Anche quest'anno più di cento gli allievi che acquisiranno certificazioni linguistiche
25 MARZO - Se il mondo è la nostra casa, le civiltà e le etnie sono le sue infinite stanze, non sempre comunicanti e ognuna con la propria chiave. A metterle in contatto e ad aprirle tutte, però - oggi più che mai - il dialogo e il suo strumento principe, la lingua, un vero e proprio passpartout for the future.
E' questa - grazie alla lungimiranza del nostro vicario, il prof. Marciano Famiglietti - l'idea che ha messo tenda, ormai più di dieci anni fa, presso il nostro istituto: da quando vi si sono accampate le richiestissime "certificazioni linguistiche". Perché il futuro è sempre fuori, ma bisogna andarselo a prendere.
Il primo passo, per circa un centinaio di studenti, nel prossimo mese di maggio, quando sosterranno gli esami di inglese, francese e tedesco. Non una meta, bensì la prima tappa del loro domani.
Fino ad allora il tragitto lo percorreranno (come peraltro stanno già facendo) fianco a fianco ai relativi docenti di materia, perché - come recita un antico proverbio africano - da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontano!
Nello specifico, per quanto concerne l'inglese, i corsi MOVERS, dedicati alla quinta primaria, li stanno conducendo le maestre Dorotea Gaeta per la Pireli e Rosaria Bongiorno per il plesso Pertini. Il FLYERS, rivolto agli allievi di seconda media, vede invece la salda guida della prof. Stefania Semperlotti; mentre è la docente Luisa Fava a star tenendo le lezioni del KET, per le terze. I corsi sono cominciati tutti a ottobre e si stanno svolgendo per due ore la settimana il giovedì, dalle 14:30 alle 16:30.
Relativamente, invece, alla lingua francese, è la prof.ssa Cecilia Mauri a star dirigendo l'avvicinamento degli allievi (solo di terza media) all'esame finale del DELF A2, con appuntamenti - avviati il 12 febbraio - anche in questo caso al giovedì, per un'ora a settimana.
Fissati, invece, al venerdì quelli dedicati alla preparazione di chi (sempre solo tra i discenti di terza) cercherà di conseguire la certificazione FIT IN DEUTSCH A1, tenuti dall'insegnante Graziella Lionello, ovviamente in riferimento alla lingua tedesca.
Gli esami, per la precisione, saranno sostenuti da 104 studenti: 96 per la certificazione linguistica d'inglese (tra primaria e secondaria), 5 per quella di francese e 3 per la lingua tedesca.
I primi, in ordine temporale, saranno i francesi, che affronteranno lo scritto il 12 maggio, presso l'Università Statale. Pochi giorni dopo - ma ancora da definire - la data dell'orale, che si terrà però presso il Palazzo delle Stelline, sede dell'Institut Francais, l'ente certificatore, con cui c'è una collaborazione ormai decennale, di cui ultimamente lo stesso si è detto enormemente contento.
Con appena un giorno di ritardo prenderà abbrivio il test finale anche per i tedeschi, certificati dal Goethe Institut di via San Paolo: il 13 maggio i ragazzi affronteranno, infatti, nello stesso giorno, le 4 prove di comprensione orale (messaggi sulla segreteria telefonica e un dialogo) e scritta (annunci e descrizioni); e di produzione orale (presentazione e dialoghi sul quotidiano) e scritta (con una risposta nero su bianco ad una email).
Il 22 maggio, direttamente presso il nostro plesso "G. Verga", chiuderanno la sessione di esami di lingue straniere gli inglesi. Per loro previsti 1 ora di reading and writing, 30 minuti di listening e una decina di minuti di speaking a coppie. Tutto certificato dal Cambridge, tramite l'International House. Ricordiamo, a tal proposito, che il Flyers attribuisce da 1 a 5 scudi, mentre col Ket si può raggiungere il livello A2, anche se spesso i nostri allievi si proiettano già avanti, conseguendo persino il B1.
Perché se possiedi un passpartout puoi aprire tutte le stanze che desideri, anche quelle che portano al futuro!
LA REDAZIONE
Il progetto Ue della prof. Coppini e della sua 3^A su Martin Luther King introdotto dalla 2^H
25 MARZO - La settimana scorsa - per mezzo della 2^D - vi abbiamo già parlato del progetto di E-TWINNING al quale sta partecipando la nostra scuola. Benché già presentato, dunque, a livello generale, di cosi si tratti ce lo spiegano meglio Lia Crestana e Martina Cultore di 2^H, introducendo così il lavoro che si sta svolgendo pure nell'altro della secondaria di primo grado.
Quest’ anno noi studenti di 2^H, insieme alla nostra docente di inglese, Paola Coppini, abbiamo intrapreso un progetto di scambio culturale. Siamo entrati in contatto con varie scuole di stati diversi, come Turchia, Spagna e Polonia. I docenti si sono accordati per farci partecipare ad un progetto E-TWINNING, un’iniziativa dell’UE con lo scopo di far dialogare i ragazzi delle scuole in inglese.
Gli alunni sono stati abbinati dagli insegnanti in base al livello di competenza linguistica. Ognuno di noi, quindi, ha un e-pal, ovvero un amico a distanza. Ogni mese ci scambiamo delle lettere ed ogni volta raccontiamo cose diverse.
Ecco qui le diverse tematiche: 😀
February
E-mail 1: “Introducing myself ”
E-mail 2: “A day in my school life”
March
E-mail 3: “Festivals, traditions and food in my country”
April
E-mail 4:“My hobbies, interests and future dreams”
May
Last Emails : “What I learned from my mailpal”
*What did I learn about my partner’s country?
*What surprised me the most?
* How did this Project changed my way of thinking?
