Ci si avviava alla fine dell' anno scolastico 2019/'20 e non volevo perdere l’occasione di lavorare almeno con una classe su questo nostro improvviso essere parte di un evento storico di tale portata; mi sembrava che la cosa migliore fosse farlo con una terza, non solo perché da poco avevamo affrontato la peste del 1348, ma anche perché questo ci permetteva di avere di fronte un po’ di tempo per sviluppare il lavoro. Il problema era come farlo, quando mi sono imbattuta, nel sito della APHG (Association des Professeurs d'Histoire et de Géographie), nel Projet ruptures : réfléchir à la crise sanitaire et sensibiliser les élèves aux méthodes de l’histoire, di cui ho cercato di fare una versione italiana, adattandolo alle nostre possibilità ed esigenze.
Ne è seguita un’attività di raccolta di fonti orali che studenti e studentesse hanno condotto durante l’estate tramite la realizzazione di una serie di interviste sul lockdown, su un canovaccio concordato, e che poi abbiamo commentato in classe alla ripresa del nuovo anno scolastico, traendone interessanti spunti di riflessione. Il progetto ha subito lievi variazioni in corso d’opera, ma nella sostanza si è svolto secondo le previsioni.
Tranne rari casi, gli intervistati e le intervistate fanno parte della cerchia famigliare di studenti e studentesse; si tratta di persone che vivono nella stessa casa o nella stessa città, ma anche in altri Paesi o addirittura in altri continenti. Tutte accomunate dall’aver vissuto periodi di lockdown, a riprova del fatto che ci siamo trovati di fronte, effettivamente, a una pandemia. E anche a dimostrazione che le distanze si sono pressoché annullate, grazie all’uso ormai divenuto abituale delle tecnologie informatiche.
Ho avviato il progetto nella 3C del Liceo Tassoni nel maggio 2020, ma, contemporaneamente, avevo proposto alla Fondazione Villa Emma di Nonantola, con cui da tempo collaboro, di assumerlo come attività da sviluppare con le scuole, in quanto, occupandosi di un gruppo di giovani ebrei ed ebree in fuga durante la seconda guerra mondiale, ha al centro della propria attenzione la profonda cesura che quei ragazzi e quelle ragazze hanno esperito nel corso della propria vita. La nostra si presenta pertanto come un’esperienza pilota.
Avevo cercato di prendere contatto anche con i promotori del progetto francese, ma, dopo la compilazione di un modulo in cui davo la nostra adesione al progetto, non ho più ricevuto da loro nessuna notizia.
Nel contesto del recente, e non ancora del tutto concluso, lockdown che ancora pesa su studenti e studentesse privati della normale frequenza scolastica, si propone un progetto incentrato sulla crisi prodotta dal coronavirus che offre la possibilità di affrontare in maniera diversa, attraverso un’esperienza pratica, l’insegnamento della storia, il suo significato, i suoi metodi e i suoi approcci. Dal punto di vista scientifico, questa frattura storica non solo si presenta come un modo per riflettere sulla problematica delle temporalità, ma pone una serie di altre questioni tipiche della disciplina, in particolare quelle relative alle fonti e alle testimonianze. Dal punto di vista didattico, la proposta mira a fare di studenti e studentesse gli attori del processo educativo, ma anche a fornire loro gli strumenti per diventare attori di una quotidianità e di un tempo presente per lo più subiti passivamente. Dal punto di vista dell’educazione alla cittadinanza, cerca di formare l’abitudine al ragionamento, in un momento in cui fake news e teorie del complotto fioriscono, ma soprattutto si pone la finalità di contribuire a rafforzare i legami sociali, in questo periodo di distanziamento forzato.
Tema: il mestiere dello/a storico/a; la raccolta di testimonianze e di memorie in tempi di crisi
Classe coinvolta: 3C (a.s. 2019/’20) - 4C (a.s. 2020-’21) del Liceo Scientifico A. Tassoni di Modena
Finalità: Creare un archivio di testimonianze raccolte e analizzate dagli studenti e dalle studentesse
Obiettivi disciplinari:
· Competenze storiche: imparare un metodo e sperimentare una pratica di ricerca; lavorare in autonomia; utilizzare strumenti informatici; selezionare, gerarchizzare, confrontare informazioni; formulare ipotesi; esprimersi oralmente e per iscritto.
