16 Dicembre 2024: Un Addio che non riuscirò mai a dimenticare…
Quando il destino ci colpisce, lo fa con la violenza di un fulmine che squarcia il cielo, eppure non c'è mai un segno che preveda la tempesta. La mia amata zia, che con il suo sorriso illuminava ogni angolo di casa, ha lasciato questo mondo troppo presto, ieri,16/12/2024, a quarantacinque anni, senza un addio, senza un'ultima parola. La sua morte, silenziosa e improvvisa, ha spezzato l'anima di chi l'ama, lasciandoci in un abisso di dolore. Era una donna di rara bellezza, ma non solo nell'aspetto: la sua luce, quella che per anni ha riscaldato chiunque si avvicinasse a lei, si rifletteva nel suo cuore gentile e nella sua generosità. La sua figura, forte e rassicurante, è ora solo un ricordo, eppure la sua assenza è più presente che mai. Se n'è andata, ma non senza lasciare un segno indelebile. Ogni angolo della sua casa è intriso di una tristezza palpabile, quasi tangibile, che per un attimo fa sembrare che il tempo stesso si sia fermato. Un sorriso che per anni ha dato calore e speranza ora è scomparso, lasciando solo il vuoto e il silenzio che sembrano impossibili da colmare. Quando l'ho saputo, tutto è diventato grigio. Il mondo fuori è come se fosse impallidito, e il cuore, schiacciato dalla disperazione, non riusciva a trovare pace. Ma il dolore di una perdita non si ferma al nostro cuore; si riflette negli occhi di chi ci sta vicino, nei volti dei suoi figli, nei loro pianti disperati. Hiba, la primogenita, piangeva senza sosta, il suo dolore così forte che sembrava inghiottirla. Hossam, ancora incredulo, non riusciva a comprendere come il destino avesse potuto strappargli così bruscamente la madre. E Rayan, il più piccolo, non riusciva a trovare un senso in tutto questo. Il vuoto che gli è rimasto nel cuore è come un buco nero che tutto inghiotte, un nulla che non si può descrivere se non con la parola "perdita”. Tutto ciò che aveva costruito assieme alla amatissima madre in precedenza, durante la sua infanzia e i piani del futuro sembravano svaniti come polvere al vento. Sembrava che la vita gli avesse messo un punto come se fosse una frase e ora toccava a lui e al suo coraggio a scavalcarla.
Eppure, nonostante tutto, c'era qualcosa che mi dava un po' di speranza. Le persone che si sono strette a loro, che sono accorse in ospedale e che si sono unite per una cena in suo onore, sono la prova di quanto fosse amata. La sua morte, seppur un colpo devastante, ha acceso una fiamma di affetto che si è diffusa tra tutti coloro che l'hanno conosciuta. È la testimonianza che la sua vita ha avuto un impatto che va ben oltre il suo passaggio su questa terra. Ogni lacrima versata è una dichiarazione di amore, di quanto fosse unica, straordinaria. In ogni angolo di quella casa, in ogni silenzio che la riempie ora, la sentiamo ancora. La sua luce, che sembrava irradiare la vita stessa, non si spegne mai davvero. La sua memoria rimarrà nei cuori di chi l'ha amata, nei sorrisi che ha regalato, nei momenti di gioia che ha condiviso. E, anche se fisicamente non è più con noi, è come se fosse ancora presente, accanto a noi, in ogni passo che faremo.
