I dati presentati dalla Celag Data, dimostrano come la Bolivia sia un paese che mantiene una percentuale di affluenza alle urne molto alta. La principale motivazione sta nel fatto che, come in molti paesi sudamericani, il voto in Bolivia è Obbligatorio dal 1952. Nel 2009 l'affluenza arriva al 94,5%, complice anche la nuova Costituzione che ha garantito rappresentanza alle comunità indigene. Considerate anche le elezioni del 2025 (non comprese nel grafico) che hanno visto una affluenza dell'86,95% al primo turno (85,3% al secondo), la media negli ultimi 23 anni è dell'85,97% di affluenza.
Nonostante la Bolivia sia un paese con una popolazione di appena 12 milioni di abitanti, le sue dimensioni sono 3,6 volte quelle dell'Italia. Tra quei 12 milioni di boliviani, sparsi nel grande territorio nel cuore del Sudamerica c'è una grande spaccatura. "Un cuore spezzato" che ha origini antiche, e, oltre che sociali, anche geografiche.
Basta guardare una cartina fisica della Bolivia per rendersi conto che c'è un paese diviso in due macro aree. L'area occidentale (con la città di Santa Cruz) pianeggiante e tropicale l'area orientale investita dalle altitudini delle Ande e da temperature fredde e secche (con la città di La Paz a 4000 metri s.l.m.).
MEME SULLE DIFFERENZE COLLAS E CAMBAS
Dal punto di vista economico
L'area occidentale (Valli e altopiano) ha una economia basata sull'estrazione mineraria e agricoltura di sussistenza. La Paz è il cuore amministrativo e politico ed El Alto, città fondamentale per l'industria e il commercio nel paese.
L'area orientale (le pianure o Media Luna) è più ricca. L'economia è basata sull'agroindustria, e sono presenti le più grandi riserve di gas naturale e petrolio del paese. Santa Cruz è il cuore economico e finanziario del paese e ha fondamentale importanza l'esportazione della Soia. (La Bolivia è prima al mondo in questo campo).
Dal punto di vista politico
L'area occidentale, con La Paz è il cuore amministrativo e politico del paese ed è la parte del paese legata ai movimenti indigenisti e socialisti. (roccaforte del MAS).
L'area orientale sente come un freno il fatto che La Paz sia il centro politico, infatti ha forti tendenze autonomiste. I partiti autonomisti sono molto forti in questa area del paese. In queste città sono radicate tra i cittadini e nei partiti posizioni conservatrici e di destra. Le principali opposizioni e proteste al MAS e a Morales vengono da questi dipartimenti. La differenza politica è evidente in ogni elezione del paese.
Dal punto di vista sociale e culturale
L'area occidentale è composta perlopiù da indigeni, è il cuore delle popolazioni indigene Aymara e Quechua (da cui proviene Evo Morales). Sono culture molto legate alle proprie tradizioni storiche, la vita è più comunitaria (da qui il sostegno al MAS) e collettiva, lo stile è più riservato e formale.
L'area orientale ha una maggiore discendenza europea e meticcia. La popolazione è considerata più individualista, estroversa e orientata al commercio con una cultura che riflette l'ambiente tropicale e il ritmo festaiolo e informale tipico di paesi come il Brasile.
La differenza tra i Kolla (nomignolo utilizzato per le popolazioni orientali) e i Cambas (nomignolo utilizzato per le popolazioni occidentali) si riflette a ogni turno elettorale ed è fonte di tensioni e forti rivalità tra le due parti del paese e tra le due città simbolo.
Il sistema politico boliviano è a tutti gli effetti un sistema multipartitico, le ultime elezioni ne sono state la conferma. Fatta eccezione delle elezioni 2005, 2009, 2014 e 2020 che hanno visto il venire meno di questa concezione multipartitica. Sia prima del periodo di assoluto consenso del MAS, sia dopo non c'è mai stata una maggioranza assoluta all'Asemblea Legislativa e il voto ha visto l'emerge di almeno 3 partiti (nessuno di questi dominante).
Lo Stato Plurinazionale della Bolivia ottiene uno score di 65 su 100, nell'annuale punteggio riguardante la libertà nel mondo pubblicato da "Freedom House". Tale punteggio rende la Bolivia uno Stato al limite fra gli stati cosiddetti "liberi" e "parzialmente liberi".
Sul tema dei "Diritti Politici" ottiene un punteggio di 26 su 40.
I punteggi riguardanti il Processo Elettorale evidenziano come al 2025 le elezioni siano effettivamente libere e regolari e questo permette una elezione trasparente dei membri dell'esecutivo e del legislativo. Il punteggio si dimezza per quanto riguarda l'equità del quadro elettorale e delle leggi elettorali e l'imparzialità della gestione delle elezione da parte degli organi competenti. Dato preoccupante vista la presenza del "quarto potere".
Il sistema favorisce la formazione e l'organizzazione indipendente di nuovi partiti politici o raggruppamenti politici e, grazie soprattutto alla Costituzione del 2009 ha ottimi risultati in termini di uguaglianza al voto e pari opportunità. I dati rigiuardanti l'influenza delle forze esterne nella scelta non sono positivi, come non lo sono quelli riguardanti la possibilità per l'opposizione di aumentare il proprio sostegno tramite elezioni.