Battuto di sette voti il tema "paiettato/glitter"
25 MARZO - Alla fine saranno loro i grandi protagonisti della festa da ballo di fine anno delle classi terze, i personaggi famosi.
Questo, infatti, il tema che ha prevalso tra i sette proposti dal nostro sondaggio, al quale hanno partecipato 66 utenti.
I voti, come si può vedere anche dalle immagini del carosello di fianco, sono stati così distribuiti:
22 (33,3 %) PERSONAGGI FAMOSI
15 (22, 7%) PAIETTATO/GLITTER
8 (12,1%) FUMETTI/MANGA
6 (9,1 %) COWBOY
6 (9,1%) DIVISA SPORTIVA
2 (3%) CANTANTE PREFERITO
2 (3%) ARCOBALENO
1 (1,5%) INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Alle ragazze e ai ragazzi di terza non resta, dunque, che cominciare a pensare i panni di quale personaggio famoso vestire in occasione della festa, che sarà organizzata dal comitato genitori e che si terrà - come da tradizione - nella palestra del plesso "Falcone e Borsellino" tra fine giugno e inizio luglio.
LA REDAZIONE
La 2^D in visita al Dipartimento di Fisca dell'Università
25 MARZO - Noi e i nostri compagni di classe di 2^D, assieme alle prof.sse Lattanzio (matematica e scienze) e Piazza (religione) venerdì scorso siamo stati presso il Dipartimento di Fisica dell'Università Bicocca (a pochi passi dalla nostra scuola) per visitare una serie di laboratori molto interessanti e suggestivi, che rientravano all'interno dell'esperienza "La fisica in una stanza", anche se di stanze in realtà ne abbiamo visitate diverse.
Arrivati lì intorno alle 9:30, infatti ci siamo divisi in due gruppi, che si sono alternati tra il laboratorio di biofotonica e quello del plasma. Nel primo abbiamo svolto le seguenti attività:
LABORATORIO DI SPETTROSCOPIA
E' stato il primo laboratorio visitato dal mio gruppo. Qu ci hanno parlato delle pinzette ottiche, uno strumento sperimentale che usa la forza della luce per intrappolare e manipolare oggetti microscopici.
LABORATORIO DI MICROBIOLOGIA
Nel secondo spazio visitato abbiamo avuto a che fare con microscopi e laser. In particolare abbiamo visto come un microscopio possa trasformare un punto in un pixel, trasmettendolo poi al computer per avere immagini molto dettagliate.
Intorno alle 11:30 abbiamo avuto un po' di tempo per fare merenda. Dopodiché siamo subito ritornati all'opera, entrando in un secondo ambiente.
LABORATORIO DI FISICA DEI PLASMI
Nella terza tappa della nostra bellissima visita abbiamo osservato un sistema che utilizza pressione ed elettricità per creare archi elettrici all'interno di una cupola (quella nell'immagine di copertina). Poi abbiamo anche sperimentato gli effetti del campo magnetico usando una semplice bussola.
Qui abbiamo parlato di raggi cosmici e della loro relazione con le aurore boreali. Poi ci siamo soffermati sull'acustica: ci è stata mostrata l'intensità del suono, tramite delle "mappe colorate", che avevano una diversa luminosità in base appunto a quanto fossero forti i suoni sperimentati.
Abbiamo anche discusso della comunicazione degli animali, compresi quelli subacquei, e del linguaggio dei segni.
Nell'ambito delle nuove tecnologie, ci è stato mostrato, invece, uno strumento capace di riconoscere e pesare autonomamente gli alimenti, solo inquadrandoli.
Poi siamo passati alla biologia, visualizzando il corpo umano in 3D su uno schermo (organi, ossa e vasi sanguigni) e studiando le cellule con le loro incredibili qualità.
A conclusione della giornata, infine abbiamo partecipato a una dimostrazione di primo soccorso: ci è stato spiegato cosa fare in caso di svenimento o di altre emergenze mediche. Per esempio come controllare il battito cardiaco e come gestire correttamente la chiamata di un'ambulanza.
