Copernicus è il programma di osservazione della Terra dell'Unione Europea, dedicato a monitorare il nostro pianeta e il suo ambiente.
Il programma utilizza enormi quantità di dati provenienti da satelliti e da sistemi di misurazione terrestri, aerei e marittimi per fornire informazioni che aiutino a migliorare la qualità della vita dei cittadini europei.
I servizi di informazione sono accessibili agli utenti del programma in modo libero e gratuito.
Noi abbiamo utilizzato EO Browser per ricavare le immagini e i dati riportati in questa pagina.
Gli ossidi di azoto sono gas presenti nella atmosfera terrestre, ed in particolare nella troposfera e nella stratosfera. Questi gas sono il risultato delle attività antropiche, in particolare combustione di combustibili fossili e biomasse, ma anche di processi naturali come incendi, fulmini, e processi microbiologici nel suolo.
La Pianura Padana, e in particolare le zone di Monza e Milano sono state al centro delle cronache nei primi mesi del 2024 per gli elevati livelli di inquinamento dell'aria.
La gravità della situazione è facilmente visibile tramite i dati satellitari. Si nota immediatamente che la Pianura Padana è una delle regioni più inquinate d’Europa.
Le zone più inquinate sono segnate in rosso, con una elevata presenza di ossidi di azoto.
Le zone meno inquinate sono colorate in blu, con una presenza di ossidi di azoto prossima allo zero.
Ci siamo chiesti se attraverso le immagini dei satelliti Sentinel fosse possibile studiare e osservare gli effetti del maltempo del 25 luglio 2023 sulla vegetazione della nostra città. In particolare ci siamo concentrati sul parco di Monza in due date: 20 luglio 2023 e 14 agosto 2023.
Le immagini seguenti sono state realizzate con il filtro Barren soil, che permette di mappare il suolo e la sua fertilità. La visualizzazione mostra in verde tutte le regioni con vegetazione, mentre il suolo sterile appare in rosso. Questo filtro è utile per investigare l'estensione di fenomeni come l'erosione e la desertificazione.
Dal confronto delle due immagini si vedono immediatamente gli effetti distruttivi del maltempo del 25 luglio: nell'intera area più a nord del parco, tra Biassono e Lesmo, si riscontra una forte mancanza di vegetazione. Ad uno sguardo più attento si nota che i danni si estendono anche ad altre regioni del parco, come quella attorno alle strutture del circuito automobilistico.
Le immagini seguenti rappresentano il NDVI, normalized difference vegetation index. Si tratta di un indice semplice ma efficace per quantificare la vegetazione verde. Misura dello stato di salute della vegetazione basata su come le piante riflettono la luce a specifiche lunghezze d'onda. Il valore di NDVI varia tra -1 e 1. Valori negativi vicino a -1 corrispondono all'acqua. Valori vicino a zero (da -0.1 a 0.1) corrisponde solitamente ad aree aride di roccia, sabbia o neve. Valori positivi piccoli corrispondono a prati e arbusti (da 0.2 a 0.4), valori elevati vicini a 1 indicano foreste rigogliose.
Anche qui il confronto delle due immagini evidenzia la scomparsa di ampie aree di vegetazione tra il 20 luglio e il 14 agosto 2023, come emerge anche dalle fotografie scattate pochi mesi dopo (visibili qui sotto sulla destra).
Nei grafici sottostanti è stato realizzato un istogramma dei valori di NDVI sull'intera area del Parco. SI nota non solo un netto abbassamento dell'intensità massima, ma anche un allargamento del grafico, e un incremento dei valori di NDVI più bassi, a indicare chiaramente un peggiore stato di salute della vegetazione.
Abbiamo cercato di osservare con le immagini dei satelliti Sentinel come sia cambiato lo stato di salute della vegetazione della nostra città tra il 2017 e il 2023. Abbiamo creato dei timelapse per i mesi di gennaio, aprile, luglio e ottobre, con un'immagine per ogni anno. Questo ci ha permesso di confrontare direttamente i dati e le variazioni nella salute della vegetazione tra una stagione e l'altra e tra gli anni considerati.
Le immagini seguenti rappresentano il NDVI, normalized difference vegetation index.
Le immagini seguenti rappresentano il Normalized Difference Moisture Index (NDMI), utilizzato per determinare il contenuto di acqua della vegetazione e monitorare la siccità. Il valore di NDMI varia tra -1 e 1. Valori negativi che si avvicinano a -1 corrispondono a suolo sterile. Valori prossimi a zero (tra -0.2 e 0.4) corrispondono solitamente a stress idrico. Valori elevati corrispondono a vegetazione rigogliosa, senza stress idrico (tra 0.4 e 1).
Dai timelapse precedenti sono ben osservabili le variazioni stagionali di unimidirà della vegetazione.
Si può vedere che il 2022 è stato un anno estremamente siccitoso, soprattutto nei mesi estivi e primaverili.