Genetica
Per comprendere meglio l'argomento "morph", è importante avere ben in mente come funziona la genetica e come questa viene applicata nel contesto; nulla di troppo complesso ovviamente: si tratta di concetti piuttosto elementari semplicissimi da comprendere e imparare. Vediamo dunque cosa bisogna sapere prima di passare alla pratica (ricordo che ho appositamente semplificato l'argomento poiché serve solo ed esclusivamente per comprendere il funzionamento dei morph).
Genotipo e fenotipo
La prima cosa che bisogna sapere prima di addentrarci meglio nell'argomento, è la differenza tra genotipo e fenotipo:
il genotipo è l'insieme di geni presenti all'interno del DNA dell'animale; non è detto che se abbiamo determinati geni all'interno del genotipo questi vengano manifestati a livello visivo: alcuni geni, come vedremo più avanti, possono infatti essere "nascosti" o per meglio dire ci appaiono "invisibili", in quanto non hanno alcuna influenza sull'aspetto del nostro axolotl;
il fenotipo è invece l'insieme delle caratteristiche morfologiche dell'animale, fra cui colore e pattern; il fenotipo è strettamente legato al genotipo, tuttavia non necessariamente tutti i geni presenti all'interno del genotipo fanno parte del fenotipo in quanto, come già detto, possono essere "invisibili". Vediamo adesso perché.
Omozigosi ed eterozigosi
Certamente avrete già sentito questi due termini quando alle elementari vi parlarono per la prima volta dei famosi "piselli di Mendel", tanto che anche senza spiegarvi nulla avrete probabilmente già capito quali erano questi fantomatici geni "invisibili" presenti nel genotipo ma non nel fenotipo. Anche se l'argomento è conosciuto molto bene dalla maggior parte delle persone, preferisco comunque spiegare la differenza tra omozigosi ed eterozigosi. Come probabilmente già saprete, l'embrione risultante da un accoppiamento fra organismi diploidi presenta, all'interno del suo codice genetico, metà dei geni del padre e metà dei geni della madre; alcuni geni possono avere più versioni (che prendono il nome di alleli) che agiscono in maniera differente sulla caratteristica che quel gene controlla: se ad esempio abbiamo un gene che stabilisce il colore degli occhi, potremmo avere una versione di questo gene che rende gli occhi rossi e un'altra che li rende blu. Essendo che il genoma (ovvero l'insieme dei geni dell'animale) è composto da una parte di geni ceduti dal padre e da una parte ceduti dalla madre, in alcuni casi è possibile avere due alleli diversi di uno stesso gene in un solo animale. Avremo quindi:
geni omozigoti quando la coppia di geni che regola la stessa caratteristica è identica;
geni eterozigoti quando la coppia di geni che regola la stessa caratteristica è formata da due alleli distinti.
Geni dominanti e geni recessivi
I geni non si comportano tutti allo stesso modo: è infatti possibile che alcuni possano manifestarsi solo in omozigosi e che altri al contrario siano ben visibili nel fenotipo anche in eterozigosi; ciò avviene in base al gene in questione, che può essere dominante o recessivo:
i geni dominanti sono geni visibili all'interno del fenotipo sia nel caso in cui fossero presenti in omozigosi all'interno del genotipo e sia nel caso in cui fossero presenti in eterozigosi. A livello grafico, i geni dominanti vengono indicati con una lettera maiuscola;
i geni recessivi sono geni visibili all'interno del fenotipo solo e soltanto nel caso in cui fossero presenti in omozigosi all'interno del genotipo; nel caso in cui fossero presenti in eterozigosi, i geni recessivi sarebbero comunque presenti nel genotipo ma sarebbero "invisibili" nel fenotipo: ad esempio, se il gene che regola il colore degli occhi avesse una versione dominante che li rende rossi e una recessiva che li rende blu, in eterozigosi (quando appunto è sia presente il gene che rende gli occhi rossi e quello che li rende blu) avremo come risultato degli occhi rossi. A livello grafico, i geni recessivi vengono indicati con una lettera minuscola.