La storia della Giornata dell legalità e l'esibizione teatrale della 'Tribù nomade'
L’evento della Giornata della Legalità rappresenta il momento conclusivo di un percorso formativo rivolto alle studentesse e agli studenti su Cittadinanza attiva, Legalità, Etica e Responsabilità progettato dalla Rete di 12 scuole, denominata 'Il piacere della Legalità? Mondi a confronto' della quale il Liceo Percoto è capofila.
Quest’anno la Giornata si è tenuta nella mattinata di venerdì 9 Maggio al teatro Giovanni da Udine. Hanno partecipato più di mille studenti e studentesse provenienti da diverse scuole di Udine e della provincia, in particolare il nostro Liceo ha partecipato con 11 classi. Durante la mattinata in teatro, i ragazzi e le ragazze delle Scuole della Rete presentano i risultati delle loro attività e si confrontano con testimoni che spendono la loro vita per i valori di Cittadinanza: dignità, solidarietà, legalità. Dal 2007 la Giornata è ospitata dal Festival vicino/lontano, che organizza diversi eventi correlati.
La Giornata del 9 maggio 2025 è iniziata proprio con il Liceo ‘Percoto’: il gruppo teatrale degli studenti e delle studentesse della ‘Tribù nomade’ è salito sul palco per portare un breve estratto del loro spettacolo “Shrek is love, Shrek is life”, reinterpretazione del primo film di Shrek. In particolare questo estratto toccava il tema della prepotenza che le associazioni a delinquere esercitano: infatti, è stato messo in scena il momento nel quale Lord Farquard tortura il biscotto Zenzy con la stessa violenza di un mafioso.
Le testimonianze delle Istituzioni e di Silvia in ricordo di Eddy
Diverse rappresentanti delle istituzioni sono poi salite sul palco per ringraziare l'Associazione e i/le docenti per il loro impegno nell’insegnamento della legalità: hanno poi evidenziato come l’edizione di quest’anno fosse in ricordo di Eddy Walter Cosina, guardia del corpo di Borsellino morta nell’attentato di via D'Amelio, e il tema dello scarto. È stata poi ricordata l’importanza della partecipazione alla vita sociale per mettersi in gioco e cambiare, e come le leggi non vadano rispettate solo per poter evitare conseguenze penali ma per essere parte di una società giusta.
Il primo intervento è stato sicuramente molto importante: infatti, a salire sul palco Silvia Stener, nipote di Eddy, che ha raccontato la storia dello zio, e di come abbia vissuto in maniera giusta e altruista. Nel 1992, dopo la strage di Capaci, vengono richieste maggiori scorte per Borsellino: Eddy era il secondo tra i candidati, ma andò al posto del primo poiché questo era appena diventato papà. Per non preoccupare i conoscenti tenne molti all’oscuro del suo compitò. Mostrò ancora una volta la sua grande umiltà e altruismo quando il 19 luglio decise di svolgere il suo ultimo turno nonostante il suo sostituto gli avesse offerto il cambio. Prima dell’attentato riuscì anche a salvare alcuni colleghi dicendo loro di spostare l’auto. Morì pochi minuti dopo, durante la strage di via D’Amelio: la famiglia seppe della sua morte tramite il capo della questura di Trieste. Silvia ha cominciato nel 2008 grazie all'Associazione Libera, che aiuta i parenti di vittime innocenti di mafia, a parlare della storia di suo Zio, spiegando come la mafia possa spezzare la vita di un/a giovane con speranze e sogni in un istante e come il cambiamento possa concretizzarsi solo con il nostro impegno come cittadini/e onesti/e.
Proiezione del video: "Nord e Sud uniti contro le mafie"
È stato, quindi, proiettato il video delle classi quarte del Liceo ‘Copernico’ che si sono recate in gita nel segno della legalità, visitando i luoghi che hanno marcato la lotta alla mafia e la violenza di questa: il paese di Peppe Impastato, il museo che ricorda l’attentato di Capaci, la nascita dell’associazione “Addio Pizzo”, la casa di Padre Pino Puglisi, l’incontro con figure imprenditoriali che hanno cominciato a ribellarsi alle mafie. La gita si è conclusa con la partecipazione alla 30esima Giornata della Memoria delle vittime innocenti di mafia tenutasi a Trapani, dove 50mila persone hanno manifestato il loro impegno verso la lotta alla mafia.
