«Un lavoro difficile
e una grande passione»
Giovedì 18 aprile la redazione del giornalino scolastico, previa email inviata dal direttore, si è recata nell'ufficio della dirigente, dott.ssa Giovanna Montagna, per sottoporle un'intervista. Il direttore, assieme all’addetta alle interviste, ad un’assistente e due fotografi ha avuto l’opportunità di sapere cosa la preside pensa della scuola e quali iniziative vorrebbe riproporre dopo il lungo periodo di emergenza sanitaria.
La dirigente ha anche raccontato la storia della sua carriera e svelato i suoi sogni nel cassetto.
Da quanti anni svolge il ruolo di dirigente scolastico? E per l'istituto comprensivo di Viale Libertà?
Io ho iniziato questa esperienza come dirigente scolastico presso l’istituto comprensivo di Viale Libertà il 26 novembre 2015.
La vita è molto impegnativa quando si è preside di una scuola?
Assolutamente sì, anche perché il nostro istituto comprensivo è formato da 5 plessi, per un totale di 1700 alunni circa e con circa 200 persone che lavorano, tra cui docenti e collaboratori scolastici, ma anche segretari e tecnici.
Qual è l'attività che la impegna di più e quella che la coinvolge più emotivamente?
Le attività che mi impegnano sono molteplici: vanno dalla programmazione del piano dell’offerta formativa a tutta la parte organizzativa, ma diciamo che più o meno sono tutte impegnative. Per passione io amo tutti questi aspetti e forse sono il punto di forza di questo lavoro, che è molto vario. Il rapporto con i genitori è, anche questo, molto difficile.
Non ci sono problemi con i collaboratori (professori, segretari…), quindi i problemi sono principalmente con le famiglie, ma alla fine si riesce a ragionare pure con le famiglie più difficili.
Quali sono i motivi che l’ha spinta a fare la preside?
Per 28 anni ho insegnato inglese all’istituto Casale; in precedenza ho insegnato 3 anni in altri istituti, sempre ad indirizzo tecnico... Amavo tanto il mio lavoro. Poi, è uscito un concorso. Io non ho mai ambito a fare la preside, il lavoro dall’esterno mi sembrava poco entusiasmante; tuttavia io sono dell’idea che nella vita bisogna migliorarsi, quindi mi sono iscritta, ma senza tante buone aspettative. Ho studiato tanto e mi sono appassionata durante questo concorso; poi sono riuscita a superarlo. Mi sono appassionata quasi subito al lavoro. Non mi sarei mai aspettata di fare la preside, ma coltivavo il desiderio di cambiare.
Qual era il suo sogno da bambina?
Il mio sogno da bambina era sicuramente insegnare, io amavo giocare a fare la maestra, volevo fare l’insegnante già da bambina e questo mio desiderio si è avverato. Poi pensavo di sposarmi e avere dei figli... ma così non è stato ... tuttavia non ho rimpianti... il lavoro mi appaga appieno!
Durante la pandemia quali sono state le maggiori difficoltà che ha dovuto affrontare?
E’ stato sicuramente un momento difficile, innanzitutto è stata un’ esperienza nuova, non solo per i dirigenti, ma per tutti. Tutti, però, abbiamo “remato per la stessa direzione”, abbiamo tutti dato il massimo per far sì che andasse nei migliori dei modi. E’ stato un momento molto impegnativo.
Qual è l'episodio più divertente e quello meno divertente della sua carriera lavorativa?
Un'alunna è venuta per mesi col braccio ingessato dicendo che si era rotta il braccio destro e le faceva male e non poteva scrivere, quindi lei per mesi non ha mai fatto una verifica e nonostante ciò le interrogazioni non erano molto brillanti. Quando le dicevamo di voler parlare con i suoi genitori perché non andava bene la sua situazione, lei diceva che aveva la nonna veramente malata e che la mamma non poteva parlare per via della nonna. Chiamavamo, ma nessuno rispondeva. Finalmente, si palesa la madre, risponde e si presenta e io le dico: "Finalmente, lei è la mamma di Roberta, la ragazza col braccio rotto", lei dice: "Ma no, mia figlia non ha il braccio rotto!", e io "Come no? Certo che ha il braccio rotto" Chiamiamo questa alunna, scende dalle scale, vede la madre e inizia a piangere perché, in verità, il braccio di gesso se lo metteva tutti i giorni la mattina prima di venire e poi lo toglieva.
L'episodi meno divertente, invece, è stato quando un alunno che non ha probabilmente non ha preso bene una bocciatura ha iniziato a perseguitare dei docenti e abbiamo dovuto rivolgerci ai carabinieri.
Riesce a conciliare lavoro e famiglia?
Sì, riesco a farlo con fatica, praticamente non mi resta tempo libero.
Secondo lei come sarà la scuola tra qualche anno?
Credo che se questi cambiamenti che il PNRR sta portando alla scuola verranno realizzati secondo quanto previsto, quindi con ambienti innovativi e con docenti che mettono in pratica insegnamenti innovativi. Pertanto, io mi auguro che gli studenti saranno più motivati e potranno apprendere maggiormente e meglio. In tal modo, avremo meno alunni dispersi, meno alunni che abbandonano la scuola. Mi auguro che le nuove innovazioni mischiate alla professionalità dei docenti porteranno a una più elevata preparazione dei nostri alunni.
Ammetterà, anche tra qualche anno, l'utilizzo dei libri elettronici?
Certamente, già i libri di testo che noi usiamo obbligatoriamente sono in formato misto: cartaceo e digitale. Sicuramente per il formato digitale serve avere una dotazione tecnologica che, al momento, la scuola non può garantire a tutti gli alunni, quindi, chiaramente, la utilizziamo in casi in cui un alunno ha problemi di schiena o comunque problemi fisici per cui non può portare la cartella.
Quali sono le aspettative e quali le preoccupazioni per l'anno che verrà ?
In questo momento stiamo lavorando al PNRR, quindi, le aspettative sono quelle di portare a compimento quanto abbiamo progettato sia nell' ambito del antidispersione che nel migliorare le competenze dei nostri alunni, attirando gli alunni a rischio dispersione.
La preoccupazione è legata a tutte le problematiche della preparazione quindi adesso ci sarà la fase dell' ordine del materiale, la fase del collaudo ed è possibile che ci siano dei imprevisti... questo crea una certa preoccupazione
Verrà mai ripristinata la settimana bianca?
Assolutamente sì, come abbiamo riattivato le uscite didattiche e i viaggi di istruzione è assolutamente mia priorità riproporre la settimana bianca, che è stata un elemento distintivo del nostro istituto e che è stata interrotta per via della pandemia. Verrà riproposta sicuramente il prossimo anno.