· Competenze di cittadinanza: diventare attori del quotidiano; creare legami sociali; analizzare gli eventi in maniera critica.
Sviluppo del progetto:
a. Presentazione
La proposta è stata presentata in videolezione partendo dal concetto di cesura e richiamando tutti i momenti di discontinuità e di svolta affrontati in classe. Si è poi passati a mostrare, a titolo d’esempio, un breve video in cui tre anziane/i testimoniano della cesura, e in un caso anche della svolta radicale, impressa alle loro vite di bambine/i dall’emanazione delle leggi razziali nel 1938. Si è scelto questo tema per la familiarità con l’argomento prodotta dal Giorno della Memoria e per la disponibilità di una clip video particolarmente adatta, prodotta dalla Fondazione Villa Emma di Nonantola.
Ciò ha permesso di introdurre il tema della testimonianza, e in particolare della voce della persona comune la cui traiettoria di vita si è incrociata in maniera drammatica con la Storia, subendo una frattura. Di qui, l’importanza di intervistare persone comuni e raccoglierne le storie e le memorie, che è ciò che si richiederà a studenti e studentesse di fare.
b. La storia orale
L’intervista è dunque lo strumento ideale per raccogliere le voci di persone comuni, a volte anche appartenenti a categorie neglette nello spazio pubblico e nei manuali di Storia: donne, anziani/e, bambini/e, lavoratori precari. Ma perché un’intervista sia corretta e possa effettivamente costituire una fonte per la Storia, occorre seguire alcune cautele metodologiche:
· consapevolezza del ruolo della testimonianza e delle memorie nella Storia;
· consapevolezza del ruolo della testimonianza in tempo di crisi: testimoniare per trasmettere e testimoniare per resistere;
· epistemologia della storia orale.
Questi aspetti saranno introdotti attraverso due video in cui due esperti di storia orale introdurranno il tema:
Gennaro Carotenuto: storia orale - Università di Macerata (14:43)
Alessandro Portelli - Storia orale e public history (9:48)
La discussione sarà rafforzata dalla lettura di alcune indicazioni tratte dal sito dell’Associazione Italiana di Storia Orale (AISO)
Che cos’è la storia orale?
· È la registrazione dei ricordi, delle esperienze e delle opinioni delle persone su ciò che hanno vissuto.
· Significa incontrare persone faccia a faccia, dialogare con loro, ascoltare quel che hanno da dire, riflettere e utilizzare criticamente i loro racconti.
· Consente di far sentire la voce di individui e gruppi che hanno poco ascolto o che sono ai margini della società.
· Offre punti di vista originali e spesso sorprendenti sul passato e sul presente, che sovvertono, contraddicono o integrano le narrative dominanti.
· È un’opportunità per salvare racconti, tradizioni orali, lingue e “arti del dire” che sono in continua trasformazione.
E dalla lettura di un breve saggio di Giovanni Contini
c. Consegne
La classe viene divisa in cinque gruppi, indicativamente di cinque persone ciascuno. Ogni gruppo deve intervistare cinque persone di sesso, età, cultura e collocazione sociale differenti. Possono far parte della famiglia o essere estranee. L’intervista sarà preferibilmente filmata, oppure annotata, accompagnata dalla compilazione di una scheda e preceduta da un “patto” sottoscritto da intervistatori e intervistato/a (sul modulo dato). Ogni gruppo dovrà poi selezionare alcune interviste, quelle che emergeranno come più pertinenti e interessanti (gerarchizzazione), da sottoporre all’analisi dell’intera classe attraverso una presentazione e una spiegazione della loro rilevanza.
Fare una ricerca di storia orale significa innanzi tutto porre domande:
Saranno suggeriti dall’insegnante tre assi da indagare, in un’intervista che dovrà durare indicativamente 10-15 minuti:
Tre assi da indagare:
a. La cesura attuale: il lockdown e il coronavirus
b. Cesure e memorie passate
c. Un oggetto legato a questo presente e uno legato a quelle memorie passate
Modello di questionario costruito con gli studenti e le studentesse:
a. Come ha vissuto il lockdown?
· Che cos’è cambiato nella sua quotidianità con il lockdown?
· Quali erano i suoi pensieri sul quotidiano e le sue speranze o i suoi timori per il futuro? E ora?
