La nostra scuola, paritaria e associata Fism ( Federazione Italiana Scuole Materne) trae ispirazione dalle esperienze di asilo nel bosco del nord Europa ma soprattutto dalla scuola " Asilo nel bosco" di Ostia Antica (Roma) presso la quale le insegnanti fanno anche formazione (corsi online e in loco).
Non crediamo possano esistere metodi validi in tutti i tempi e in tutti i luoghi, per questo attingiamo da diverse fonti: dalla vecchia ma sempre attuale pedagogia della Montessori, Bruner, Bowlby, Vygotskij per approdare agli studi sull'Intelligenza Emotiva di Goleman e sulle Neuroscienze e Neuroeducazione di Lucangeli, Bueno, Guillen, Mai.
Adattiamo e sposiamo queste teorie pedagogiche perché diventino un approccio il più funzionale possibile al benessere dei bambini e delle bambine che ci vengono affidati. E proprio in alcuni concetti semplici ma forse trascurati risiede, a nostro modesto parere, quello che qualcuno ama chiamare la buona scuola: la centralità di una relazione significativa e di un ambiente di apprendimento stimolante, la gioia nel fare e nell'imparare, la passione delle maestre, le loro virtù umane, il diritto ad essere se stessi, l'educazione emozionale, il ruolo attivo delle famiglie, una didattica centrata sull'esperienza, il ruolo fondamentale del gioco, una scuola edificata e strutturata per permettere ai diversi talenti di essere riconosciuti, valorizzati e per conseguire legami cooperativi. Il clima educativo si fa fertile quando è fatto di relazioni amorevoli e quando l'aria si riempie di libertà ed emozioni piacevoli. La gioia, l'allegria, la felicità dovrebbero riempire la scuola, perché così stiamo ed apprendiamo meglio e allora dovremmo ragionare più spesso su come lo facciamo e non solo su cosa facciamo.
Scompare l'aula intesa come spazio al coperto dove si trascorrono tutte le giornate dell'anno, che viene sostituita dall'ambiente naturale che invece si caratterizza per la diversità e ricchezza del contesto. I materiali di recupero che noi chiamiamo " cianfrusaglie senza brevetto" sono sassi, pezzi di legno, pigne...tutto ciò che si trova in natura e che stimola il bambino ad usare la fantasia e l'immaginazione. Infatti se una macchinetta in plastica rimane una macchinetta, un pezzo di legno si può trasformare in un violino, in una bacchetta magica, in una canna da pesca e molto altro ancora. Albert Einstein diceva: " Ogni cosa che puoi immaginare, la natura l'ha già creata"! Perciò l'aula che maggiormente utilizziamo è il contesto esterno: il parco immenso della scuola e il nostro territorio.
La nostra fortuna è quella di avere anche un vasto spazio interno di ispirazione montessoriana arredato con mobilio e giochi esclusivamente in legno
Un luogo in cui educare e imparare si fondono in un processo attivo e partecipato che coinvolge tutti. La scuola diventa luogo di democrazia, in cui i bambini sono anche, e prima di tutto, cittadini, così come i loro genitori: tutti insieme attraverso l'ascolto reciproco, partecipano alla creazione di un'identità culturale che attinge ai valori del territorio circostante.
Una scuola in grado di ripensare radicalmente la struttura del processo di insegnamento-apprendimento, permettendo ai propri alunni di esserne parte attiva e significativa. Proporre l'educazione all'aperto assume oggi senso e valore perchè riporta l'attenzione sul concetto di " qualità della vita dell'infanzia" e ricorda il mandato sancito dalle Indicazioni nazionali (Miur,2012) e dalle Nuove Indicazioni nazionali ( Miur,2018) che è quello di " educare a stare nel mondo". Restituire ai bambini spazi naturali ricchi e complessi significa offrire opportunità di conoscenza e di apprendimento autentici e contestualizzati, quindi occasioni per la costruzione di competenze.