*What is something you would like to do if you could visit each others countries?
Online closing meeting via video call(s)
Noi pensiamo che questo progetto serva molto anche per esercitarci sotto ogni aspetto e in modo più divertente, senza la faccia attaccata al libro, e anche per conoscere altre persone di un altro stato, le loro usanze e le loro attività scolastiche. L'inglese è una lingua universale e questo progetto l'abbiamo assunto come un obiettivo.
IL LAVORO DELLA 3^A
Ecco, veniamo all'obiettivo della classe 3^A del plesso "Falcone e Borsellino". Dopo aver letto e approfondito "I have a dream" di M. L. King assieme alla sua prof. d'inglese Paola Coppini, gli studenti si sono cimentati nella scrittura di una serie di speech sullo stesso tema, ma in ambiti diversi: school, environment, peace, equality and digital.
DI SEGUITO LA LORO PRESENTAZIONE:
Questo progetto nasce dall’idea che anche le azioni più semplici e i piccoli gesti possano contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Attraverso attività creative come questa, impariamo che ogni voce conta e che i nostri sogni, se condivisi, possono diventare una forza capace di generare cambiamento.
Ispirati dal messaggio di Martin Luther King Jr., che ha lottato con coraggio per l’uguaglianza, la pace e i diritti civili, abbiamo deciso di metterci in gioco e riflettere su ciò che vorremmo migliorare nella nostra realtà. Il suo celebre “I have a dream” ci ricorda che immaginare un futuro diverso è il primo passo per costruirlo davvero.
Con questo lavoro vogliamo dare spazio ai nostri pensieri, alle nostre speranze e alla nostra creatività, perché crediamo che anche piccoli progetti, come questo, possano contribuire a “salvare il mondo”, partendo da noi stessi e dalla nostra comunità.
Intro di Arseana Alì
SCHOOL DREAM
In this page, we share our vision of what every school should be: a place where students feel respected, included, and free to be themselves. Because a school should not only be a place where we learn subjects, but also a place where we learn respect and acceptance.
I have a dream that one day everyone will treat others equally, without discrimination based on origin, religion, or gender.
I have a dream that schools will become places where everyone is included in society, and where no one is judged for the way they look.
I have a dream that every student will be free to express themselves in their own way, without being afraid of the judgmental looks of their classmates.
I have a dream that every student will be able to live their school years without anxiety about speaking in front of others, without feeling the need to play a role that is not truly theirs or to change their personality just to be accepted.
I have a dream that every student will be treated equally for who they are, standing side by side, supporting one another, and holding each other up when help is needed.
Created by the great AHmed Hanin, Romano Maria and Russo Simone
ENVIRONMENT DREAM
1. I have a dream that one day the future generations will take care of the environment and don't pollute 2. I have a dream that people will recycle plastic and won’t throw trash on the street.
3. I have a dream that the oceans will be more clean and people won't throw trash in it.
4. I have a dream that people will start to think about the environment and start to understand that it needs them to help it and not kill it. 5. I have a dream that people will start to understand that we need a healthy environment and we can't live without it.
Created by Mohamed Allam, Fabian Ramos, Stefano Garro, Reald Hiskaiji
PEACE DREAM
I have a dream today, a dream that will shine bright like a star in the darkest nights.
I have a dream that one day, all nations will lay down their weapons and raise their hands in friendship.
I have a dream that children will grow up crying tears of joy and merriment.
I have a dream that one day, the walls that divide us will fall, and bridges of understanding and brotherhood will rise in their place.
I have a dream, that respect will be louder than hatred and love stronger than violence.
I have a dream that one day, from every corner of this world, people will stand together not as enemies, but as a family.
Peace begins in the quiet corners of our hearts, where love whispers louder than fear. Let our hearts forgive even when the world cannot, and our souls heal, even where pain lingers.
Let every tear we shed, water the roots of tomorrow’s peace. May we carry one another’s sorrow as tenderly as a mother carries her child. May peace find a home in every heart we touch and in every step we take, because there is no way to peace. Peace itself is the way.
Made by Meng yao Zhou, Arseana Ali e Malak Najili
EQUALITY DREAM
I have a dream that men and women will have the same opportunities in life.
I have a dream that women and men will have the freedom to walk anywhere, without feeling ashamed of themselves, without being judged for their body shape, their body hair, or their appearance, and without being sexualized.
I have a dream that people all around the world will be treated with respect and that no one will be judged because of their gender, the color of their skin, or where they come from.
I have a dream that everyone will have the same future opportunities to build.
I have a dream of a world where people help each other, where together and live we stand unity instead of division. And if we choose to respect others, we can have a better world without violence or being fearful. Thank You!
By Senuri, Paola, Retag and Jumana
DIGITAL DREAM
─ I have a dream that one day the internet will become a safe place for everyone, especially for children.
─ I have a dream that one day people will become less attached to their devices and more connected to the real world.
─ I have a dream that people will stop filling social media platforms with hate and instead fill them with kindness.
─ I have a dream that the online world will become a helpful space, guiding us to grow and become better.
─ I have a dream that developers will do their best to make their platforms safe for everyone who uses them.
─ I have a dream that one day everyone will follow the rules, show respect, and use their devices with balance.
I have a dream today!
Created by Leonardo Borda, Salah, Simone Stocchetti, Djibril Diallo
CLASSE 3^A
I lavori di Ed. Civica della prof. Castigliola e delle sue 1^C e 1^F
25 MARZO - Le classi 1C e 1F, insieme alla prof. Castigliola, come argomento di Ed.Civica hanno affrontato la tematica del Giardino e delle piante autoctone.
