Pietro Sante Vincenti incarna la figura dell'Artista-Ricercatore.
La sua pratica musicale è profondamente intrecciata a un’indagine filosofica sul 'pensiero incarnato' del Jazz. Guardando al pianoforte non solo come a un dispositivo meccanico della razionalità occidentale, ma come a uno spazio di rinascita rituale e comunitaria, Vincenti conferisce alle sue performance una rara profondità intellettuale (pp. 8, 13, 37). Il suo lavoro sfida i confini tra la teoria accademica e il 'groove' viscerale dell'improvvisazione dal vivo, rendendolo una voce unica nel panorama jazzistico internazionale contemporaneo.
Titolo della Tesi:
L’evento del tempo, la danza del corpo: ritualità, socialità e invenzione nelle musiche Jazz (p. 1)
Abstract (Italiano):
Questa ricerca indaga il Jazz non come semplice genere estetico, ma come atto di rifondazione del senso. Attraverso una lente fenomenologica e antropologica, il lavoro analizza la "ferita" del pensiero occidentale — che ha separato il logos dal corpo e il suono dal rito — e vede nel Jazz la forza capace di ricomporre questa frattura (pp. 8, 18). Dalle cosmologie acustiche arcaiche alla "liberazione" del pianoforte operata da figure come Monk, Jamal e Jarrett, la tesi propone il Jazz come un ethos della relazione e una risposta concreta al nichilismo contemporaneo (pp. 9, 37, 43).