Il 16 dicembre 2024 è entrato nel mio cuore come una ferita profonda e dolorosa, una cicatrice che non guarirà mai. Non avrei mai immaginato che avrei dovuto dire addio a te, zia Haya, ma è successo. È successo in un modo che non riesco ancora a comprendere, un addio che non avrei voluto pronunciare, un ultimo saluto che mi ha spezzato il cuore, strappandomi via una parte di me. Non posso spiegare quanto mi manchi, non posso trovare una parola che racchiuda tutta la solitudine che provo ora, senza di te, senza la tua presenza così calda e forte. La vita è una bellissima menzogna e la morte una malinconica verità. Eppure, anche se il dolore è insostenibile, sento che tu sei ancora con me, infatti non esiste sparizione finché è vivo il ricordo. Non riesco a dimenticare il tuo volto, la tua risata che risuonava come una melodia che dava senso anche ai momenti più bui. Ricordo i tuoi occhi, pieni di amore, che vedevano oltre le apparenze, che sapevano capire anche nei silenzi. Come puoi andare via, zia? Come puoi lasciarmi con questa mancanza che non si può colmare?
Oggi ho visto il tuo corpo per l’ultima volta. (…)
Sono grata a Dio di avermi lasciato baciarti perché significa tantissimo per me e Lo ringrazierò sempre per questo, giorno e notte. Nessuno sa quanto veramente significa per me. Ho passato l’ultimo momento con te e quel bacio mi ha ricordato te e la vita passata insieme a te. Non è stato come pensavo che sarebbe stato. Non è stato un semplice addio. È stato come se una parte di me fosse stata tolta, come se tu fossi una parte di me stessa che è andata via per sempre. Ma, nonostante il dolore lancinante che sento, non posso fare a meno di credere che tu sia ancora qui. Una parte di te vive dentro di me, nei ricordi che portano con sé l’eco della tua voce, nel battito del mio cuore che ancora sente il tuo amore. Il momento dell'addio è stato tanto difficile da affrontare. Ti ho guardata, e in quel silenzio pesante, dove ogni respiro sembrava impossibile, ho sentito la tua presenza, una presenza che non era più fisica ma che permea l'aria, che toccava le mie mani, che avvolgeva il mio cuore. Come un sogno che non vuole svanire, come una carezza che non riesce a liberarsi dalla pelle. Non volevamo lasciarti andare, ma il tuo viaggio era ormai giunto alla fine. Le parole non riuscivano a uscire. Cosa dire in quel momento, quando il cuore è troppo pieno di lacrime per riuscire a parlare?
I miei cugini, tuoi figli, condividevano il mio stesso dolore. Tutti insieme, nel nostro abbraccio, abbiamo cercato di dare un senso a quello che stava accadendo, ma la verità era che niente avrebbe mai potuto prepararci a questo addio. Il nostro legame si è fatto più forte, anche se siamo stati messi alla prova dalla tua partenza improvvisa. La tua assenza è come una lacerazione che ci unisce ancora di più, un dolore che ci fa sentire più vicini, come se una forza invisibile ci legasse in questo momento di sofferenza, ma in mezzo a tutto questo dolore, c'è un amore che non morirà mai. Un amore che non potrà mai essere toccato dalla morte. La morte lacera il nostro cuore logorandolo, ma l’amore lascia ricordi che nessuno potrà mai eliminare. (…)
Ogni sorriso che regaleremo al mondo, ogni gesto che faremo, sarà un riflesso di te. Il tuo amore sarà il faro che illumina la nostra strada, la forza che ci spingerà avanti, anche quando ci sembrerà di non farcela.
E in questo dolore che sembra travolgermi, ripenso alle parole che ho scritto per te. Ecco cosa mi vien da dire, Zia Hayat:
"Hayat, miraggio in un deserto sperduto,
Amore impalpabile, un sogno che aleggia,
In un universo immenso, dove il cuore si piega.
Una forza infinita, un affetto assoluto.
Legami che trascendono la materia,
Un amore che cresce, che non morirà mai."
Questa è la verità, zia: tu sei quella forza che va oltre tutto, quella luce che non smetterà mai di brillare nei nostri cuori. Quando il silenzio avvolge il mondo e le lacrime sembrano non fermarsi, so che tu sarai lì, vicino a me, accanto a noi. Il tuo amore è eterno, come un riflesso che non può essere cancellato, come il battito del mio cuore che ti chiama sempre. E non ci sarà mai un giorno in cui non sentirò il tuo abbraccio, anche se non sarà più fisico.
