La casa di luce
di Gemma Russo
Non leggo molti libri ma questo mi ha guidata alla formazione della mia personalità. Ho letto questo libro due mesi fa per il book talk di italiano, inoltre il suo significato mi è piaciuto molto rispetto ad altri libri che ho letto.
L’autore è Sergio Bambarén, per la scrittura di questo libro si è ispirato alla sua vita personale.
Questo romanzo parla di un uomo chiamato Sognatore che si sente intrappolato nella società di oggi, e decide di andare a vivere in un'isola dispersa nel nulla per godersi un'esperienza solitaria. Qui incontra Santiago, il pescatore, che vive lì da molto tempo e non vuole ricordare da quanto. Il Sognatore passa il tempo con dei personaggi che lo portano verso la via giusta, riflette su quello che ha passato con il figlio che vive in città e il protagonista vuole “aggiustare” il loro rapporto ormai un po’ distaccato.
Cosa succederà al Sognatore? Rimedierà con suo figlio?
“La casa di luce” è un libro emozionante, esprime la libertà dell’essere di ogni persona e spinge a trovare il proprio ideale di vita.
Personalmente non mi piace leggere libri, non essendo un’appassionata, li leggo solo per scuola e non per piacere personale, ma questo mi ha affascinata molto.
Il protagonista spiega la sua vita, come si sente ogni giorno, e questo non è scontato: potrebbe servire ad ognuno a capire se stessi, e sentirselo chiedere, secondo la mia opinione, potrebbe far piacere; lo consiglio anche a chi come me non piace molto leggere, può essere d’aiuto nella vita di tutti i giorni. Se ti è piaciuta questa piccola parte, ti consiglio di leggerlo al più presto, mi fa piacere di averti aiutato nella tua decisione, a presto!
"ROMANZO DEL MESE"
"Le ho mai raccontato del vento del nord"
Beatrice Binucci
Il mese dell’amore e degli innamorati, il mese più corto dell’anno che sembra scivolare tra le dita.
Febbraio secondo me è il mese perfetto per romanzi divertenti e strutture narrative originali, un po’ come l’amore.
un’occasione per leggere qualcosa fuori tra le righe, che non sembrerebbe predisposto per noi, ritrovando all’interno delle parole l’amore con i suoi molteplici e svariati significati.
Il libro che propongo oggi è per chi cerca di innamorarsi dell’amore ai tempi d'oggi: “Le ho mai raccontato del vento del Nord”.
Un romanzo epistolare nell’ era di internet, che racconta di come un’e-mail all’indirizzo sbagliato fa scattare la scintilla tra due sconosciuti. Tra Emmi Rothner e Leo Leike si instaura un’amicizia giocosa, segnata dalla semplicità e l’ironia reciproca, destinata ben presto ad evolversi in un sentimento più potente che rischia di travolgere entrambi.
“Scrivere è come baciare, solo senza labbra. Scrivere è baciare con la mente”
È con questa frase che provo a raccontare una lettura intensa e impaziente.
Una frase per tradurre l’amore, un amore fatto di parole, in un mondo di sentimenti sconnessi e spesso senza nemmeno voglia di parlare.
Un’amore che si nasconde tra le righe di un’e-mail e di parola in parola passa scattante davanti ai nostri occhi e riesce a perforare le stanze del nostro cuore.
Un’amore virtuale, che diventa più vero di quello reale, l'unico modo per per sentirsi liberi di essere se stessi in una realtà fatta di doveri, gabbie e vincoli in cui si rischia di chiudersi.
Emmi che riesce ad essere Emmi solo in una e-mail e di fronte ad uno schermo, oggetto che riesce a proteggerla dall’idea imprudente e pericolosa di moglie e madre affannosamente costruita negli anni, che finisce poi per soffocarla.
Chi decide di sconvolgere le regole è proprio lo sconosciuto Leo, l’unico capace di placare l’animo e le notti di Emmi, agitate dal vento del Nord.
Leo si ritrova a dipendere da una donna virtuale della quale non osa immaginare nemmeno il volto per non rompere quella magica armonia, che gli consente di sfuggire e dimenticare una finta relazione che per anni si trascina nella vita reale.