Proprio per il valore intrinseco del termine "autoctono" e nel rispetto delle meraviglie che la Natura ci dà, ho cercato - ha affermato la docente di arte - di sensibilizzare i ragazzi sul tema delle "isole di plastica" che, a causa delle bruttissime abitudini dell'uomo, invadono mari e ambienti. Il "giardino planetario" ne sta, ovviamente, risentendo ed è costantemente sotto minaccia. Da qui è uscito il titolo "Survived".
Un inno all'ambiente che ha richiesto 4 ore di lezioni di arte, con lavori prevalentemente sia di singoli individui, sia di gruppetti, i quali hanno sperimentato diverse tecniche, superando anche "piccoli ostacoli" che naturalmente non mancano mai. Da sottolineare che alcuni allievi hanno anche messo a disposizione i loro materiali, fornendo pure nuove idee per completare il lavoro.
Quest'ultimo è stato portato avanti usando materiali di riciclo di casa, come confezioni in cartone porta-uovo, stoffe, bastoncini in legno che si usano nella cucina orientale, plastiche di diverso genere, carte e relativi ritagli, carta crespa, fili di lana etc.
Per creare fiori e piante, però, è stata impiegata soprattutto la fantasia. Un'alunna, ad esempio, per realizzare i petali ha bruciato piccole porzioni di plastica.
Tra gli organismi vegetali particolare è il fiore autoctono, che cresce solo sulle mura del Castello Sforzesco. Si tratta dell'Hieracium astrale, specie rara e gialla simile al tarassaco, che è conosciuto anche come il "fiore dei milanesi".
Ci sono anche diverse libere interpretazioni di fiori autoctoni del Mediterraneo, come l'Elicriso.
E c'è anche un fiore nero, con una coda colorata, sulla quale sono rimasti 'ricordi di colore': questo il più "simbolico" in assoluto.
Sulla stessa tematica, ma con una diversa realizzazione, il lavoro svolto, già a novembre, dalla stessa prof. Castigliola, con la 1^F: il giardino è servito: un microgiardino su vassoio creativo.
Questo giardino è stato "servito" nel senso di "curato" da parte dell’uomo, ma anche "servito" come "utile e prezioso" per l'uomo!
MARGHERITA FARINA
Da oggi per tutte le classi lezione coi madrelingua dell'Institut Francais
25 MARZO - Nell'ultima settimana di marzo, da oggi mercoledì 25 a martedì 31 marzo, si terrà il lettorato di francese, lezioni di insegnanti madrelingua ai nostri alunni che coinvolgerà le classi prime, seconde e terze.
Con questa attività si cercherà di potenziare l'interazione orale degli alunni, e verrà proposta un'attività assegnata per ogni classe, ognuna delle quali si cimenterà nella lingua d'Oltralpe per due ore, ovvero quelle di lezione del docente di francese di quegli alunni.
Quest'anno, ad esempio, le classi prime si occuperanno del progetto Chanson française, dove i ragazzi dovranno fare la comprensione di un paio di canzoni, per poi imparare la pronuncia e il testo e cantarla tutti insieme.
Le seconde, invece, entreranno nel mondo culinario con il progetto Traditions culinaires françaises: piatti tipici delle regioni francesi, un mix di lessico dell'alimentazione e geografia.
Per le classi terze Vive la prononciation, quindi fonetica per apprendere a pronunciare i suoni della lingua francese al meglio!
A fare lezione i docenti dell'Institut Français di Milano, specializzati in FLE - Français Langue Etrangère - ovvero nell'insegnamento del francese come lingua straniera. Tra questi ci sarà persino Isabelle Corbo Szibinden, la referente per la didattica dell'ente, figura di riferimento per tutti gli insegnanti di francese della provincia.
Insomma, una dimostrazione in più dell'ottimo rapporto di collaborazione, ormai decennale, tra la nostra scuola e l'Istituto.
ARIANNA TRADIGO
"Holidays and traditions", il progetto UE della prof. Fava e dei suoi alunni sul Carnevale di Venezia
16 MARZO - COS'E' eTWINNING
E' una piattaforma voluta dall'Unione Europea per l'istruzione e la formazione di docenti e alunni. Permette di connettersi, collaborare e sviluppare progetti didattici con i Paesi membri dell'Unione Europea e non solo.
I VANTAGGI
Offre un modo diverso di fare scuola attraverso l'uso delle tecnologie (TIC); abbatte le barriere geografiche sviluppando il senso di appartenenza ad una comunità che va oltre i confini del proprio Paese; utilizza il web in modo sicuro e creativo; sperimenta nuove metodologie; rende lo studio della lingua inglese più stimolante e divertente attraverso lo sviluppo di progetti, invitando le classi e i loro docenti a scegliere gli argomenti da trattare.
CLASSE 2^D E L'eTWINNING
La classe 2^D, ad esempio, ha aderito al progetto “Holidays and Traditions” insieme a Romania, Austria, Finlandia e Repubblica Ceca. Il progetto prevedeva di illustrare una particolare festività attraverso foto, video e un pacchetto da spedire tramite posta ad ogni Paese contenente oggetti/foto/disegni/elaborati relativi allo stesso. La classe ha presentato il “Carnevale di Venezia”. E' stato anche divertente farci una foto in maschera!
Il progetto richiedeva:
– l'esposizione su Canva;
– la spedizione di un pacchetto tramite ufficio postale.
Introduzione e premesse a cura della Prof.ssa Luisa Fava, Referente Lingue straniere e Internazionalizzazione.
