Riferimenti a eventi storici fatti dagli intervistati e dalle intervistate
In alcune delle interviste fatte sono emersi dei riferimenti storici a eventi di rilevanza globale che secondo gli intervistati e le intervistate possono essere paragonati alla pandemia del COVID-19. Tra questi riferimenti storici abbiamo la Seconda guerra mondiale, il disastro di Chernobyl e l’11 settembre 2001.
-Seconda guerra mondiale (1939-1945)-
Come cesura passata, nel suo racconto, l’intervistato Paul Bryner C.A. ha evocato la seconda guerra mondiale, uno degli esempi di cesura con cui più spesso ci siamo confrontati in ambito scolastico, in particolare per quanto riguarda la persecuzione degli ebrei d’Europa.
La seconda guerra mondiale fu un conflitto combattuto dal 1939 al 1945, nel quale furono coinvolti quasi tutti i paesi del mondo, i principali paesi coinvolti furono Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti d’America e Unione Sovietica da una parte, Germania, Italia e Giappone dall’altra. Fu un momento storico di rilevanza globale, una guerra totale sotto diversi aspetti: geografico, perché interessò tutti i continenti; economico, perché costrinse i paesi coinvolti a uno sforzo produttivo senza precedenti; ideologico, perché combattuta per ideali radicalmente contrapposti e demografico, perché coinvolse anche la popolazione civile.
Paul A., nell’intervista, alla domanda in cui gli viene chiesto se la lotta contro il virus può essere definita una guerra ha risposto di sì, poiché secondo lui in questa pandemia tutta la popolazione in un certo senso “combatte” autodisciplinandosi e seguendo le regole, che ricordano a tutte le persone le misure di sicurezza per evitare il contagio; per questo, secondo l’intervistato, anche la popolazione di oggi sotto certi punti di vista è coinvolta nella “guerra” contro il virus, proprio come un tempo la seconda guerra mondiale coinvolse la popolazione civile. L’intervistato afferma anche che la pandemia del COVID-19 non riguarda solo le Filippine, ma tutto il mondo soffre a causa del coronavirus che ha provocato morti numerose.
Quindi le ragioni per cui l’intervistato ha evocato la seconda guerra mondiale come cesura passata sono il fatto che sia la cesura attuale che abbiamo vissuto, sia quella passata evocata da lui, hanno interessato tutto il mondo e anche che entrambe hanno coinvolto tutta la popolazione.
L'immagine sopra mostra l'insegna di un teatro con scritto "The world is temporarely closed" ovvero "Il mondo è momentaneamente chiuso" riassume ciò che è successo durante il lockdown, infatti in quel periodo il mondo si era in un certo senso "chiuso" o fermato temporaneamente, i ritmi della nostra vita erano stati alternati la parola chiave è "World", perché sta ad indicare che il virus ha riguardato il mondo intero e non solo alcuni paesi.
Inoltre, anche Aurea R. ha evocato come cesura passata la Seconda guerra mondiale; lei tuttavia riteneva di poter paragonare la pandemia del COVID-19 a dei virus passati più che ad una guerra, ma riconosce pur sempre il fatto che la Seconda guerra mondiale e la pandemia del COVID-19 sono stati eventi di rilevanza globale, ovvero che hanno riguardato tutto il mondo e non solo un singolo Paese come viene anche ribadito dall'immagine sopra.
-Il disastro di Chernobyl (26 aprile 1986)-
Il riferimento al disastro di Chernobyl è stato fatto dalla dottoressa Annamaria, una farmacista tra le persone intervistate.
Questo evento storico fu un incidente nucleare avvenuto in Unione Sovietica la mattina del 26 aprile 1986 presso la centrale nucleare Lenin, nell'allora Repubblica Socialista Ucraina; il disastro fu dovuto all’esplosione di un reattore della centrale nucleare, che provocò la fuoriuscita di una nuvola di materiale radioattivo che ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente. Per molti giorni fu impossibile bloccare l'emissione radioattiva e le nubi radioattive raggiunsero in pochi giorni anche l'Europa orientale, la Finlandia e la Scandinavia, toccando, con livelli di radioattività inferiori, anche l'Italia, la Francia, la Germania, la Svizzera, l'Austria e i Balcani, fino a porzioni della costa orientale del Nord America.