Un uomo e una donna che decidono di sfidare le regole della comunicazione, dell’amore stesso, ma che finiscono per provare sentimenti proprio in un gioco, in una realtà virtuale.
Decidendo di rimanere in quell’oblio lontano dalla verità, rimandando quell’incontro che possa trasformarli in persone fatte di carne ed ossa.
Un incontro che il lettore aspetta con trepidante attesa per tutto il libro.
Consiglio questo libro a chi ama le cose non convenzionali, dalle quali non ti aspetti un lieto fine, neppure una fine.
Proprio come Emmi e Leo, che restano personaggi fatti di parole.
Parole che, però, vibrano di vita e passione.
10 PICCOLI INDIANI Agatha Christie
Matilde Piobbico
Giorni e notti passate con post-it, matite e un libro in mano!
“10 piccoli indiani” è un romanzo giallo di Agatha Christie, racconta di 10 persone unite da una lettera scritta da uno sconosciuto che li invita su un’ isola deserta, promettendogli una vacanza da urlo. Gli ospiti si incontrano sulla nave per la prima volta ed iniziano ad investigare sul mittente di queste lettere: in ognuna di esse il responsabile si finge un conoscente dei protagonisti per convincerli ad andare sull’isola.
La situazione non è bella e tutti sono spaventati.
Ci sono vari tentativi di fuga ma nessuno riesce a scappare. La vacanza dura soli 10 giorni, come 10 sono gli ospiti e ogni giornata viene commesso un omicidio. Il cerchio degli invitati si restringe, si pensa che tra di loro ci sia un presunto assassino, e la suspense cresce.
Chi sarà il colpevole?
In questo libro si seguono passo passo le indagini e le opinioni dei personaggi grazie ai numerosi dialoghi: è bello partecipare alla scena e condividere i pensieri degli ospiti, assistere ai confronti e magari farsi un'idea per partecipare nel nostro piccolo alla risoluzione del caso.
Non sono un amante di gialli, ma questo libro è riuscito a farmi capire e percepire il potenziale di questo genere trascinandomi all’interno della storia ogni giorno di più. E’ un libro adatto a ragazzi della nostra età perché non è solo una semplice storia ma dietro ha anche un insegnamento: fare attenzione e riflettere quando le cose vengono date in maniera facile e gratuita.
“Dieci poveri negretti
se ne andarono a mangiar;
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.
Nove poveri negretti
fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.
Otto poveri negretti
se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè, è rimasto indietro,
solo sette ne restar.
Sette poveri negretti
legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.
I sei poveri negretti
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.
Cinque poveri negretti
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale,
quattro soli ne restar.
Quattro poveri negretti
salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.
I tre poveri negretti
allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.
I due poveri negretti
stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.
Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
a un pino s’impiccò,
e nessuno ne restò.”
Questa è la filastrocca che accompagna gli ospiti per tutta la durata di quella che si dimostrerà essere una terribile e disastrosa vacanza. Chi sarà l’ultimo a lasciare l’isola? Se in te è scaturita la curiosità e il piacere di fare un viaggio mentale sull’isola, allora corri subito a leggerlo!!
Haikyuu!!
Mazilu Stella
Per gli amanti dei manga e dello sport: ciò che state per leggere vi farà appassionare al mondo della pallavolo e all’amicizia dei due protagonisti!
Il primo dei protagonisti, Hinata Shoyo, è un liceale che si è appassionato alla pallavolo da prima di iniziare le scuole medie, quando per caso ha visto una partita di quello che sarebbe diventato il suo idolo: il “Piccolo Gigante”; ma l’unica difficoltà che ha e che dovrà superare per arrivare a far avverare il suo sogno, quello di arrivare alle nazionali di pallavolo con una squadra di cui può dire di far parte, è quella dell’altezza.
Il secondo protagonista invece è Kageyama Tobio, sempre un liceale, che è un palleggiatore prodigio,il cui problema è quello di non avere una squadra che riesca a ricevere le sue alzate, e la cosa si complica con un trauma causato dalla sua squadra, e dalla quale nasce il nome di “Re del Campo”, cose che scoprirete se leggerete la storia.
