La matematica del contagio è semplice, ma importantissima per capire cosa sta accadendo intorno a noi.
Secondo la “matematica del coronavirus” la popolazione può essere suddivisa in tre gruppi:
i suscettibili (S), cioè le persone che potrebbero essere contagiate
gli infetti (I), cioè le persone che sono state già contagiate
i guariti o recovered (R), cioè quelle persone che sono state contagiate dal virus ma che poi sono guarite.
Le iniziali di queste categorie formano il nome del cosiddetto "modello SIR".
Dentro il modello SIR troviamo un numero Ro (chiamato “erre con zero”) che è diverso per ogni malattia e indica in media il numero di persone che ogni individuo infetto contagia a sua volta.
Le cose vanno davvero bene quando Ro è inferiore a 1: se ogni infetto non contagia almeno un’altra persona, la diffusione si arresta da sola e la malattia non si diffonde. Se, al contrario, Ro è maggiore di 1, anche di poco, siamo in presenza di un principio di epidemia.
La stima di Ro per il del coronavirus è di 2,5: ogni contagiato quindi contagia circa altre 2 persone. Per capire meglio possiamo immaginare le persone come se fossero delle biglie: un contagiato colpisce due persone che vengono contagiate e che, a loro volta, ne colpiranno altre due che verranno a loro volta contagiate ecc...
Questa cosiddetta “crescita esponenziale” è l’inizio di un’epidemia, che, se raggiunge tutti i paesi del mondo, diventa una pandemia.