L'ESPERIENZA ATTRAVERSO IL RACCONTO DEGLI ALUNNI
– We worked on Canva to talk about Venice and its most important places and monuments. It was very fun and interesting. We learned a lot about Venice and English, too. We liked it! (by Giorgio, Lorenzo and Zakaria)
– We worked on the origins of Venice Carnival doing some research on the website: “carnevale.venezia.it”. The part we liked the most was to learn many thinghs that we didn't known. We also enjoyed making the video (by Ginevra and Miriam)
– In this project we had to describe the most famous carnival mask. It's called “Bauta”. It has got a black cloak, a white mask with a pointed chin and a black hat. We also found other colourful and beautiful masks. We are very lucky to have this Carnival in Italy (by Brittany,Nicole,Rim, Segura and Nicole)
- We found some pictures about Venice Carnival floats and we described them. They are famous for being colorful and each one rapresents something. You can find them on the main street or along the Grand Canal (by Cecilia, Celeste and Giulia)
– At the begining our teacher gave us some information about what to do. We had to tell something about the most important events: “Il volo dell'angelo” and "La festa delle Marie”. We found some pictures, too. In our opinion it is an experience that must be redone! (by Alessandro and Ronald)
THE PACKAGE WE SENT BY POST! (clicca la freccetta sotto la foto accanto)
We prepared a package to send to each countries and in each of them we put:
The recipe for Chiacchiere written on a parchment made by us. We soaked the entire surface in some water and coffee. When it dried, we coloured its edge to make it appear more similar to an ancient parchment!
A small and colourful carnival mask.
Five small booklets telling the Venice Carnival with a photo on each of them.
A picture where everyone had to wear a carnival mask and our signs behind it (by Andrea, Aurora, Belky, Samuele and Youssef)
CLASSE 2^D
Ed. Civica,"L'hymne de la vie": a caccia della poesia nascosta con la prof. Popolo
16 MARZO - Il 3 e il 5 febbraio noi della classe 1H, con la prof. Popolo, per Ed. Civica, abbiamo realizzato un caviardage inerente all'ambiente e a tutte le sue caratteristiche. La canzone dal cui testo siamo partiti è "L'hymne de la vie"
Che cos'è un caviardage?
Il caviardage è una tecnica di scrittura creativa che permette di creare poesie partendo da testi già esistenti. Consiste nel cancellare le parole non necessarie, lasciando visibili solo quelle che formano un messaggio poetico o emozionante.
La professoressa Popolo ha assegnato alla classe il testo della canzone francese "L'hymne de la vie" e, durante la lezione, noi alunni abbiamo usato questa particolare tecnica sul testo della canzone, creando meravigliosi capolavori, usando diversi colori e metodi.
Ecco alcune frasi che abbiamo deciso di tenere o che abbiamo creato con le parole:
"Dis-moi que demain elle revivra" Ettore Codurri
"Enfant de la Terre n'oublie pas" Luca Adorni
"Toi qui as le secret de la joie" Giorgia Coppari
"Les mondes engloutis" Margherita Farina
"Tu gagneras tous les combats" Thomas Rosone
GIORGIA COPPARI & MARGHERITA FARINA
La poesia-ricalco della 1^C ispirata all'omonimo componimento di Gianni Rodari
9 MARZO - Gli alunni della classe 1C hanno fatto un cartellone per ricordarci che la guerra non è la soluzione ai problemi del mondo. Il loro testo è una poesia che si intitola "Promemoria", proprio come il famoso componimento di Gianni Rodari.
Anche la struttura è la stessa: tre strofe con versi brevi ma efficaci. La prima parla delle cose da fare ogni giorno, la seconda di quelle da fare di notte, e l'ultima da non fare mai.
"Di giorno ricorda parole leggere,
un "Grazie", un "Ciao"che hanno un grande POTERE.
Un "Prego" gentile che fa compagnia,
un Abbraccio che Cura ogni Malinconia.
Cerca l'anima tra mente e Cuore
tieni uno Scrigno pieno d'amore.
Di Notte custodisci ciò che è Bello,
mettilo al "caldo" sotto il Mantello,
guarda il cielo profondo e Sincero,
affida a una stella, il tuo pensiero
Sogna silenzi senza rumore,
un cielo senza bombe, soltanto colore.
NON FARE MAI questo: prendere un sogno
di un giorno sereno che vale ogni impegno,
anche se il mondo ha paura e adrenalina
e qualcuno sospira "SI STAVA MEGLIO PRIMA".
La pace comincia piano dal cuore,
da un piccolo gesto fatto con AMORE.
CAMILLA PALERMO🏀
Imitando Ghali, le 2^D e I rielaborano in chiave canora "Promemoria" di Rodari
23 FEBBRAIO - Alla cerimonia d'inaugurazione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026, tenutasi presso lo stadio San Siro lo scorso 6 febbraio, Ghali ha reinterpretato in chiave musicale la celebre poesia di Gianni Rodari contro la guerra, "Promemoria".
Un messaggio - visti i tanti conflitti in corso - potente e quantomai urgente, che il cantante milanese aveva già urlato al mondo dal palco del Festival di Sanremo due anni fa con la sua "Casa mia", che gli valse pure il quarto posto.
Ebbene, noi di 2^D e di 2^I, approfittando anche dell'imminente inizio della nuova edizione del Festival della canzone italiana, abbiamo realizzato una sorta di SANREMO GIOVANI di scuola, creando nuove canzoni a partire proprio dal testo di "Promemoria", cercando di lanciare anche noi così messaggi di grande valore.
Pensiamo di esserci pure riusciti, ma sicuramente non è stato facile: all'inizio sembrava proibitivo, ma ci siamo arrivati piano piano, svolgendo un po' alla volta piccole attività di riflessione e scrittura creativa in chiave WRW (Writing and Reading Workshop) proposteci dal nostro prof. Di Matteo (che però ci ha detto essere frutto di un lavoro di squadra con tutti gli altri docenti di italiano, a partire dal capo dipartimento di Lettere, il prof. Barone).