Noi e i nostriamici non ce ne saremmo mai andati dall'Università: abbiamo imparato e scoperte cose sensazionali e il bello è che le abbiamo viste da vicino, non solo suoi soliti libri. Un'uscita davvero entusiasmante!
CATERINA ZHAO (con la collaborazione straordinaria di BRITTANY SEGURA E ANDREA CHECOLA)
Le 2^ C, F, G ed E a una rivisitazione in lingua dell'opera di Dumas padre
25 MARZO - Il giorno 4 febbraio le classi 2^ C, F, G ed E, insieme ai docenti Popolo, Mauri, Fiumara, Serpellotti, Casertano, Catuara, Carravieri e Medolago, hanno partecipato a una rivisitazione dello spettacolo "Il conte di Montecristo" tenutasi al teatro Pime.
L'opera ovviamente prendeva spunto dal famoso romanzo dello scrittore francese Alexandre Dumas (padre). Pubblicato per la prima volta nel 1844 e basato su un fatto di cronaca, "Il conte di Montecristo" è una delle storie più avvincenti e popolari di tutti i tempi: un caposaldo della letteratura europea, un grande libro sulle passioni degli uomini. L'anno scorso ne è stata tratta anche una serie tv.
Per l'occasione gli alunni, però, non si sono limitati ad assistere allo spettacolo, ma hanno anche ballato e cantato canzoni francesi insieme al team "Mater lingua”.
In particolare i brani cantati e ballati - sui quali i ragazzi si erano già preparati a scuola - sono stati i seguenti:
La vie est belle (Nassi)
Reine (Dadju)
Clown (Soprano)
Dernière dans (Indila)
Ego (Willy William)
Tourner dans le vide (Indila)
Est-ce que tu m’aimes (GIMS)
Chez toi (Slimane e Claudio Capeo)
APPROFONDIMENTO SULL' OPERA
Dati tutti i copioni, in classe i ragazzi e le professoressa hanno approfondito l'argomento principale dell'opera e dell'autore
Trama:
Vittima di due rivali e di un magistrato, il giovane ufficiale di marina Edomond Dantes viene arrestato e rinchiuso per 14 anni nel tenebroso castello d'If a Marsiglia il giorno stesso del suo fidanzamento. Qui incontra l'abate Faira, che gli offrirà l'occasione per una fuga avventurosa e gli permetterà di impossessarsi di un prezioso tesoro. Divenuto ricchissimo, Dantès – che ha ormai assunto il titolo di conte di Montecristo – può portare a termine la sua tremenda vendetta.
GIORGIA COPPARI
Sceglilo tra le sette proposte del nostro sondaggio
9 MARZO - Che siano lenti o veloci sicuramente saranno passi di danza quelli con cui i nostri compagni di terza media si allontaneranno dalla nostra scuola per spiccare il volo verso le superiori.
Infatti, come ogni anno, anche stavolta il nostro istituto e il comitato genitori stanno organizzando una festa da ballo finale, che si terrà verosimilmente tra fine giugno e gli inizi di luglio, probabilmente nella palestra del plesso Mann, come di consueto.
Tra i vari aspetti organizzativi, per lo più affidati agli adulti, uno - molto importante - si è deciso di darlo in pasto proprio agli studenti delle classi terze, ovvero il tema della serata.
Per sceglierlo basta cliccare sul sondaggio sottostante e scegliere tra le varie opzioni proposte. Ogni ragazza e ragazzo potrà votare entro le ore 23:59 di venerdì 20 marzo, esprimendo una sola preferenza.
Il risultato sarà pubblicato su questa stessa pagina nell'ultima edizione di mercoledì 25.
Ricordiamo che due anni fa il tema fu "Black&White" (contro le discriminazioni razziali), mentre l'anno scorso la scelta è ricaduta sull'interculturalità.
LA REDAZIONE
Le seconde in gita sul Po e sulla tomba di Dante
9 MARZO - Bella da morire! Talmente tanto che vi è sepolto persino il sommo poeta Dante Alighieri, ammaliato probabilmente da monumenti come il mausoleo di Galla Placidia, la Basilica di San Vitale, il battistero neoniano e soprattutto dagli stupendi mosaici in essi custoditi. Questi ed altri siti abbiamo visitato durante la nostra gita di due giorni trascorsa a Ravenna e dintorni tra il 2 e il 3 marzo scorsi.
