruttare questa situazione di instabilità è l'uomo più influente del XXI secolo in Bolivia, Evo Morales.
L'ex Presidente ed ex leader del MAS ha esplicitato martedi scorso la volontà di un dialogo con l'attuale governo democristiano.
Evo Morales e alcuni leader della regione di Chapare hanno depositato a Cochabamba (il capoluogo del Dipartimento) una lettera. La lettera, oltre alla richiesta di un incontro, comprendeva temi di discussione legati a produzione, salute, strade, sicurezza dei cittadini e disastri naturali. Centrali nella lettera sono state le richiester relative alle esigenze dei Cocaleros.
L'apertura di Morales non è stata, però, presa bene da Rodrigo Paz, che ha considerato più questa come una provocazione, una "trappola politica".
Il Presidente Paz ha reagito duramente con dichiarazioni in cui chiedeva a Morales di "tornare coi piedi per terra" visto che ormai non ha ruolo del mondo politico ed è un normale cittadino. In risposta alla richiesta di un incontro ha chiesto a Evo di tornare a La Paz per un incontro. Richiesta che viene fatta come provocazione vista la impossibilita per Morales di tornare nella capitale boliviana visti i suoi problemi legali legati all'accusa di aver messo incinta una 15enne.
I leader del Chapare hanno dichiarato che Morales non lascerà il dipartimento per motivi precauzionali. Il leader indigeno, inoltre, ha voluto mettere "il dito nella piaga" sfruttando le difficoltà del binomio presidenziale e dichiarando che nel caso in cui non venga ascoltato dal Presidente, si rivolgerà al Vicepresidente Lara.
Il presidente Paz ha ribadito poi che le sue politiche si vogliono discostare da quelle fatte dal MAS negli ultimi anni, visti, a detta sua, i risultati economici di Luis Arce.
Nonostante abbia lasciato il potere ben 6 anni fa la figura e la parola di Evo Morales fanno ancora notizia e continuano a creare instabilità nel Paese, il che dimostra come Morales rimanga ancora una figura influente nel sistema politico della Bolivia.
23 Novembre 2025
Avere come Vicepresidente una star di TikTok e personaggio popolare come Edmand Lara è un' "arma a doppio taglio", e queste due settimane l'hanno dimostrato. Il Vicepresidente, fin dal primo giorno dopo l'insediamento ha criticato Rodrigo Paz, per l'esclusione, a detta sua, dalle riunioni ministeriali.
La rimozione dall'incarico del Ministro della Giustizia Freddy Vidovic (avvocato di Lara) ha creato una forte crisi interna al binomio. Vidovic era un fedelissimo di Lara ed è stato destituito a seguito di accuse di favoreggiamento e corruzione, il tutto a poco più di 10 giorni dall'insediamento del Governo.
Nei giorni successivi si sono susseguite una serie di accuse e di dichiarazioni da parte del Vicepresidente nei confronti di Paz. Le accuse che non hanno ricevuto una risposta netta da parte del Presidente, che ha preferito un atteggiamento coinciliante ed evasivo per evitare uno scontro diretto non conveniente ai fini della stabilità governativa e del Presidente.
A fare notizia, però, è stato il video pubblicato ieri sera sulla piattaforma TikTok da Lara. Nel video di 4 minuti Lara accusa il Presidente di essere un "bugiardo" e un "cinico".
Ha dichiarato: "Dice (Paz ndr) che le sue priorità sono risolvere i problemi delle persone, ma sta mentendo. Non ha risolto nessun problema". Sono pesanti anche le accuse nei confronti della maggior parte dei ministri, definiti da lui "corrotti" e "pronti a rubare come nel governo di Anes perché sono le stesse persone". .
Se la figura di Rodrigo Paz è considerabile una figura moderata, lo stesso non si può dire di Capitan Lara, che, grazie alle sue attività di denuncia contro la corruzione mentre era poliziotto, ha ottenuto molta popolarità nel paese.