L'infiltrazione mafiosa negli appalti, un'esperienza da Basiliano
Ha poi parlato Pietro Petrucco, imprenditore che si è ritrovato, durante un appalto a Parma, a doversi confrontare con i metodi mafiosi di un membro della ‘Ndrangheta, che l’ha obbligato con la violenza a comprare materiale da affiliati. Nonostante le minacce, l’imprenditore ha deciso insieme al fratello di denunciare al colonnello antimafia di Trieste, che gli ha detto di eseguire gli ordini dei mafiosi e che loro sarebbero stati coperti come collaboratori di giustizia. L’imprenditore ha evidenziato come la denuncia fosse sì una scelta complicata, ma sarebbe stato “un tunnel con in fondo la luce”. Le istituzioni hanno poi arrestato i membri del clan della ‘Ndragheta del paese.
Le classi del 'Sello' sulle terre di don Peppe Diana
È stato poi presentato il video della gita delle classi del Liceo artistico ‘Sello’ nelle terre di Don Peppe Diana, prete che ebbe la forza di ribellarsi alla violenza e al male portato dal clan Casalese nel paese di Casal di Principe, distribuendo durante la vigilia di Natale del 1994 il celebre manifesto “Per il bene del mio popolo non tacerò”, venendo poi brutalmente assassinato solo 3 mesi dopo, il 19 marzo, poco prima di iniziare la celebrazione della prima messa del giorno. La gita è stata caratterizzata dall’incontro di molte realtà che, ispirate dal coraggio di Don Peppe, si sono riprese ciò che la camorra aveva loro tolto: la libertà e la giustizia.
Dulcis in fundo, un cioccolato diverso...
Ha poi parlato Tina Borzacchiello, presidente della Cooperativa sociale Davar, che nasce proprio nella parrocchia di Don Peppe Diana qualche anno dopo la sua morte: la Cooperativa ha proprio come sede della sua cioccolateria un bene confiscato alle mafie a Casal di Principe. La Cooperativa ha come scopo quello di dare lavoro e quindi dignità alle persone con disabilità: Borzacchiello ha evidenziato come le persone abbiano imparato ad apprezzare il loro cioccolato, nonostante non sia elegantemente incartato come quello industriale, poiché è comunque materiale di qualità, e poiché ogni lavoratore si è specializzato nella propria mansione.
Il 'Percoto' contro la camorra
È stato poi presentato il video della gita delle classi 4AU e 4DU del nostro Liceo: la gita si è svolta a fine Febbraio 2025, sempre nell’ambito del progetto “Sulle terre di Don Peppe Diana”: il video mostra e illustra i momenti salienti della gita accompagnato dalla canzone “Tu t’e scurdat’ ‘E me” dell’artista partenopeo Liberato. Sono stati visitati molti dei luoghi che ora lottano contro la camorra - dalla fattoria dei sogni passando per Scampia, arrivando alle testimonianze personali di negozianti che si sono opposti alla camorra.
Una voce di speranza dallo ZEN di Palermo
Ha poi parlato Fabrizio Arena, presidente dell’associazione Zen. Arena ha raccontato la storia del quartiere: costruito a nord di Palermo, a causa della corruzione del comune e la speculazione edilizia ha visto progettazione e costruzione rivelarsi disastrose e portare lo Zen a svilupparsi e diventare un ghetto. Così, a fine degli anni ‘80 nasce il laboratorio Zen per offrire sostegno a mamme e bambini. Col tempo, l’Associazione è cresciuta e ha iniziato ad occuparsi dei problemi del quartiere. Solo nell’ultimo decennio è riuscita a trasformare una discarica in un campo di calcio per i più piccoli, aree abbandonate in spazi verdi e a far nascere l’unico festival della letteratura infantile di tutta l'area palermitana. Fabrizio dice che tutto ciò è stato possibile solo grazie al senso di comunità, e come proprio questo stia alla base della lotta alla mafia. Infine si è espresso sulla recente strage di Monreale, poiché gli assassini erano giovani dello Zen, sottolineando come queste azioni portino ad accusare l’intero quartiere Zen e a considerare degli scarti della società i suoi abitanti. Ha ricordato, invece, come una vittima della strage di via D’Anastasio fosse propria nata e cresciuta lì: Agostino Catalano.
Wonderland e la consapevolezza sulle sostanze
È stato poi proiettato il video realizzato dagli studenti e dalle studentesse del laboratorio di PCTO "Wonderland": il video evidenzia i rischi e i pericoli legati al consumo di alcol, fumo e droga. Questo progetto di PCTO ha come obiettivo la diffusione della consapevolezza dei pericoli legati al consumo di sostanze tossiche, con attività tra le classi, ma anche lo studio dei dati legati a questi ambienti.