Il primo incontro tra questi due avviene alla fine delle scuole medie, separati da una rete, come avversari, ma al liceo si ritrovano nella stessa squadra, ed è da questo punto che la storia inizia veramente.
Questi due, pur trovandosi insopportabili in modo reciproco, non riescono a fare a meno l’uno dell’altro, e mi piace molto il fatto che non riescono ad ammetterlo.
I personaggi di questo manga, a differenza di molti altri, mostrano tutti i lati dell’amicizia, che non è sempre e solo rosa e fiori, come i litigi e le delusioni, l’allontanarsi ed il ricongiungersi.
Questo manga vuole anche dimostrare ai lettori gli aspetti della vita dei giovani atleti, che non si tratta di sole vittorie, così come non riguarda solo lo sport, ma anche la scuola.
Quindi.. riusciranno Hinata e Kageyama a giocare insieme fino alla fine, sconfiggendo i loro avversari, nuovi o già incontrati, per arrivare a far avverare il loro sogno di arrivare e vincere le nazionali?
Kageyama troverà una squadra degna delle sue alzate? E riuscirà Hinata a superare l’ostacolo riguardante la differenza di altezza tra sé stesso e i suoi avversari?
Questa serie va avanti vittoria per vittoria, ma ogni partita persa fa arretrare la squadra per far riflettere sui propri errori e su quello che si può migliorare, e con ogni sconfitta il carattere della squadra si rafforza e così riescono ad andare avanti, malgrado tutto.
Se leggendo vi è venuta voglia di scoprire come va a finire, vi consiglio di andare ad iniziare questa avvincente e coinvolgente serie!
Il fantasma nella rete.
Alex Cagliesi
Io penso che “Il fantasma nella rete” scritto da Kevin D. Mitnick e William Simon sia molto bello anche per chi non ama la tecnologia. Ma voi l’avete mai letto un libro su questo argomento di questi tempi? Se non lo avete mai letto e siete curiosi leggete questo testo: guardate qui!
Questo libro è uno dei più interessanti poiché parla di un hacker molto ricercato in città. Questo libro è una sua autobiografia. Mitnick racconta le sue innumerevoli avventure, fuori e dentro la rete, Capace di ingannare uomini e macchine con la stessa bravura.
FONTE IMMAGINE : https://www.feltrinellieditore.it/opera/opera/la-fortuna/
IL CODICE DELLE RAGAZZE
di Beatrice Mariani
E chi l’ha detto che delle ragazze che non hanno praticamente nulla in comune non possono diventare migliori amiche e avere come unica passione in comune il coding?
Questo romanzo parla di 4 ragazze che si sono incontrate ad un campus estivo, il “CRAC the code summer camp”. Attraverso programmi e grazie all’aiuto dei tutor le quattro protagoniste, Lin, Carlotta, Nina e Chiara scopriranno il lato “magico” del coding. Tra le quattro Lin è la più esperta in materia, Carlotta e Nina non molto ma se la cavano abbastanza bene mentre la più insicura in questo settore è Chiara, costretta dalla mamma ha frequentare il CRAC è quella che teme di più l’esperienza in una scuola riservata al coding e alla tecnologia, perché si vergogna essendo l’unica della famiglia che non va molto d’accordo con la tecnologia. Inoltre a metà della storia si aggiungono altri due personaggi: Remì e Alain, che sono due personaggi completamente diversi tra loro e che aiuteranno le ragazze a programmare e a continuare il loro percorso al CRAC. Le quattro ragazze si troveranno anche a far parte di un fatto molto misterioso, in cui, agendo segretamente, dimostreranno a loro stesse quanto valgono nel settore tecnologico, in particolare maneggiando codici complicati, e indecifrabili persino dai loro tutor.
Vi consiglio la lettura del romanzo: “Il codice delle ragazze” di Alessandra Spada perché è un libro molto interessante e ricco di particolari che ti permettono di entrare nella storia e ti sembra di vivere anche a te, che stai leggendo, tutte le avventure che fanno le quattro protagoniste nell’estate trascorsa al CRAC, grazie anche al linguaggio coinvolgente che ha usato Alessandra Spada per scrivere il libro.