Addio, zia. Ma non è davvero un addio, perché tu resterai sempre dentro di me. E continuerò a vivere ogni giorno con il tuo amore che mi guiderà, come una stella che non smette mai di brillare. Il mio cuore, il nostro cuore, ti porterà con sé per sempre. Addio….
dicembre 2024
Gubbio,23 maggio 2024
Cara Zizzy,
come stai? Ho saputo che oggi vai in gita. Sarai in viaggio ora. Io sono qui a scrivere una lettera per te. Ah, quanto vorrei tornare al mio amatissimo 2 maggio e rivivere tutti quei bei momenti: i cori in autobus, il mal di piedi, la guida scontrosa e quella dolce, Sephora, Kiko e Victoria's Secret. Che sogno! Mi sono divertita un mondo e spero che tu possa vivere lo stesso momento con i tuoi compagni che ancora non ho avuto il piacere di conoscere. Sappi, però, che dei compagni d’oro come me non ce li ha e non l’avrà mai nessuno. Ragazzi carismatici come Nilson e Cristian e ragazze dolci come Laura. Ad ogni modo come stanno i tuoi fratelli? E tua sorella soprattutto? Quanto vorrei tornare a casa tua, anche se ci siamo viste letteralmente domenica scorsa, quando ci siamo riempite di deliziose, fragranti ciliegie rosse. Buone! Dimenticavo: il nostro caro amico sta bene? Sta ancora perennemente da te? So già la risposta, ma continuerò a chiedere. Tuo fratello ha cambiato idea su di me? ”Hahahahahahahahaha!” Non ti ho scritto per questo, ma sai che quando scrivo mi “butto” all’interno del foglio e mi divago un po’. Ti ho scritto per parlarti un po’, per sfogarmi (sei la mia migliore amica è normale) e per raccontarti il mio maggio. Quanto mi piacciono queste giornate calde, ma non troppo afose, col sole splendente, i fiori che sbocciano colorando il mondo dall’allegria e il soave canto degli uccellini che completa il disegno. Opera d’arte. Mi ricorda delle giornate che passavano insieme al mare o in montagna accanto a quel fantastico fiumicello dalla limpida acqua. Ogni tanto, in mezzo a quel verde e a quel fresco venticello, osservavamo i cani correre felici. Non sai quanto io non veda l’ora che finisca la scuola e ricominci l’estate. Non contraddirmi amo la scuola e i miei compagni, ma voglio riavere quella libertà, quelle giornate, quei sorrisi che mi mancano. Questi ultimi giorni di maggio passarono, per me, in totale stress. Poche sono le occasioni che ho avuto per riposare, come domenica. Questo periodo è difficile, ma ci sei tu che mi rallegri. A scuola ho tante verifiche fissate e poco tempo per organizzarmi al meglio. Si aggiunge poi la moschea, il Corano da imparare, feste da organizzare, ospiti da accogliere e competizioni da affrontare. Per queste ultime devo essere super preparata, perché voi tutti contate su di me e siete 50-55, non devo deludervi. Non vedo l’ora che arrivi giugno, tanto atteso. Veramente. Da quanti “non vedo l’ora” ho scritto penso di esser diventata cieca. Dentro di me si sta scatenando un uragano d’emozioni, un miscuglio di preoccupazione e allegria. Prevale l’allegria. La mia mente non fa altro che pensare a te e a quelle giornate di vacanza che prima non avrei mai avuto il piacere di “gustare”. La cosa poi, che più importa, dopo te ovviamente, è…il gelato! Vari gusti, dolce, fresco, cremoso…che acquolina. Per ora mi accontento d’incontrarti tutte le domeniche in moschea, anche se preferirei venire a casa tua e, magari, conquistare la fiducia del nostro amato amico. Ah non dimentichiamoci della sorella: bella, dolce, capello lunghi, folti e bruni. Occhi brillanti