Nella città romagnola tre volte capitale (prima dell'Impero Romano d'Occidente, poi del Regno degli Ostrogoti e infine dell'esarcato bizantino) come classi siamo stati 2^C, 2^D e 2^I, rispettivamente accompagnate dai proff. Quarta, Catuara; Forni, Sainini; e Curcio e Di Matteo.
Partiti intorno alle 7 da Milano e arrivati a metà mattinata nella città dei mosaici, ci siamo subito recati presso un murales di Dante dell'artista brasiliano Kobra che, coi suoi tipici colori sgargianti, ha ritratto l'autore della Divina Commedia con un pugno sotto il mento, posa identica a quella di una statua presente a Verona (al suo signore, Cangrande della Scala Dante dedicò il Paradiso).
Poi abbiamo visitato la basilica di San Francesco, dove il 13 settembre del 1321 furono celebrate le esequie del padre della nostra lingua, ma dove sono anche sepolte le ossa del vescovo ravennate Neone, a cui si devono molti dei mosaici cittadini. Proprio di fronte alla sua nicchia c'è però l'attrazione principale: una cripta inondata d'acqua (delle falde acquifere), con tanto di pesciolini rossi, che sommerge due mosaici molto belli.
Nel pomeriggio con una guida abbiamo visitato, invece, le opere citate all'inizio: mausoleo di Galla Placidia e battistero risalenti al periodo romano, mentre la basilica di San Vitale (nella foto di copertina) appartenente all'epoca bizantina. In questi luoghi abbiamo visto dei mosaici e degli affreschi, principalmente di tema religioso, di rara bellezza. Soprattutto l'ultimo sito vale davvero la pensa di essere visitato. Interessante anche la leggenda che si cela dietro San Vitale: questi infatti era un ufficiale di Nerone, a Ravenna per fare da guardia al giudice Paolino. Però si impietosì davanti alla persecuzione e all'uccisione di un cristiano, motivo per cui fu sepolto vivo lì dove ora sorge la Basilica, che come tanti edifici di Ravenna si trovano visibilmente sotto al livello dell'acqua.
L'acqua è stato un elemento molto importante anche della seconda e ultima giornata del nostro viaggio d'istruzione, dato che abbiamo navigato il Po presso Pontelagoscuro (vicino Ferrara) presso il km 555. Molto interessante è stato vedere da vicino il funzionamento di una canale (o chiusa), che abbiamo attraversato col battello e che abbiamo capito serve a mantenere ad un certo livello l'acqua del fiume per impedire che straripi o che vada in secca, ma anche a garantire acqua ai contadini della pianura padana in periodi di siccità. Ci hanno pure spiegato i segnali (un rombo bianco e rosso posizionato in vari modi) che indicano ai naviganti in che modo percorrere il letto del Po.
Lì abbiamo anche avuto modo di fabbricarci praticamente da soli dei fischietti fatti con le canne palustri (cioè di palude), che attaccati uno vicino all'altro dal più grande al più piccolo creano il famoso "Flauto di Pan". Tra l'altro abbiamo imparato anche a suonarli, cosa per nulla facile.
Prima di tornare a casa abbiamo avuto anche modo di visitare l'abbazia di Pomposa, anch'essa ricca di affreschi a tema religioso e dove l'anno dopo la morte di Dante, uno dei quattro figli, Iacopo, si era recato per recuperare un manoscritto della Divina Commedia che il padre gli aveva rivelato di aver nascosto lì.
Ecco, forse il momento più toccante di questi due giorni è stato proprio quando abbiamo visitato la tomba di Dante (nel tardo pomeriggio del secondo giorno), a Ravenna. Lì abbiamo persino recitato le prime due strofe del suo capolavoro (speriamo di non averlo fatto rivoltare nella tomba!) e abbiamo scoperto che ogni giorno le persone recitano un canto in suo onore. Se tutto ciò è possibile, però, è grazie ai francescani, che per diversi secoli hanno nascosto le sue ossa da tutti quelli che le volevano, a partire da Firenze, che Dante stesso in un'iscrizione riportata sulla sua lapide definì "madre di poco amore".
