T-RIOT
Pietro Vincenti – Pianoforte
Francesco Lomagistro – Batteria
Camillo Pace – Contrabbasso
LA BAND
T-RIOT è, innanzitutto, un incontro tra tre amici musicisti che si ritrovano dopo anni di "peregrinazioni sonore" per fare il punto sulle proprie origini. Il punto di partenza è il Jazz, contaminato dalle esperienze amate nel corso degli anni: Funk, Pop, Reggae ed Elettronica. Il trio diventa così il luogo in cui la tradizione del Blues e del Jazz accoglie e valorizza, con spontaneità, ogni suggestione culturale di cui i tre si sono nutriti.
Un trio "ribelle", dunque. Non solo nei confronti della formula consolidata del piano trio jazz (da Ahmad Jamal a Keith Jarrett), ma anche verso quelle derive contemporanee che, prendendo le distanze dal passato, ne dimenticano le caratteristiche più calde, coinvolgenti e liberatorie.
T-RIOT si riappropria degli elementi imprescindibili: il Groove e il Blues (in forme ora sofisticate, ora nude e crude), uniti a quel senso di apertura spirituale tipico dei grandi pionieri. Il gruppo sta gioiosamente "in bilico" tra ricerca e rispetto della tradizione, puntando su una personale esplorazione di una "terza via" tra passato e futuro della Black Music. Il loro album "A Different Truth" è un invito, etico ed estetico, a non arrestare mai la dialettica dell'immaginazione.
L'ALBUM
Registrato interamente live in un giorno e mezzo nel maggio 2016, il disco nasce dall'esperienza come "resident trio" in un jazz club di Taranto, nella Magna Grecia. Spinti dal calore del pubblico, i tre musicisti hanno voluto fissare su CD la freschezza e la positività di quei set semestrali.
Tracklist:
Desert Highway (P. Vincenti): Il brano manifesto del trio, concepito come un lungo viaggio in spazi aperti, strutturato serata dopo serata durante i live.
Willow Weep For Me (A. Ronell): Uno standard intramontabile scritto da una donna (si diceva, erroneamente, protetta da Gershwin). Un omaggio alla forza compositiva di Miss Ronell.
St. Petersburg Train (P. Vincenti): Un viaggio mistico che cita Gershwin e Coltrane, immaginando la famiglia Gershowitz in fuga verso il Nuovo Mondo.
Sad Devil (P. Vincenti): Basata sull'intervallo del "tritono" (Diabolus in Musica), racconta la malinconia di un diavolo costretto al suo ruolo.
Sign O' The Times (Prince): Un omaggio istintivo registrato nei giorni della scomparsa del genio di Minneapolis. Un testo che resta incredibilmente attuale.
Stay With Me (Sam Smith): Nata quasi per scherzo durante una jam session, si è rivelata un piccolo capolavoro soul/gospel dalla struttura scarna ed emozionante.
Pharaoh of Love (P. Vincenti): Un tributo spirituale a Pharoah Sanders e al suo messaggio di pace e amore universale.
Libra (G. Bartz): Una gemma rara di Gary Bartz, scelta per la sua intrigante costruzione ritmica, ideale per il drumming di Lomagistro.
I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free (B. Taylor): Un inno ai diritti civili. La libertà non è mai un dato acquisito, ma una speranza da conquistare ogni giorno contro ogni forma di oppressione.
The Long Goodbye (P. Vincenti): Nata da un'improvvisazione a fine concerto, questa "cadenza andalusa" è diventata la sigla finale del trio.
a cura di Alceste Ayroldi
14/05/2018
Energia frizzante messa su con criterio e con l’eleganza tipica degli anni Sessanta-Settanta, senza alcuna copiatura. Già, perché Vincenti e soci prendono spunto dal recente passato per spingere le dinamiche del piano jazz verso il largo dalle acque fresche. Lo fanno attraverso un canzoniere ben bilanciato tra brani originali, per lo più firmati dal pianista ostunese, e altri attinti dal sacco poco esplorato di artisti di varie estrazioni: a partire da Libra di Gary Bartz, ammantata da veloci ritmi latini; per passare a Bill Taylor con una gagliarda I Wish I Knew How I Would Feel To Be Free, con Lomagistro in proscenio nel costruire il corpo sonoro. La contemporaneità è assicurata da due brani che già appartengono ai classici della black music: Sign Of The Time di Prince, magistralmente ricostruita sulle linee del modern mainstream, e Stay With Me di Sam Smith, accarezzata da un fraseggio polifonico, tra pause e intervalli d’effetto di Vincenti. Le composizioni sono sempre ben strutturate, capaci di riservare sorprese ritmico-armoniche (Desert Highway) o brillanti suggestioni (Pharaoh Of Love) sottolineate dall’elasticità ritmica di Pace.
DISTRIBUTORE: Egea
FORMAZIONE: Pietro Vincenti (p.), Camillo Pace (cb.), Francesco Lomagistro (batt.)
DATA REGISTRAZIONE: Bari, dal 13 al 15-5-16
Da Dustygroove:
T-Riot (Pietro Vincenti/Camillo Pace/Francesco Lom —Different Truth ... CD --- Albore Jazz (Japan), 2017. New Copy ...
A rock-solid trio session, with a top-shelf Italian groove pedigree – as the group features two members from Berardi Jazz Connection, and the pianist from Quintetto X! You might remember those two groups from their more club jazz-oriented projects from the previous decade or two – but this time around, all three musicians are in a straighter jazz vein – yet still one that's filled with plenty of rhythm! The piano, bass, and drums come together fantastically here – with Pietro Vincenti on acoustic keys, Camillo Pace on bass, and Francesco Lomagistro on drums – romping together through some great titles of their own, and a few really excellent remakes as well. And while the focus on rhythm is quiet strong, Vincenti gets off some especially great solo moments too – breaking from the bass and drums, while still holding their energy – in a way that almost seems inspired by classic Brazilian trios of the 60s. Titles include versions of Gary Bartz's "Libra", Billy Taylor's "I Wish I Knew How It Would Feel To Be Free", and Prince's "Sign Of The Times" – plus the originals "Pharoah Of Love", "Sad Devil", "Desert Highway", and "The Long Goodbye".
© 1996-2017, Dusty Groove, Inc.
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