· Quali erano i momenti della giornata che preferiva? E i peggiori?
· Come sono cambiati i suoi rapporti con le persone?
b. Che cosa pensa dei provvedimenti che il Governo ha adottato nelle scorse settimane per far fronte al contagio? Come li ha vissuti? [Se vive in un altro Paese, chiedere anche di quali provvedimenti si tratta]
· Il discorso pubblico ha spesso presentato la lotta al virus come una guerra; cosa ne pensa?
c. Può mostrare un oggetto o una fotografia che a suo giudizio rappresenta meglio la sua vita prima del lockdown? E durante?
d. Questa cesura le ha ricordato un altro momento di discontinuità/di svolta della sua vita o un altro momento storico di rilevanza globale a cui ha assistito nella sua vita?
· Può mostrare un oggetto o una fotografia che rappresenta per lei quel momento?
Fare una ricerca di storia orale significa analizzare le risposte dei testimoni
Questo lavoro sarà svolto all’inizio del nuovo anno scolastico e prevede un confronto di ogni gruppo con l’intera classe sulle seguenti operazioni:
a. Presentare la fonte (età, sesso, professione, altri elementi biografici importanti) e il contesto dell’intervista (in presenza, al telefono, in videochiamata; dove si svolge, ...);
b. Spiegare la narrazione del/della testimone, in modo che sia comprensibile a tutti/e: di cosa parla? In che contesto? A quali eventi o personaggi storici o pubblici si riferisce?
c. Confrontare la testimonianza con le ricerche svolte su un manuale di storia o sul web, scrivendo 20-30 righe sulla cesura passata evocata nel racconto.
d. Scrivere 10-15 righe sull’oggetto (o gli oggetti) presentato dal/dalla testimone: che cosa evoca oggi? Che cosa significava all’epoca a cui si riferisce?
Fare una ricerca di storia orale significa comunicarne i risultati
I lavori realizzati a partire da una registrazione audio o video sono presentati alla classe, nelle modalità sopra indicate, come verifica orale.
d. Conclusione
La verifica finale scritta prevede che si risponda alle seguenti domande:
- Ora che avete terminato il lavoro, qual è stato l’aspetto che avete trovato più coinvolgente?
- Al termine di questo lavoro, che vi ha messo a contatto col presente e col passato, come immaginate il futuro?
Per concludere: riflettere su come raccogliere e conservare queste testimonianze e le loro analisi (realizzare un documentario, un sito internet, ...)
Liberamente tratto da Projet RUPTURES (APHG)
Alcune postille al termine del progetto:
Alla ripresa del nuovo anno scolastico, tutti i gruppi hanno presentato le interviste condotte (in video, solo audio o trascritte), mostrando di avere complessivamente seguito le consegne; a volte i questionari sono stati proposti nella forma concordata, ma spesso sono stati modificati in relazione all’interlocutore. Abbiamo così avuto un buon materiale su cui lavorare in classe (in presenza); la varietà di età, condizione lavorativa e residenza degli intervistati e delle intervistate ci ha offerto utilissimi spunti di discussione per riflettere su come le nostre vite sono cambiate a seguito della pandemia: sentimenti ed emozioni, disposizioni governative e organizzazione dei servizi sanitari, attività di volontariato, comparazioni storiche. Purtroppo, non siamo stati autorizzati a pubblicare tutto il materiale, specialmente le interviste fatte in video a bambini e bambine. In questi casi, ci limiteremo perciò a presentarne la versione audio, originale o drammatizzata da due studenti della classe.
A conclusione del progetto, prima della verifica scritta, si è tornati su alcuni aspetti metodologici ascoltando in classe la conferenza tenuta da Alessandro Portelli a Nonantola il 3 ottobre 2020, all’interno dell’iniziativa della Fondazione Villa Emma “Le strade del mondo”, Le parole di chi non ha diritto di parola
Durante le vacanze estive, era stata assegnata alla classe la lettura del libro di Paolo Giordano, Nel contagio (Einaudi, Torino 2020) e nel mese di marzo è stato organizzato un incontro con l'autore, nell'ambito del progetto "Lo Struzzo a Scuola".
Prof.ssa Maria Laura Marescalchi
NB: ultima data di consultazione di tutti i siti indicati: 31/03/2021.