CATERINA ZHAO
Gita a Salisburgo, la dedica della prof. di francese Gabriella Popolo alla sua 3^E
23 FEBBRAIO - Si parte in un modo e si torna cambiati. E' la magia di ogni viaggio che si rispetti. E non sono da meno quelli d'istruzione. Prova ne sia l'esperienza che la prof.ssa di francese Gabriella Popolo ha voluto condividere con il nostro giornalino scolastico, tramite una lettera rivolta a quei supereroi della sua 3^E, con cui è appena stata a Salisburgo.
LA LETTERA
Ogni anno decido di accompagnare i miei studenti in una gita di più giorni all’estero e ogni anno mi chiedo: “Ci sarà l’ascensore in hotel, e al museo?”
E comincia la mia fobia dell’ascensore, questa scatola murata che mi fa salire il cuore in gola e mi fa mancare il respiro. Lo so... ci devo lavorare! I miei studenti lo sanno, è cosa nota...
E quest’anno durante la gita scolastica a Salisburgo con le terze - fatta tra il 16 e il 18 febbraio - su in alto, sul monte dove troneggia la fortezza di Hohensalzburg, dopo il mio ennesimo rifiuto di prendere l’ascensore, alcuni dei miei alunni, con il sostegno e lo zampino della mia magica e magnifica collega di matematica, mi hanno convinta a entrare in quella scatola, facendomi credere che non ci fossero alternative.
Io guardavo le scale, sudavo freddo e pensavo: "Meglio camminare fino al decimo piano!".
Ma i miei piccoli/grandi eroi dicevano: "Prof, ci siamo noi!", mi hanno detto tutti insieme, con quegli occhi grandi e luminosi pieni di fiducia e incoraggiamento. Io tremavo, ma non volevo e potevo deludere quegli sguardi.
Allora, la loro idea geniale: "Contiamo fino a dieci in francese per distrarla!". E così, mano nella mano, siamo entrati. "Un!", ha iniziato una voce , "Deux!", ha urlato un altro . "Trois! Quatre!", hanno continuato , ridendo, mentre i loro occhi brillavano come stelle. "Cinq, six, sept!", e io sentivo il cuore battere forte, ma quelle pupille fisse su di me piene di speranza e di orgoglio per essere riusciti a far entrare la prof. nell'ascensore mi infondevano il coraggio che non avevo mai avuto prima. "Huit, neuf, DIX!", abbiamo gridato all'unisono, proprio quando le porte si sono aperte al piano.
Uscita di lì, mi sentivo una vincitrice. Voi mi avevate aiutata a sconfiggere la paura, contando in francese come veri campioni. D’ora in poi, ogni volta che prenderò l'ascensore, conterò fino a dieci nella nostra lingua preferita... e ripenserò ai vostri occhi magici!
PROF.SSA GABRIELLA POPOLO
Le classi 1^A e 1^B di Mann al Museo della Scienze e della tecnica
16 FEBBRAIO - Il 17 dicembre scorso noi di 1ªA e la classe 1ªB del plesso "Falcone e Borsellino" abbiamo partecipato a un’uscita didattica al Museo della Scienza e della Tecnica.
L’avventura è iniziata fin da subito, all’uscita da scuola. Dopo aver deciso le coppie, ci siamo diretti verso la metro Lilla e poi abbiamo proseguito con la metro Verde, passando da Garibaldi fino a Sant’Ambrogio. Le insegnanti ci hanno divisi in piccoli gruppi per facilitare gli spostamenti e, grazie all’aiuto dei controllori, siamo riusciti a passare velocemente dai tornelli. Durante il viaggio abbiamo chiacchierato e ci siamo divertiti; una volta scesi, ci siamo incamminati verso il museo, facendo anche una breve sosta mentre venivano acquistati i biglietti. Siamo arrivati puntualissimi!