Prima abbiamo ascoltato più volte l'esibizione di Ghali e letto il testo di Rodari (con e senza musica di sottofondo)
Poi l'abbiamo analizzata, arrivando a capire che si trattava di una poesia-elenco (uno per strofa)
Alcune attività menzionate sono concrete e quotidiane, altre sono più astratte e profonde...
E poi c'è il messaggio finale, forte, che fornisce il vero valore a tutto il resto
PRIMA STESURA
Da qui il prof. ci ha detto di fare anche noi, ognuno da solo, un semplicissimo elenco schematico di 5 cose da fare "ogni giorno", "di notte" e "mai", proprio come i versi iniziali delle tre quartine di "Promemoria".
Poi ognuno di noi ha scritto una poesia-ricalco sulla base di ciò che aveva elencato, impostata esattamente come quella originale: tre strofe di quattro versi, ognuna delle quali cominciava come quella modello e con un ritmo semplice e musicale.
SECONDA STESURA
Fatto questo, abbiamo letto tutti quanto scritto ad alta voce e poi l'ha rifatto anche il prof., invitandoci nel mentre a selezionare i versi migliori da ogni componimento.
Questi sono poi stati messi a disposizione dell'intera classe per una nuova singola poesia, ma più libera: l'unica regola era che ci fossero comunque sempre tre strofe e che ognuna di esse iniziasse sempre come l'originale.
TERZA STESURA
Alla fine ci siamo divisi in gruppi di 3-4 (scelti da no)i e abbiamo fuso le nostre idee per creare un ultimo testo.
ATTO FINALE
L'abbiamo poi reso una vera e propria canzone, musicandolo tramite il sito Suno.com, che usa l'Intelligenza Artificiale per produrre basi sulla scia delle richieste e dei testi degli utenti.
Ci siamo impegnati e divertiti molto e siamo molto soddisfatti - e pure un po' sorpresi - delle canzoni create. Ascoltandole insieme in classe, diversi di noi (e non solo noi alunni) si sono persino commossi!
Speriamo piacciano anche a voi e soprattutto che più che le canzoni in sé siano i nostri messaggi ad essere ascoltati! (Cliccare sui seguenti titoli)
CANZONI 2^D (in rigoroso ordine alfabetico)
CAMBIARE SOLO PER PIACERE AGLI ALTRI - MIGLIORIAMO IL MONDO -
UN MONDO MIGLIORE - PER UN MONDO MIGLIORE - PROMEMORIA - RICOMINCIARE
CANZONI 2^I (in rigoroso ordine alfabetico)
CHIEDERE ALLE LUCCIOLE - CI SONO COSE DA FARE
I PROPRI SOGNI NON MOLLARE MAI - PICCOLI GESTI
CATERINA ZHAO
La struggente lettura di uno dei passi più belli de "I promessi sposi"
16 FEBBRAIO - Le parole gliele presta Manzoni, ma la voce è quella di Nicoletta Franco, alunna di 3^B del plesso "Falcone e Borsellino". Suo il video tramite cui regala a Lucia Mondella, e a noi, il suo avvolgente timbro, la sua accorata espressività.
"I promessi sposi", VIII capitolo: Lucia - giovane e umile promessa sposa di Renzo Tramaglino, è costretta senza preavviso alla fuga a causa delle malvagie mire del signorotto don Rodrigo. Non sa neanche se ritornerà mai a vederli, i "suoi" monti, affacciati sul lago di Como; non può con l'immaginazione arrivare a un momento prestabilito per il ritorno.
E' un'invenzione ottocentesca, che parla di due secoli ancora prima, eppure sembra ambientata due secoli dopo. Una storia attuale, dunque: quella dei migranti, dei bambini di Gaza, del popolo ucraino e di chiunque altro sia costretto a fuggire dalla fame e dalle oppressioni.
Forse è per questo che Nicoletta ha compreso tutto il dolore dell'addio ai monti e lo ha fatto suo, sino a renderlo un canto universale di nostalgia.
Il tutto in un video, assegnato alla classe dalla prof. di italiano Telmon per rievocare il celebre passo manzoniano. Assolutamente coerenti con il clima di quel frangente la musica e le immagini scelte, ma è soprattutto la sua voce, la sua espressività ad essere fortemente evocativa.
Una voce che probabilmente avrebbe strappato qualche lacrima anche a Lucia e al suo inventore stessi, e che non vi resta che ascoltare!
LA REDAZIONE
L'educatrice Paola: "Vogliamo essere un luogo che rappresenta i ragazzi"
9 FEBBRAIO - Mai nome fu più azzeccato! Perché la cooperativa Diapason, proprio come l'omonimo strumento musicale, vuole essere un riferimento al quale tutti i ragazzi possano accordarsi, esprimendo però ognuno la propria melodia, in modo comunque armonico con tutti gli altri.
E se la nostra scuola è il suo palcoscenico, i diversi doposcuola che organizza presso di noi sono la sua platea.
Ebbene, a noi del giornalino - con l'intervista concessaci dalla mitica educatrice Paola Soldo - hanno regalato un posto in prima fila sul loro lavoro.
Lei e la cooperativa siete una nostra vecchia conoscenza, ma dobbiamo parlare di doposcuola al singolare o al plurale?
Innanzitutto grazie per averci dedicato uno spazio sul giornalino della scuola! Nel servizio di sostegno allo studio dell’Istituto Pertini sono impegnati gli educatori della Cooperativa Diapason, che lavora da molti anni all’interno della scuola con vari progetti. Il doposcuola del plesso Verga fa parte del progetto “Doposcuola in rete”, mentre lo spazio compiti del plesso di via Thomas Mann è una delle attività del progetto “Mixitè”.
Sono gratuiti?
Sì, il servizio è completamente gratuito per le famiglie.