Il binomio aveva mostrato una importante armonia, armonia che però era stata "condita", già in fase elettorale, da discorsi molto impattanti e forti da parte dell'attuale Vice Presidente. Il più celebre contiene una vera e propria messa in guardia al candidato alla presidenza:
"Io sono la garanzia. Se Rodrigo Paz non mantiene le promesse, lo affronterò. Voglio dire a tutti i senatori e i rappresentanti che verranno di non svendersi, di non tradire il loro popolo, perché se lo faranno, sarò il primo a denunciarli. Andremo avanti, che piaccia o no ai corrotti. Faremo Progredire la Bolivia. Scriveremo una nuova storia e chiunque pensi di venire qui per rubare dovrebbe pentirsi".
Le ultime dichiarazioni in cui afferma di "avere la coscienza pulita" e di voler denunciare tutto ciò che sta accadendo sono molto in linea con il discorso fatto in fase pre elettorale, e dimostrano che avere Edmando Lara non sarà una passeggiata per il governo Paz.
16 Novembre 2025
Settimana importante per il paese sudamericano, che, oltre alle persistenti polemiche create dalla ex presidente Anes (scarcerata il 6 novembre) nei confronti di Morales, ha visto messe in atto già da subito le parole del discorso di insediamento di Rodrigo Paz.
Non tarda ad arrivare, quindi, una delle promesse più impattanti della campagna del Presidente Paz, ossia il riavvicinamento agli Stati Uniti d'America e al mondo occidentale (tra cui l'UE). Riavvicinamento che ha visto il suo primo atto già nella prima settimana di Governo.
Il neo Ministro della Difesa Sociale Ernesto Justiniano ha affermato, durante una intervista al canale boliviano UNITEL, che intende riaprire la cooperazione internazionale anti droga.
Questa apertura, come specificato dallo stesso Justiniano, sarà soprattutto nei confronti della Drug Enforcement Administration (DEA), e quindi Stati Uniti. Questi temi sono stati discussi dopo la cerimonia d'insediamento con il Sottosegretario di Stato americano Landau, delegato USA durante la cerimonia.
L'apertura alla collaborazione è stata anche esplicitata dal neo Ministro dell'Interno Oviedo che ha dichiarato "Conteremo sulla collaborazione di diverse agenzie internazionali, tra cui ovviamente la DEA".
La questione impatterà specialemente sulle regioni orientali, la cui economia è basata sulle coltivazioni di coca. Regioni che, a livello sociale e politico, rappresentavano roccaforti della dottrina del MAS e della politica di Morales.
Il ministro della Difesa Justiniano ha ricoperto il medesimo ruolo durante il Governo Goni, governo che, come i precedenti governi dagli anni '70, approvava l'azione della DEA in Bolivia.
Sarà poi Evo Morales nel 2008, durante il suo primo governo, a espellere bruscamente la DEA dal paese latinoamericano. L'accusa principale, presente in gran parte dei suoi discorsi (anche all'ONU), sarebbe legata al ruolo di copertura della DEA, che, secondo Morales, con il pretesto della lotta alla droga, effettuava operazioni di spionaggio politico. Il governo Morales accusò inoltre la DEA di finanziare i partiti d'opposizione soprattutto nelle zone ostili per il MAS come Santa Cruz de La Sierra.
Nonostante Morales promuovesse la politica "Coca si, Cocaina no", lo scontro con la DEA è sempre stato presente, considerato che Morales era un ex sindacalista dei coltivatori di coca e che per gli statunitensi la coca era utilizzata quasi esclusivamente per la cocaina.
Il ministro della Difesa ha dichiarato inoltre che la collaborazione non deve essere e non sarà dipendenza, frase che, dimostra il timore persistente (e giustificato) di ciò che può comportare una alleanza tra Stati Uniti e paesi sudamericani.