L'apprendimento avviene attraverso l'azione, l'esplorazione, il contatto con la natura, l'arte, il territorio, in una dimensione ludica, da intendersi come forma di relazione e conoscenza. Abbiamo così costruito un progetto pedagogico che poggia su queste basi fondamentali:
lo spazio esterno come aula didattica privilegiata e lo spazio interno di ispirazione montessoriana arredato con mobilio e giochi prevalentemente in legno;
una grande attenzione alla relazione e al clima emotivo ed affettivo dei bambini;
l'esperienza diretta come principio della didattica: " Chi ascolta dimentica, chi vede ricorda, chi fa impara";
l'importanza delle emozioni ( neuroeducazione ed educazione emozionale) come strategia di prevenzione;
il gioco come veicolo didattico privilegiato e come strumento comunicativo, ricordandoci che i giochi dei bambini bisogna considerarli come le loro azioni più serie;
sperimentare il silenzio e il tempo per recuperarne il suo valore salutare;
l'importanza del "riposo", fondamentale per il corretto sviluppo mentale e fisico del bambino. Ogni bambino è libero di chiedere di partecipare al " sonnellino pomeridiano" ogni qualvolta ne senta il bisogno;
costruire relazioni autentiche con le famiglie come spazio di co-educazione fra genitori ed insegnanti;
la nostra presenza sul territorio portando fuori ciò che di bello abbiamo e portando dentro la bellezza che c'è fuori;
ma soprattutto fare in modo che i bambini siano felici. Scienza e filosofia concordano che gli ingredienti fondamentali per la felicità sono quelli di avere la possibilità di scoprire e mettere in pratica il proprio talento. Maria Montessori affermava che i bambini devono " fare da sé", lavorando sull'autonomia, sulle esperienze dirette, sull'errore. In questo modo nutrono uno degli ingredienti fondamentali per la felicità: l'autostima. Solo un bambino che fa e che riesce nutre in maniera sana l'autostima e di conseguenza l'apprendimento.
rimarremo colibrì, scimmiette, tigrotti e giraffe...ma insieme sarà più bello! Ci identificheremo sempre nel nostro gruppo di appartenenza ma faremo esperienze insieme, condividendo, aiutandoci, cooperando. E le maestre saranno " le maestre di tutti"! Gli animali scelti per i gruppi di appartenenza non sono casuali...anche qui le emozioni si giocano la partita:
Colibrì (2 anni): animale dai meravigliosi colori, sempre in movimento, con il suo veloce battito d'ali passa di fiore in fiore per succhiare il dolce nettare. Chiudete gli occhi e immaginate un bambino di 2 anni...non è forse così?
Scimmiette (3 anni) : curiose, simpatiche e giocherellone...come un bambino che si apre al mondo.
Tigrotti (4 anni): coraggiosi, curiosi ma ancora dipendenti dalla figura adulta...come lo sono i bambini che stanno per affacciarsi al mondo.
Giraffe (5 anni): indipendenti e curiosi...il collo si allunga oltre l'orizzonte per osservare e scoprire con fiducia il mondo.
Il tutto condito con tanta gioia, allegria, felicità!
Nei cinque Campi di Esperienza su cui le Indicazioni nazionali per la scuola dell'infanzia ci indirizzano a lavorare, il nostro approccio risulta maggiormente efficace.
Lo è facilmente deducibile nel campo di esperienza "corpo e movimento" perché lo spazio aperto rispetto ad un'aula stimola di più lo sviluppo del corpo e dei suoi 5 sensi.
Lo è in quello della "conoscenza del mondo" perché pensiamo che sia meglio scoprire fuori i fenomeni naturali, i meccanismi della natura, piuttosto che su schede. Il trasformarsi delle stagioni lo osservo nei colori, nelle sfumature, negli odori che noi possiamo interiorizzare con piacere semplicemente vivendo a contatto con questi cambiamenti.
Lo è in quello denominato "il sé e l'altro" perché la costruzione della propria individualità passa attraverso esperienze ricche in cui il bambino possa mettersi in gioco e perché la socialità ha come presupposto un ambiente sereno e una giusta vicinanza dell'insegnante.
Lo è in quello "immagini, suoni e colori" legato alle esperienze artistiche perché l'arte è strettamente legata alla bellezza ed il nostro paesaggio è sicuramente più stimolante rispetto ad un'aula.