che ti inducono a prenderla per mano e iniziare a passeggiare circondata dal verde e abbracciata dai caldi raggi solari. Proprio come abbiamo fatto noi. Quella voce soave ci ha raccontato di lei e ci ha condotti ad un prato di margherite dove abbiamo trovato rifugio. Le collane che abbiamo realizzato erano stu-pen-de. Sai cosa? Non vedo l’ora un’altra volta. Non vedo l’ora, il giorno in cui abiteremo vicine e, come si dice da noi,”InchaAllah? (se Dio vuole). Ti bombarderò ogni giorno e sarò ventiquattr'ore su ventiquattro e sette giorni su sette a casa tua, sappilo. Quanto ti voglio bene. Se potessi vivrei inchiodata fissa da te, ma sai che anche io ho una casa e una famiglia della quale devo prendermi cura. No, tranquilla, non ti rimpiazzerò mai per nulla al mondo. Come posso sostituire una persona con la quale faccio le peggio pazzie? Una persona alla quale mostro il mio 100%, senza cambiare una virgola di me. Non mi vergogno mai quando sono con te e mi mostro così come sono. Parlo liberamente di ciò che voglio e mai sono di cattivo umore. Sei unica. Mia madre ti adora e mio padre ti ama, “Dovremmo essere sorelle”, dici tu. Noi siamo sorelle anche se non di sangue. A chi importa? Se noi vogliamo esserlo nessuno ci potrà mai fermare. Ovviamente ci saranno ostacoli, ma con il tuo umorismo e la mia forza tutto si risolverà. La vita è una e va presa con filosofia. Tu di filosofia ne sai poco, ma va bene. Io adoro leggere, in particolare scrivere; tu invece lo odi. Male, male. Se vuoi conquistare una ragazza dedicale una lettera o una poesia, sarà tua. Il segreto per scrivere bei testi, secondo me, è il seguente: le uniche regole sono quelle d’ortografia, non importa cosa pensino gli altri, scrivi, scrivi, metti tutta te stessa e tutto l’animo all’interno di quel foglio miseramente bianco. Descriviti, immergiti! Basta, non uso altro. A proposito, i Ceri? Belli vero? Tranne per Sant’Antonio che, il giorno dei Ceri mezzani, è caduto per ben tre volte. Sarà per la prossima. Ora ti saluto che devo pensare a studiare per le tante verifiche che ho. Ciao “cuore” a presto!
P.S Mancano solo 8-9 giorni per la fine della scuola senza feste e sabato/domenica. Tredici, invece, in tutto.
Nada Chaouki, 2C
giugno 2024
aprile 2024
EMMA ROBERTINA AGUIRRE DAGLIO 2A
dicembre 2023
dicembre 2023
LA MIA GIORNATA CON DAVIDE
La mia giornata con Dado inizia a scuola alle 16:15 quando è suo nata la campanella. Accompagnamo Davide, io e Bashir, alla"sua supercar " e partiamo " a tutta bomba" per andare "al suo quartier generale":la ludoteca. Qui si mangiano le pizze del forno, che sono buonissime e anche molto calde a tal punto che si sciolgono in bocca. Poi si gioca e si fanno molte attività. Io e Bashir abbiamo conosciuto nuove persone e abbiamo giocato con loro e con Davide. Di solito con Dado giochiamo:a palla, con il tamburello, un po' si studia (la cosa più noiosa) e infine si conoscono nuove persone che frequentano la ludoteca. Abbiamo studiato la regione del Lazio: ho cominciato io a leggere, poi è seguito Bashir e infine Davide. Quando dovevamo ritornare a casa mi ero rattristato, ma, nel frattempo, abbiamo riso e scherzato con Dado e la cosa che mi rallegra di più è che lui è un bambino speciale nella nostra classe. Lui è una persona che sfortunatamente non può dirci a parole quello che pensa, ma parla con gli occhi, con il sorriso e adesso ha anche "il puntatore" per scrivere. Una giornata così non la dimenticherò.