Da quanti anni li portate avanti?
Il doposcuola che si svolge nel plesso di via Thomas Mann è attivo da cinque anni, grazie a diversi finanziamenti che si sono susseguiti nel tempo, e coinvolge studenti della scuola secondaria e della scuola primaria dell’Istituto “Sandro Pertini”, suddivisi in giorni e orari differenti.
Il doposcuola del plesso Verga, invece, è stato attivato in questo anno scolastico e vi partecipano gli alunni delle classi prime e seconde che frequentano il plesso. In entrambe le sedi è presente lo “spazio panino”, che permette agli studenti di consumare il pranzo al sacco insieme agli educatori, evitando il rientro a casa dopo la fine delle lezioni e facilitando l’organizzazione delle famiglie.
Come si fa ad iscrivercisi?
La preiscrizione viene effettuata tramite un link contenuto in una circolare della scuola, solitamente diffusa al termine dell’anno scolastico. Vengono anche attaccate locandine fuori dalla scuola con tutte le informazioni.
Quanti allievi possono parteciparvi al massimo?
Gli allievi che hanno effettuato la preiscrizione per l’anno scolastico 2025/2026 sono stati circa novanta. La maggior parte frequenta già uno dei due doposcuola, mentre alcuni sono attualmente in lista di attesa.
In che giorni si tiene e per quante ore alla volta?
Il doposcuola di via Thomas Mann si svolge il martedì e il giovedì per gli studenti della scuola secondaria: dalle 13.45 con lo spazio panino, dalle 14.30 alle 16.00 per il primo turno e dalle 16.30 alle 18.00 per il secondo turno. Il venerdì, dalle 16.30 alle 18.00, è invece dedicato agli alunni della classe quinta della scuola primaria.
Il doposcuola del plesso di via Asturie si tiene il martedì per gli studenti della scuola secondaria: dalle 13.45 con lo spazio panino e dalle 14.30 alle 16.00 con un unico turno.
Quanti educatori siete?
Gli educatori coinvolti sono Cecilia, Paola, Leonardo e Marcello. A supporto dei ragazzi e delle ragazze collaborano anche alcuni volontari: un insegnante in pensione ed ex frequentanti dello spazio compiti che ora frequentano la scuola superiore.
Che attività vengono svolte durante i singoli incontri?
L’attività principale è lo svolgimento dei compiti. Una volta terminati, gli studenti possono aiutare chi deve ancora finire, utilizzare i giochi in scatola messi a disposizione oppure semplicemente chiacchierare e condividere e socializzare. Ogni tanto organizziamo feste e uscite, per esempio, poco tempo fa siamo andati con i bambini di quinta alla “Kasa dei Libri”, partecipando a un laboratorio di scrittura creativa ispirato a Miró, che ha contribuito a rendere il gruppo ancora più unito.
Come fate a gestire e aiutare allievi di classi e di anni diversi?
Di solito i ragazzi e le ragazze si dividono spontaneamente in gruppi in base ai compiti da svolgere e alla classe frequentata. In altri casi sono gli educatori a indirizzarli nei diversi tavoli a disposizione. L’obiettivo è accompagnarli gradualmente nell’acquisizione di un metodo di studio, nel lavoro di gruppo quando necessario e nello sviluppo di una sempre maggiore autonomia nello svolgimento dei compiti.
Vi rapportate anche con i docenti della scuola?
Sì, alcuni educatori del doposcuola lavorano anche all’interno dell’Istituto in orario scolastico. Questo favorisce una maggiore collaborazione e un confronto diretto e costante con gli insegnanti. Li sentiamo tutte le volte che c’è bisogno di un confronto, soprattutto alla fine di ogni quadrimestre.
Infine, sentite di aver avuto successo quando…?
Riteniamo di avere successo quando, oltre allo svolgimento dei compiti, il doposcuola viene vissuto dai ragazzi e dalle ragazze come un luogo che li rappresenta, in cui possano divertirsi, stare insieme e costruire nuove amicizie. Uno spazio in cui si festeggiano i successi personali, ci si confronta liberamente e non ci si sente giudicati. Anche la partecipazione e la costanza nella frequenza sono per noi importanti indicatori di successo.
Il lavoro di Ed. Civica della 2^D su Giacomo Balla
9 FEBBRAIO - Il lavoro di Educazione Civica di Arte affrontato dalla nostra classe, la 2^D, ha riguardato il tema dei falsi nell’arte. In particolare, abbiamo trattato dei falsi relativi all’artista Giacomo Balla, appartenente alla corrente Futurista.
CHI ERA GIACOMO BALLA?
Giacomo Balla (Torino, 18 luglio 1871 – Roma, 1° marzo 1958) è stato un pittore, scultore, scenografo e autore di “parolibere” (stile letterario introdotto dal Futurismo in cui le parole che compongo il testo non hanno alcun legame sintattico-grammaticale fra loro e non sono organizzate in frasi e periodi). Fu un esponente di spicco del Futurismo, firmando, assieme agli altri futuristi italiani, i manifesti che ne sancivano gli aspetti teorici.
Dall’inizio della sua carriera pittorica fino all’adesione al Futurismo, la pittura di Giacomo Balla si caratterizzò per la precisione e un’impostazione della tela molto vicina all’impostazione fotografica: “la semplicità è alla base della bellezza”, ebbe a dire, e questo fu il principio su cui impostò la sua pittura. Il pittore si interessò ai principi della scienza, e pertanto l’obiettività fu alla base della sua ricerca artistica.
COSA SONO I FALSI NELL’ARTE?
Le falsificazioni da sempre coesistono con la produzione di oggetti d’arte. In ambito artistico distinguiamo il falso dalla copia: il primo viene realizzato con l’intento di ingannare; con la copia, invece, l’autore non ha la volontà di ingannare, ma manifesta l’intento di riprodurre un lavoro altrui.