E infine lo è nei "discorsi e parole" perché la natura che ci circonda è ricca di materiali che permettono ai bambini di accostarsi al paesaggio linguistico in maniera spontanea e creativa: ascoltare il verso degli animali, scrivere una lettera nella terra, leggere una storia nel bosco...tutte esperienze significative che permettono il raggiungimento degli obiettivi legati a questo campo.
Tutto ciò che facciamo nasce da uno studio attento dei bisogni dei bambini, dalle richieste e proposte che loro ci fanno. Nulla quindi di preconfezionato, ma costruito con loro in un clima emozionale positivo.
All'interno di una progettazione curricolare elastica che segue le scelte dei bambini, abbiamo però dei progetti che vengono proposti settimanalmente:
"Fantabosco": alla scoperta della natura e di tutte le discipline che ci ruotano attorno.
"Pierando...a spasso con nonna Piera": alla scoperta della storia del nostro paese. Come cicerone nonna Piera, per anni maestra di storia e geografia alla scuola primaria di Follina.
"Il laboratorio che piace a me": libera scelta di partecipare a laboratori scientifico matematici, musicali, circensi, artistici, di movimento, di favole e di lettoscrittura. Naturalmente condotti magistralmente delle maestre che, soprattutto in questa occasione, hanno la possibilità di far conoscere il proprio talento!
Biblioteca comunale: (una volta al mese): per alimentare e crescere nel bambino il suo amore per le parole e per le storie, oltre che le sue capacità di comprendere meglio il mondo che sta dentro e fuori di lui. Attraverso la lettura aumentiamo i suoi tempi di attenzione, creiamo l'abitudine all'ascolto, sollecitiamo la sua capacità immaginativa. Rossella, bibliotecaria, ci accompagna in questa avventura.
"A&B anziani e bambini insieme": progetto nato nell'aprile del 2015 che da vita ad una serie di incontri tra i bambini e gli anziani della casa di riposo " Sereni Orizzonti " di Follina, con l'obiettivo di realizzare uno scambio intergenerazionale volto alla conoscenza, al contatto, al recupero delle relazioni, alla solidarietà ed al fare comunità ma soprattutto mirato al benessere.
"Le avventure di Hocus & Lotus": primo approccio alla lingua inglese, attraverso la metodologia del format narrativo elaborato da T. Taeschener dell'Università La Sapienza di Roma. Esperienza vissuta con la Magic Teacher Arianna in un teatro mimico-gestuale, che permette di apprendere il significato di parole e frasi attraverso un lavoro attivo.
Psicomotricità: per promuovere la crescita serena e globale del bambino attraverso un percorso che tiene conto delle diverse dimensioni di sviluppo (percettivo-motoria, emotivo-affettiva, cognitiva e sociale)
Acquamotricità: 10 incontri alla piscina della Associazione Sportiva Dilettantistica " Viribus Unitis" di Barbisano. Il progetto vuole valorizzare la pratica motoria e sportiva e lo sviluppo della corporeità attraverso esperienze di tipo ludico, individuali e di gruppo.
OLTRE LA SCUOLA:
Nido delle mamme: uno spazio mamma-bebè (0/36) dedicato a tutte le mamme in attesa e neo mamme che desiderano incontrarsi per stare in compagnia e condividere insieme gioie e fatiche della maternità. Gli incontri sono settimanali e guidati da Donata, esperta del centro Anpep.
In mezzo alla comunità: organizzazione e partecipazione ad eventi di aggregazione sociale in collaborazione con le associazioni del territorio: Passeggino Day, Mercatini di Natale, festa della Pentecoste; Festa della Castagna e dei Funghi.
alcune pillole di Educazione Emozionale che a noi piace tanto, e che è diventata strategia educativa per creare benessere a scuola.
Altre pillole di Neuroscienze e Neuroeducazione che ci portano a conoscere come funziona il cervello e a prendere i risultati degli studi e delle ricerche neuroscientifiche trasformandoli in pratiche educative efficaci attraverso il filtro di altre discipline umane quali la psicologia, pedagogia, sociologia...