NICOLÒ CAZUOLA 1^O
dicembre 2023
È GIUSTO CHE I PROFESSORI ASSEGNINO COMPITI PER LE VACANZE?😱
I compiti delle vacanze sono l’incubo di ogni studente, poiché - dal nostro punto di vista - sono un ostacolo al divertimento e al riposo durante i giorni liberi che tanto desideriamo. Per me, i compiti delle vacanze sono un ottimo modo per ripassare gli argomenti svolti ed essere pronti per eventuali domande dei professori. Ovviamente, si preferisce non dover occupare il proprio tempo sui libri, ma se gli insegnanti dosano sapientemente il lavoro, è semplice gestirli nel tempo. Molte volte mi sono ritrovata a maledire gli esercizi che mi si paravano davanti, perché non ricordavo come farli, senza mai capire appieno che la funzione di quegli esercizi era proprio quella di non farmi dimenticare come svolgerli o, in caso contrario, chiedere al professore come intervenire sulla lacuna. Infatti, i compiti delle vacanze sono un bene per noi studenti, ma, purtroppo, del tempo libero in meno per noi ragazzi. D’altro canto, alcuni professori sembrano divertirsi a limitare il tempo libero di noi studenti assegnando carichi esagerati di compiti.
Oltre a questi, soprattutto dopo Natale, il mese di gennaio è colmo di verifiche o interrogazioni perché, a detta dei docenti, “mancano i voti e sta per finire il quadrimestre”. Questa frase è l’incubo di ogni studente, poiché preannuncia delle settimane molto intense. Sarebbe meglio dare meno compiti e fare le verifiche precedute da delle esercitazioni per individuare il proprio punto debole o, ancora meglio, non accumulare troppe verifiche in un tempo ridotto. Capisco che i professori debbano gestire la propria materia, ma sostengo che con meno verifiche agglomerate si ottengano risultati migliori e, di conseguenza, meno verifiche o interrogazioni di recupero che sottraggono molto tempo in cui i professori potrebbero andare avanti con il programma.
Quindi sì: i compiti delle vacanze vanno assegnati dato che, più che per i professori, sono un bene per l’alunno. Tuttavia, sarebbe opportuno assegnarli in quantità moderate e solo se poi gli argomenti che sono risultati più complicati vengono riguardati in classe insieme in modo da essere completamente acquisiti.
Greta Fiorucci III G1
dicembre 2023
È INDISPENSABILE ESSERE RICCHI, AVERE MOLTI SOLDI PER ESSERE FELICI?🤔
In questo breve contributo vorrei spiegare la mia opinione sull'importanza dei soldi nella vita. Credo che il denaro consenta di permettersi lussi e sfizi vari: ad esempio, abbigliamento costoso, macchine sfarzose, potere, cure migliori, un’istruzione più finalizzata e specializzata, ma consenta anche di circondarsi di amici che si avvicinano perché si è ricchi e influenti. Tuttavia, alla domanda se i soldi facciano la felicità, rispondo negativamente. La felicità risiede altrove, nel dono stesso della vita, nella famiglia, in valori come l’onestà e la sincerità. Ad esempio, alcune celebrità come Jim Carrey e il calciatore Pelè, anziché spendere solo per sé, hanno aiutato la famiglia. Aggiungo che per molti i soldi non sono sufficienti a salvarsi la vita. Steve Jobs, il celebre fondatore della Apple,colpito da una brutta malattia, nonostante le cure migliori, è deceduto. Altri ancora, a bordo delle loro macchine di lusso sono andati incontro ad incidenti mortali per l’alta velocità, altri frequentavano in modo patologico e giocavano i loro soldi al casinò, perdendo di vista il valore del sacrificio previsto da un lavoro onesto. La ricchezza e o il prestigio familiare possono portare a ricoprire dei posti di lavoro non per merito, ma per raccomandazione.