Il museo è suddiviso in diversi settori, tra cui quello ferroviario, aeronautico e navale. Durante la visita, i ragazzi della 1ªB hanno presentato le diverse sezioni del museo, come vere e proprie guide turistiche, spiegando con entusiasmo e chiarezza le attrazioni più interessanti e coinvolgenti. Nel settore ferroviario abbiamo visto antichi treni, siamo saliti su alcune carrozze e abbiamo scoperto i mestieri legati al mondo delle ferrovie. Nel settore aeronautico abbiamo osservato aerei storici, idrovolanti e persino l’interno di una cabina di pilotaggio, molto più stretta di quanto immaginassimo. Nel settore navale, poi, abbiamo ammirato navi imponenti, polene, cannoni e la celebre Nave Ebe, utilizzata prima per il trasporto merci e poi come nave scuola, riconoscibile per le sue caratteristiche righe bianche e nere. Abbiamo visto anche un sottomarino, che purtroppo non è stato possibile visitare all’interno.
Particolarmente coinvolgente è stata, poi, l’attività interattiva nello spazio dedicato all’esplorazione spaziale: abbiamo scelto una missione, costruito un’astronave e provato a raggiungere Marte. Dopo alcuni tentativi falliti, siamo riusciti a completare la missione capendo quale navicella fosse quella giusta. È stato divertente e stimolante lavorare insieme.
Questa uscita è stata organizzata per imparare in modo diretto, approfondire argomenti di educazione civica e riflettere sull’impatto ambientale delle azioni umane. Infatti siamo rimasti molto colpiti da un video sull'ecosostenibilità, che ci ha fatto pensare a quanto ognuno di noi possa fare, anche nel piccolo, per aiutare il nostro pianeta.
Durante la giornata, inoltre, abbiamo visto moltissimi oggetti ed esperienze che ci hanno lasciato il segno: aerei della Seconda guerra mondiale, frammenti di pietra lunare, vecchi tram, locomotive a vapore ed elettriche, navi gigantesche e strumenti spaziali. Alcuni di noi sono rimasti affascinati dagli aerei storici, altri dal mondo dello spazio, altri ancora dalle navi e dalla loro imponenza. La possibilità di muoverci in autonomia in alcune parti del museo e di lavorare insieme ai compagni dell’altra classe ha reso l’esperienza ancora più bella.
A fine giornata siamo così tornati a scuola stanchi ma soddisfatti, portando con noi tanti ricordi e nuove conoscenze. Abbiamo imparato come funzionavano i mezzi di trasporto del passato, quanto fossero diversi tra loro e come l’uomo abbia sempre cercato di esplorare il mondo e lo spazio. Soprattutto, abbiamo capito che tutti possiamo fare la nostra parte per proteggere la Terra, il nostro unico e fantastico pianeta.
Non c'è dubbio, questa uscita resterà per noi un bel ricordo, fatto di scoperte, collaborazione e divertimento, che difficilmente dimenticheremo.
CLASSE 1^A
Il concorso fotografico sui viaggi d'istruzione
9 FEBBRAIO - Per partecipare basta un CLICK, anzi due: quello sulla fotocamera del proprio cellulare e quello di una penna a scatto.
Insomma, innanzitutto una foto, da inviare al nostro giornalino, iscrivendosi così di diritto a "Click, si viaggia!", il concorso fotografico che abbiamo lanciato per le gite scolastiche delle classi seconde - dirette a Ravenna - e per le terze - destinazione Salisburgo.
Lo scatto verso la gloria potrà immortalare un monumento, un paesaggio, un ambiente di qualunque tipo o anche un'atmosfera.
Ma se le immagini fermano il tempo, le parole catturano l'anima. E allora vi chiediamo di corredare le vostre foto con una didascalia poetica, che appunto sappia descrivere la bellezza di ciò che vi ha riempito gli occhi e farci provare le stesse emozioni che vi hanno colpito dentro.
UN ESEMPIO
Immaginiamo di essere a Milano e di aver fotografato le guglie del Duomo. La didascalia poetica potrebbe essere "S'innalzano al cielo come le preghiere di marmo dei fedeli".
REGOLAMENTO
Si può partecipare o singolarmente o a coppie, con un massimo di un solo contributo a persona.