Questa “nube” di scorie fuoriuscite giunse in Italia il 30 aprile 1986 e provocò inquietudine: arrivarono le raccomandazioni di rimanere in casa, con le finestre chiuse, di evitare di uscire ed esporsi all'aria a lungo; questo ci può ricordare la stessa situazione che abbiamo vissuto con il lockdown, un periodo in cui non si poteva uscire se non per cose importanti, tra cui andare a fare la spesa e per alcuni andare a lavorare, ma con l’obbligo di indossare una mascherina, obbligo che è ancora in vigore tuttora.
Inoltre, nel caso di Chernobyl, veniva consigliato di non mangiare insalata o altri ortaggi di stagione presumibilmente esposti alla ricaduta del pulviscolo radioattivo; tutto questo, insieme alla paura del pericolo presente nell’aria che si respirava, nel 1986 creò uno stato di angoscia simile a quello che abbiamo vissuto a causa del coronavirus e forse lo stesso stato di angoscia che alcuni di noi provano ancora tuttora. Un’altra cosa del disastro di Chernobyl che può essere associata a questa pandemia è la paura di un nemico invisibile, che nel 1986 era identificato nella radioattività che poteva contaminare il cibo e l’aria che si respirava, mentre oggi il nemico invisibile è il coronavirus che, analogamente, può fare la stessa cosa. Quindi si può dire che il riferimento storico al disastro di Chernobyl presenta alcune cose in comune con la pandemia del COVID-19 che stiamo vivendo: la stessa paura per l’aria che respiriamo che potrebbe essere contaminata e la paura di un nemico invisibile che è il virus.
-11 settembre 2001-
Gli attentati dell'11 settembre 2001 sono stati una serie di quattro attacchi suicidi e coordinati compiuti contro obiettivi civili e militari degli Stati Uniti d'America da un gruppo di terroristi aderenti ad al-Qaida. Quel giorno quattro aerei di linea furono dirottati, due aerei furono fatti schiantare rispettivamente contro le Torri Nord e Sud del World Trade Center, il terzo aereo fu fatto schiantare contro il Pentagono, mentre il quarto aereo, destinato a dirigersi verso Washington, precipitò invece in un campo nei pressi di Shanksville in Pennsylvania, a seguito di una rivolta dei passeggeri.
Questo riferimento storico è stato fatto da una studentessa di 21 anni di nome Cecilia, poiché come la pandemia del COVID-19, secondo lei, l’11 settembre è stato un momento in cui l’Occidente si è reso conto di non essere incolume e protetto dalle catastrofi, infatti si può notare come nessuno di noi si aspettasse l’arrivo in Occidente del virus nato a Wuhan, all’inizio il Coronavirus era visto come una cosa lontana che riguardava solamente la Cina e che non sarebbe mai arrivato in Italia e in generale nell’Occidente, perché, come ha detto l’intervistata, l’Occidente sembra ritenersi spesso protetto dalle catastrofi ed è stato forse questo che ha causato una sottovalutazione del virus e che ha portato al lockdown.
Altri riferimenti fatti
Gli intervistati e le intervistate hanno fatto altri riferimenti, questi tuttavia non sono associati a eventi storici, ma riguardano eventi privati o, nel caso del Black Lives Matter un riferimento più attuale.
-Black Lives Matter-
L’infermiera Julia H. che vive nel North Carolina ha menzionato le manifestazioni del Black Lives Matter che hanno interessato l’America e hanno coinciso con la pandemia del COVID-19, portando a disordini civili.
Black Lives Matter (BLM, letteralmente “le vite dei neri contano“) è un movimento nato negli Usa impegnato nella lotta contro la discriminazione razziale e gli abusi da parte della polizia nei confronti dei cittadini appartenenti alla comunità afroamericana.
Le manifestazioni di protesta che hanno coinciso con la pandemia sono iniziate nel maggio 2020, all’indomani della uccisone di George Floyd da parte della polizia, in seguito alla diffusione via Internet delle immagini dell’arresto che ne ha causato la morte, ed è diventata una protesta congiunta contro l'abuso di potere e l'odio razziale perpetrati dalle forze di polizia statunitensi. Queste proteste dal loro epicentro, collocato nei due principali centri abitati del Minnesota, si sono ben presto diffuse in tutti gli Stati Uniti d'America, interessando metropoli e centri urbani di ridotte dimensioni, a partire dagli stati di Ohio, California, Georgia e Tennessee.