Le copie, fin dall’antichità, sono usate a scopo didattico oppure a scopo divulgativo. Inoltre, l’oggetto copiato doveva essere aderente alle caratteristiche del modello, e veniva venduto come copia con valore ben diverso dall’originale.
Le falsificazioni divennero, invece, poi una pratica sistematica nel Seicento: l’espandersi del mercato dei falsi ne incentivò la diffusione stessa.
Dall’antichità ad oggi, i metodi per riconoscere le falsificazioni si sono raffinati. Tuttavia, di fronte ad artisti-falsari particolarmente abili è molto difficile riconoscere un falso dall’originale. Le indagini a cui vengono sottoposte le opere d’arte – attraverso tecniche fotografiche speciali, riflettografia, analisi radiografiche, analisi chimiche su campioni di materiali, termografia, solo per citarne alcune – garantiscono l’autenticità dei materiali, ma non possono affermare con certezza l’autenticità dell’opera.
COSA ABBIAMO FATTO NOI?
Per prima cosa, il nostro professore di arte, Elvis Sainini, ci ha diviso in gruppi, ad ognuno dei quali ha dato un cartellone. Il titolo del lavoro era “I falsi nell’arte”. Il Prof. Sainini ha poi consegnato ad ogni gruppo un foglio da incollare sul cartellone, su cui era stampata una differente opera di Giacomo Balla, assegnando a ciascun gruppo il compito di realizzare un falso. Più precisamente, ogni membro del gruppo doveva falsificare l’opera per conto proprio, e poi tutti i membri avrebbero lavorato su un unico falso. Per fare ciò, dovevamo osservare l’opera originale e potevamo togliervi qualche elemento, aggiungerli, modificare la loro forma, cambiare i colori dell’opera o addirittura riprodurla al contrario. Insomma, ognuno poteva fare quello che più gli piaceva, purché l’opera restasse riconoscibile. Alla fine dovevamo anche riportare sul cartellone qualche informazione in merito all’autore e ai falsi (vedi carosello di immagini).
Ogni gruppo ha poi esposto il lavoro alla classe ed è stato interessante poter osservare il cartellone degli altri e vedere i loro falsi. È stato, inoltre, affascinante immergersi nel mondo dei falsi e scoprire le tecniche per distinguerli dall’originale e, soprattutto, quanto sia importante questa operazione al fine di preservare il messaggio artistico dell’autore.
CONCLUSIONE TRATTA DALL’ARTICOLO RIGUARDANTE I FALSI NELL’ARTE
Su tale tema abbiamo riflettuto anche grazie ad un articolo mostratoci dal nostro prof., dal quale si evinceva che oggi la figura e la produzione artistica di Giacomo Balla sono molto offuscate da una quantità davvero ingente di nuove opere attribuite all’artista, alcune delle quali davvero assai dubbie.
Lo spirito e il messaggio profondo della produzione di Balla rischia così davvero di essere travisato, soprattutto perché opere di dubbia provenienza vengono esposte in gallerie ed importanti fiere di arte moderna.
Per tale motivo, è fondamentale il lavoro di tanti esperti, critici d’arte e tecnici (come grafologi e chimici) che, se riuniti in vere e proprie commissioni d'esame, possono eseguire un lavoro di “ripulitura” dai falsi che inquinano il messaggio degli autori.
Tale lavoro è fondamentale, anche perché consente di attribuire il corretto valore alle singole opere autentiche, restituendo maggiore stabilità al mercato del settore anche a livello internazionale.
Insomma, per il bene dell'arte è meglio che i falsi siano messi in dispARTE!
AURORA REITANO & GINEVRA ARDEMAGNI - 2^D
Il testo di Lia Crestana della classe 2^H
Il cyberbullismo è una cosa seria, eppure Lia ha trovato il modo e il tempo per scherzarci su. Non per sminuire l'argomento, piuttosto per sdrammatizzare un dramma che è sempre più attuale. Non per nulla il testo che state per leggere (fatti e persone sone di pura fantasia) è stato elaborato da Crestana su richiesta della prof. di italiano Massetti, a seguito di una serie di interventi svolti nelle classi seconde della nostra secondaria su questo fenomeno dai volontari della Hewlet Packard Enterprise durante il mese di novembre.
IL TEMA
Cara Giorgia, come va? Alt! prima ti devo chiedere scusa se questa lettera non ti arriverà, ma a volte i postini fanno confusione :) E tu ti chiederai: “Ma perché non mi ha mandato un messaggio?”. Beh, la risposta è molto semplice: oggi mi sentivo nell'età della pietra! Comunque ti scrivo, perché mi ha chiamato Claudio e mi ha parlato della situazione. Mi dispiace! Allora ho chiamato Kevin per fargli delle domande, ma poi è caduta la linea. Ciao ciao domande! Allora te le faccio io: l’agente segreta Lia 007! Scherzo per sdrammatizzare, ma non c'è niente da ridere: il cyberbullismo è una cosa seria!! Ora partiamo con le domande:
1. Chi è quello che ti sta cyberbullizzando? Avanti chi è??
2. Da quando e da quanto?
3. Cosa cavolo ti fanno? Ti insultano, commentano sui social...?
Volevo dirti che a scuola circa un mese fa sono venuti degli esperti per parlarci di cyberbullismo e sexting. Ti racconto un po' cosa hanno detto sull'argomento:
1. I bulli del web lo fanno su Internet, perché credono di essere coperti da un nickname tipo “la puzzetta_012...”;
2. La Polizia Postale li può smascherare;
3. In Italia esiste la legge sul cyberbullismo, grazie al padre di una ragazza che si è suicidata per questo fenomeno;
4. Il cyberbullismo è reato;
5. Molti ragazzi e ragazze si sono suicidati, perché non sopportavano più le prese in giro;
6. Bullismo e cyberbullismo sono tali solo se ripetuti;
La prof di ita ci ha fatto leggere il Manifesto della comunicazione non ostile. Erano 10 punti fondamentali e quello che mi ha colpito di più è lo slogan “virtuale è reale”. Significa che se scrivi sul web, ad esempio, Giorgio è... rimarrà impresso per sempre nella memoria virtuale e sì, anche se lo cancelli. Ti dico questo perché voglio darti dei consigli e il primo è: Non rispondere agli insulti con gli insulti, perché sul web tutto si vede, tutto rimane. Altri consigli sono:
1. Non chattare con sconosciuti.
2. Se c'è un comportamento che ti preoccupa, parlane con un adulto:
ASSOLUTAMENTE!
Ah! e poi la prof. Massetti (sempre quella di italiano) ci ha fatto vedere un film che si intitola “Cyberbully”, ambientato in Canada, che si sofferma sui consigli per una navigazione sicura in rete. Il film potrebbe risultare un po' vecchiotto e noioso, ma se non si segue bene ogni passaggio non si capisce il finale. La legge è nata grazie a una ragazza che ha ricevuto un computer per il suo compleanno, allora scarica un social e le arriva subito la richiesta di amicizia da un certo “James”, che in realtà è la sua amica con un profilo falso (non ti faccio spoiler sul perché). Sulle prime sembra carino, ma poi si rivela un cyberbullo e la ragazza pensa di suicidarsi, ma per fortuna arriva la madre in tempo per fermarla. Un po' di tempo dopo, lei è la madre si fanno sentire, andando da un giornalista, chiedendogli di scrivere un articolo sulla vicenda. Il film è molto efficace perché fa pensare.
A cura di CAMILLA PALERMO
Gli acrostici e i calligrammi del 2^G
12 GENNAIO - Gli alunni della classe 2G, con le professoresse Daniela Carravieri e Simona Medolago, dopo il rientro delle vacanze estive, hanno svolto un progetto sull'ambientamento a scuola, intitolato "Io scrivo, tu scrivi, noi scriviamo...", al fine di riprendere la routine scolastica e incentrato sulla produzione - di indiscusso valore - di acrostici e calligrammi.
Questi componimenti poetici (il primo una frase in cui ogni parola comincia con la lettera da cui è composto un determinato termine, l'altro una frase o verso che assume la forma di ciò di cui si parla) sono stati incentrati sulle emozioni , che la professoressa Carravieri ha scelto proprio come prima tematica al rientro dalle vacanze: un viatico per esorcizzare la paura del ritorno sui libri e riaccendere i motori e ripartire col giusto piglio.
Le attività proposte in particolare hanno riguardato le emozioni provate dagli studenti dopo il rientro dalle vacanze, come il ricongiungimento con i compagni, l'impatto con l'ambiente cittadino e con le attività scolastiche.
Per concludere questo progetto ci hanno impiegato 6 ore. L'esperienza ha permesso alla classe di condividere le emozioni di ognuno e di creare delle relazioni più strette, unendo ancor di più il gruppo.
GIORGIA COPPARI & MARGHERITA FARINA
La Mann fa la guerra alla guerra
Chissà se i potenti, almeno un giorno, potessero andare a lezione dagli studenti: imparerebbero che la pace imbratta i muri di colori e non di sangue i suoi attori, come invece la guerra e la violenza; che per andare d'accordo servono sì delle regole, ma che queste vanno scritte insieme. Proprio come hanno fatto gli studenti della Falcone - Borsellino ad inizio anno scolastico.
"Fare quello che piace", "non mollare mai", "mantenere le promesse", ad esempio, sono alcune di quelle pensate e messe nero su bianco - anzi, colori su bianco - dalla classe 3^A, già lo scorso ottobre, sotto la guida della prof. Popolo (francese). Ora campeggiano all'ingresso dell'edificio scolastico, come un monito a rispettarle per chiunque ne varchi il sacro spazio.
Ai suoi lati due pannelli realizzati, con la complicità della prof. di tecnologia Monica Speranza, dagli studenti della 3^A e della 3^B, per mezzo della tecnica della pixel art: su fogli colorati prendono vita, da una parte il simbolo della pace, e dall'altra le lettere che compongono tale parola. Sembrano grosse ali di un uccello viaggiatore o quelle piccole di una colomba e magari potessero spiccare il volo e andare a fare il nido sulle poltrone di chi governa il mondo, portarle sulle loro labbra.
Appese sui muri della scuola, invece, fanno quasi restare senza parole, specie se realizzate dopo aver studiato e condotto ricerche sui vari conflitti attualmente condotti nel mondo, per scoprire, ad esempio, che oltre a quelli noti tra Russia e Ucraina e a quello mediorientale, ve ne sono - a seconda delle fonti - da 32 a 100.
Gli studenti li stanno affrontando nell'ambito delle discussioni sorte rispetto alla precaria situazione geo-politica attuale, integrando il tutto con il percorso di Ed. Civica delle terze, relativo alle sistemazione delle aree comuni e degli spazi condivisi del plesso.
Un percorso che si concluderà, implementando i padlet già parzialmente avviati, con la realizzazione delle bandiere dei Paesi in guerra e con le stime circa il numero di vittime causate dagli scontri armati.
L'unico scontro che invece auspica la nostra scuola è proprio quello contro la violenza, in ogni sua forma. E le armi per combatterla potrebbero essere proprio dei cartelloni e delle regole, a cominciare dalla prima: "volersi bene"!
LA REDAZIONE