L'Istituto 'Stringher' e la Giornata della colletta alimentare
C'è stata la breve esibizione della cantante dei Sound Burst dopodiche l'Istituto 'Stringher' ha presentato un video relativo alla Giornata della Colletta alimentare: studenti e studentesse si sono recati nei supermercati chiedendo ai/alle clienti se potessero comprare alcuni generi alimentari basilari, come farina e verdura, da poter donare ai meno fortunati.
Dall'Afghanistan a Venezia: la storia di Toriale Ashemi
Toriale Ashemi, rifugiato politico Afghano, ha poi preso la parola e ha raccontato della sua infanzia sotto le bombe della guerra e la traversata del medio oriente per giungere in Grecia che ha svolto nel 2011 a 17 anni. Durante la sua infanzia, Toriale Ashemi rischia la vita due volte: prima riceve diversi colpi da parte dei talebani, e poi nel tragitto verso scuola, una bomba esplode poco più avanti a lui. Il relatore ha parlato di come questi eventi lo abbiano formato e abbiano lasciato il segno: PTSD e mutismo del fratello minore. A 17 anni con l’aiuto della famiglia riesce a pagare 7 mila dollari a un trafficante affinché lo porti fino in Grecia: il viaggio è caratterizzato dallo sfruttamento e dalla fatica. Le persone vengono stivate in 14 dentro una jeep con solo 5 posti per 7 ore: oltrepassano a piedi il pericoloso confine armato tra Iran e Afghanistan, e passano 3 giorni dentro una casa con 200 migranti ad attendere di poter attraversare la montagna. Dopo 36 ore di camminata, Toriale Ashemi giunge a Tatvan, in Turchia, dove viene caricato su un camion per 24 ore. Infine, attraversa il mar Mediterraneo a bordo di un gommone sovraffollato, giungendo finalmente a Patrasso in Grecia da cui poi raggiunge Venezia. La sua esperienza è stata forte e ricca di dettagli che hanno aiutato molti a riflettere sul tema degli esclusi e i pericoli e gli abusi sofferti dai migranti durante il viaggio.
Nel segno della Pace: Il progetto Rondine
È stato poi presentato il Progetto ‘Rondine Cittadella della Pace’, che nasce nel 1997 ad Arezzo per dimostrare come la Pace sia possibile con l’aiuto di studenti e studentesse da tutte le parti del mondo: i primi studenti furono russi e ceceni, all’epoca in guerra.
A rappresentare il progetto sono due studenti Colombiani giunti in Italia a Settembre 2024 Carlos Guerero e Jesus: parlano di come la Colombia sia un paese ricco di contraddizioni, dilaniato dalla guerra dello Stato ai narcotrafficanti che dura da più di 80 anni. Jesus in particolare narra la sua esperienza di quando nel suo paese arrivarono i paramilitari e fecero una pulizia sociale uccidendo un suo caro amico.
Dalla loro esperienza, i due testimoni di Rondine hanno appreso che l’amore delle madri è uguale in tutte le culture, e la Pace è possibile con un cambiamento che non aspetti il futuro.
Costantin: la potenza del fumetto
L’ultimo ospite a parlare è il fumettista Gianluca Costantin, che spiega come durante un viaggio a Sarajevo sia nata la sua vocazione di dare voce con la sua arte e disegni ai più poveri ed esclusi della società. Tra le molte storie che racconta coi suoi disegni, sicuramente una delle più note è quella di Patrick Zacky, studente Egiziano dell’università di Bologna, detenuto prigioniero dal governo egiziano per 2 anni dal 2020 al ’22. Costantin realizza il primo disegno poche ore dopo la scomparsa di Zacky, e guadagna subito molta popolarità: il disegno rappresenta il volto di Patrick avvolto da un filo spinato. Anche Gianluca è stato vittima di molte accuse, tra cui un processo in Turchia e l’accusa di antisemitismo da partiti politici statunitensi. Riconosce come sia incredibile che i suoi disegni possano aver salvato e liberato delle persone.
Il Malignani contro la violenza
L’ultimo video ad esser proiettato è il video "Non è amore" realizzato da alcuni studenti e studentesse dell’ISIS 'Malignani': un invito a riconoscere e denunciare le situazioni di violenza, mostrando come alcuni comportamenti dei partner possano essere ‘tossici’.
Le esibizioni di Dj Tubet e i Sound Burst chiudonola giornata
È salito, quindi, sul palco Dj Tubet per portare canzoni sui temi del rispetto femminile e della legalità: si è, infine, lanciato in un freestyle inserendo parole chieste dal pubblico.
Hanno concluso l’intensa mattina i Sound Burst, che hanno suonato cover di canzoni Rock n’Roll di importanti band come gli AC/DC e fatto infiammare il pubblico al suono di inni del Rock come "Highway To Hell".
A cura di Giuseppe Liberi