Ascoltatemi, figlioli miei! Secondo il mio modesto parere, i soldi aiutano e questo è innegabile, ma non danno la vera e totale felicità, che scaturisce dalle cose genuine della vita e dalla famiglia. Io sono felice quando sto in compagnia della mia famiglia, degli amici, quando ascolto la musica, quando la nonna mi cucina il mio piatto preferito, quando prendo un bel voto a scuola, soprattutto, in una verifica di italiano. Quando sarò grande non sogno di essere straricco, ma di avere il necessario: una famiglia unita e solida e un lavoro che mi piace. In sostanza, penso che troppi soldi siano sinonimo di tanti problemi, mentre se si ha una famiglia compatta e solidale i problemi si superano.
Angelo Rosimini III G2
dicembre 2023
ADOLESCENZA: ETÀ DI TRASGRESSIONI, CONTESTAZIONI E VOGLIA DI PROIBITO….😝
Sarò mai abbastanza?
Questa è la domanda che tutti gli adolescenti si sono fatti almeno una volta e, per quanto mi riguarda, sarebbe da stringere la mano a colui a cui questa domanda non è mai passata per la testa. L’adolescenza è un periodo della vita complicato e che non si capisce appieno. È un periodo in cui si pensa ad aiutare gli altri, quando non si sa comprendere nemmeno se stessi. Io credo che l’adolescenza sia il frangente di tempo più bello e contemporaneamente più brutto della nostra vita. Per vivere appieno questo periodo non si dovrebbe pensare a nulla, il che da una parte sembra facile, ma dall’altra non lo è per niente. Troppi pensieri si accumulano in testa e si riesce a passare da un momento di spensieratezza ad uno di ansia e pressione in un attimo. Molti dei problemi dell’adolescenza sono il rifiuto o la negazione della possibilità di fare qualcosa che si vuole. Per quanto riguarda me, il rifiuto non è un problema, dato che quello che cerco è tutto tranne che un ragazzo, però, d’altro canto, capisco che chi viene rifiutato passi un periodo buio e pieno di domande. Questi quesiti diventano una prova interiore e l’adolescenza diviene un periodo in cui si prova a migliorare seguendo i canoni di bellezza di moda. Questo è un periodo in cui possiamo fare molte cose che prima non c’erano concesse, ma allo stesso tempo ci sono anche molti divieti perché sì, si è più grandi di prima, ma comunque ancora troppo piccoli per vivere certe esperienze. Proprio per questo, molti ragazzi si ritrovano a non obbedire ai propri genitori che magari negano loro alcune richieste. Molti miei coetanei sono già desiderosi di andare in discoteca regolarmente, di uscire di sera o dormire a casa di un amico, ma per quanto possa sembrare atipico, a me attira molto di più una serata in tranquillità con le cuffiette e un libro da leggere, Ovviamente, l’idea di andare a dormire da un’amica mi è passata per la testa, ma per un motivo o un altro queste sono esperienze che vorrei fare più tardi, perché poi non avrei la stessa euforia. Questo è un ragionamento che faccio ogni volta che vorrei che il tempo trascorresse più velocemente per poter fare molte più cose: “Se lo faccio ora, tra qualche tempo non avrò lo stesso entusiasmo, se vado a ballare ora che ho tredici anni, a sedici anni cosa farò per divertirmi visto che in discoteca ci sono già andata prima del tempo?”. Non sono una ragazzina con troppe pretese. Credo che la richiesta più assurda ai miei genitori sia stata quella di comprare più di venti libri in un solo giorno. Devo ammettere che ci sono rimasta molto male di fronte a quella negazione, che non mi sembrava affatto assurda. Andare in discoteca non mi interessa, piuttosto, preferisco restare a dormire da mia zia per guardare un film e bere una tisana…
Greta Fiorucci III G1
dicembre 2023