Le foto e le didascalie vanno inviate all'email scuola.giornalino@icpertini.cloud, con tanto di nome-cognome-classe dell'autrice/autore.
Per quanto concerne le terze il termine ultimo è fissato per venerdì 6 marzo
Per le classi seconde il termine ultimo è fissato per venerdì 13 marzo
Tutte le foto inviateci saranno pubblicate sul nostro sito e potranno essere votate, tramite due distinti e appositi sondaggi, fino venerdì 20 marzo.
Il podio sarà reso noto nell'ultima edizione di lunedì 23 marzo.
Il tema di Azzurra sullo spettacolo del Buratto sul cyberbullismo
9 FEBBRAIO - Ne abbiamo celebrato la giornata appena due giorni fa, quella contro il bullismo e il cyberbullismo. Ma vogliamo continuare a riflettervi su attraverso le parole di Azzurra Antonucci, una nostra compagna di scuola di 2^I, che ha approfondito il delicato e sempre più attuale argomento in un suo scritto, assegnatole dal suo insegnante di italiano dopo la visione di una rappresentazione proprio sulle stesse tematiche.
IL TEMA
Lo spettacolo “Nella rete” che ho visto al Teatro del Buratto con i miei compagni lo scorso 21 gennaio racconta in modo parallelo le vite di tre adolescenti, ciascuno alle prese con aspetti diversi dell’esperienza digitale: cyberbullismo, sexting, identità online e uso improprio di internet.
Le tre storie si incrociano quotidianamente, sia nella realtà sia nel mondo virtuale. Giulio è un ragazzo timido e introverso che a scuola viene spesso preso di mira. Nella vita reale è una vittima, ma una volta online cambia completamente atteggiamento: si trasforma e diventa lui stesso un aggressore. La rete gli permette di agire da anonimo e di ribaltare i ruoli, mostrando come il web possa aumentare la fragilità delle persone e la rabbia invece di risolverle.
Francesca è una ragazza carina, che suscita l’interesse di Giulio, ma che poi si fidanza proprio col suo aguzzino e decide di inviare foto private al proprio ragazzo come gesto di affetto. Quando però quelle immagini finiscono online, il suo mondo crolla: si sente giudicata, si percepisce “finita”, intrappolata in una tragedia che non riesce a controllare.
Elena, poi, è quella che “vede tutto” e che lo racconta, ma sempre dietro ad uno schermo, nel suo blog. Usa la rete come un rifugio, come spazio anonimo dove può scomparire e allo stesso tempo osservare, come un mondo alternativo che la attira e la trattiene per interi giorni. È la figura che tiene insieme le altre due storie: vede ciò che succede ma nessuno la riconosce. Il mondo online è percepito come uno spazio confortevole, ma allo stesso tempo una trappola in cui si può cadere.
Credo che pur essendo connessi, i protagonisti siano profondamente soli. Le loro vite online si incrociano senza riconoscersi. Elena è uno dei tre adolescenti che rappresenta la dimensione più silenziosa dello stare online. La sua storia è meno forte rispetto a quella di Giulio e Francesca, ma è quella che mi ha colpita di più, perché è lei che cerca sé stessa nella rete attraverso gli altri.
Se mi fossi trovata a vedere situazioni difficili dal punto di vista di Elena, il primo passo sarebbe stato di non restare da sola con quello che vedevo. A dodici anni è normale sentirsi indecisi, ma parlare con un adulto fidato non significa “fare la spia”, ma significa prendersi cura si sé e degli altri.
Nessuno può affrontare la rete da solo. Lo spettacolo mostra che anche chi osserva passivamente può vivere un disagio profondo. Non mi sarei esposta online, ma avrei potuto segnalare un contenuto a un adulto, per chiedere informazioni su come comportarmi.
Elena vede tutto ciò che succede ma non interviene, ma a dodici anni, anche un piccolo gesto può fare la differenza. Io avrei lavorato su chi sono, non solo su chi “vedo”. Elena vive immersa nelle vite degli altri, osservandole attraverso lo schermo. Ma questo porta a dimenticarsi della sua identità e a confondere la realtà con la dimensione digitale.