La Bolivia sta cambiando volto e lo sta facendo in fretta. Il riallacciamento così repentino dei rapporti con l'occidente è, storicamente, "un'arma a doppio taglio" e i sudamericani lo sanno bene. Resterà da vedere come il governo riuscirà a gestire questa situazione e se dimostrerà con i fatti il "Cooperacion si, pero no dependencia" del Ministro Justiniano.
9 Novembre 2025
Giornata Storica tanto quanto il discorso d'insediamento pronunciato ieri dal neo presidente dello Stato Plurinazionale della Bolivia Rodrigo Paz Pereira. Che il grande capitolo socialista del paese sudamericano si fosse chiuso era già chiaro prima delle elezioni. Il MAS (Movimento Al Socialismo) logorato dallo scontro interno Morales-Arce e da un governo Arce tutt'altro che popolare, ha ottenuto alle ultime elezioni appena l'8%. Ben lontano dal 55% di 5 anni fa.
La Bolivia negli ultimi 5 anni ha dovuto affrontare momenti di grande difficoltà economica, sociale e politica. Dal tentato golpe del 2024, alla situazione Morales, dalla carenza del dollaro, alla crisi delle materie prime che ha aumentato notevolmente l’inflazione.
Rodrigo Paz Pereira, insieme al suo Partito Democratico Cristiano, ha rappresentato l'alternativa moderata di centrodestra alla coalizione Creemos. Il PDC, partito storico della Bolivia, attraverso queste elezioni per la prima volta va al Governo come partito di maggioranza. (forte anche dei voti indigeni al ballottaggio di meno di un mese fa contro la destra di Creemos).
Il nuovo governo Paz si ritrova a dover affrontare una situazione tutt'altro che semplice, come evidenziato dallo stesso Paz nel suo discorso d'insediamento dell'8 novembre.
Il nuovo Presidente ha voluto esplicitare, senza mezzi termini, il radicale cambio di passo che intraprenderà lo Stato latinoamericano. Già nella settimana precedente sono stati riallacciati i rapporti con gli USA, rapporti interrotti dal primo governo Morales nel 2008. Mossa, che oltre la valenza politica, ha una valenza economica, visti i prestiti già richiesti al FMI, per risanare la situazione economica boliviana.
L'avvicinamento agli "States" era perfettamente prevedibile, vista la nuova politica che vuole intraprendere Paz, che già al discorso d'insediamento ha parlato del "Capitalismo per tutti", toccasana della sua campagna elettorale. Non mancano inoltre le pesanti critiche contro il socialismo, definito da lui stesso "Ideologia fallita" e per il governo Arce, considerato incompetente.
Rodrigo Paz, figlio dell'ex Presidente della Bolivia negli anni '90 Jaime Paz Zamora, anche durante il giuramento, al grido di "Dio, Patria e famiglia, sì, giuro" ha già mostrato il posizionamento di questo governo, che, seppur debole di una maggioranza risicata, porta avanti la linea politica del Partito Democrata Cristiano.
Al discorso erano presenti molte delegazioni da tutte le parti del mondo, primo su tutti (e anche primo dell'elenco dei saluti), il Presidente argentino Milei. Presenti anche delegazioni UE, e statunitensi. Il messaggio di apertura è chiaro e l'obiettivo dichiarato è di "Aprire la Bolivia al mondo e il mondo alla Bolivia" per chiudere l'isolamento vissuto dal paese negli anni socialisti.
Discorso forte e messaggio chiaro al paese e al mondo. Che la Bolivia sia in crisi è un dato di fatto. Ora sarà da vedere come verrà gestita la situazione e quanto effettivamente cambierà il paese rispetto al periodo socialista. Periodo, che con i suoi difetti, ha comunque portato, nei suoi momenti d'oro, a una crescita e a un benessere diffuso in Bolivia. Crescita senza precedenti nella storia del paese de Latam.