Al suo posto avrei provato a fare un’attività che mi piace fuori dallo schermo: fare sport, musica e riconnettermi alla vita con la mia famiglia e con i miei amici. La rete è un mondo enorme… ma non può essere l’unico.
AZZURRA ANTONUCCI - 2^I
Il green tour della 1^A tra teatro e ambiente
9 FEBBRAIO - Io e la mia classe (1^A) il 31 ottobre siamo stati al Piccolo Teatro, un teatro molto importante di Milano che, nonostante il nome suggerisca altro, è in realtà davvero molto grande.
L’obiettivo dell’uscita? Scoprire il teatro dietro le quinte. Già dall’inizio abbiamo capito che non sarebbe stata una visita come le altre: c’è stato subito un cambio di programma… un contrattempo! Ma iniziamo con ordine.
Essendo arrivati con mezz’ora di anticipo, abbiamo fatto merenda e la prof. Bruno, iconica come sempre, ci ha fatto tantissime foto, anche all’interno del teatro. Finite le foto, il nostro appuntamento sarebbe dovuto iniziare presto, ma la guida era in ritardo. Quando è arrivata, si è presentata: si chiamava Reghina. Ci ha detto che avremmo dovuto aiutarla, perché il suo collega Pietro non poteva esserci a causa di un brutto imprevisto familiare.
Reghina ci ha spiegato la nascita del progetto e di quando, all’inizio, lei e il suo collega Pietro (in quel momento interpretato dal mio compagno Federico) avevano discusso sul nome da dare al progetto. Alla fine Pietro aveva ceduto e avevano scelto il nome “Isola degli alberi”.
Entrati nella hall del teatro, abbiamo incontrato Pietro, il vero Pietro, che ha salutato al volo Reghina, mentre lei - disperata - gli diceva: «Cosa devo fare? Io non so recitare!». Lui le ha risposto: «Tranquilla, devi solo spiegare… niente di che!» e poi ci ha salutati.
Iniziata la visita, siamo entrati in una parte del teatro dove c’erano delle vecchie locandine di spettacoli teatrali. Reghina ci ha spiegato che quelli erano stati i primi spettacoli del Piccolo, un teatro antichissimo. Subito dopo siamo entrati nella stanza dell’elettricità: Reghina ci ha detto che avevamo un permesso speciale per entrare, anche se c’erano dei lavoratori.
Una volta entrati, ci hanno accolti musica ad alto volume, rumori di metallo e un baccano assordante. Io ho pensato: “Vabbè, è solo un po’ di musica… niente di che”. Ma subito dopo lei ha aperto una porta ed è spuntato un operaio con un forte accento tedesco, molto arrabbiato per l’interruzione. Ci ha detto: «No signorina, no no, io sto lavorando, su portali via o chiamo la polizia!». Reghina ha risposto: «Sono solo dei bambini». Eravamo tutti impauriti e nessuno ha pensato che stessero recitando. Il mio sguardo si è incrociato con quello della prof. Zichella, che ha sorriso, ma anche lei sembrava sotto shock!
A un certo punto Reghina gli ha tolto il cappello da lavoratore e ha rivelato la sua identità: era proprio Pietro. Lei, molto arrabbiata, lo ha rimproverato dicendogli: «Io ci tengo così tanto e tu fai così?!». E lui ha risposto: «Pietro? Io mi chiamo Peter», ridendo e continuando a interpretare l’operaio tedesco.
Così Abbiamo continuato la visita con Peter, che ci ha mostrato una bici magica capace di produrre elettricità solo pedalando. Poi, a causa dell’arrivo di un tornado frastornante, Pietro ci ha fatto scappare via. Abbiamo consegnato dei nostri vecchi indumenti per dare loro una seconda vita e siamo entrati nella sartoria del teatro.
La visita è proseguita tra corse, messe in scena e video sull’ambiente. Abbiamo visto i camerini degli attori, il guardaroba del teatro e una stanza grandissima dove si conservano i vestiti già usati negli spettacoli, che vengono catalogati e riutilizzati. Dal guardaroba è spuntato di nuovo Pietro, questa volta travestito da ragazzo impertinente che continuava a dire a Reghina: «Vita mia, vorresti un caffè!». Ci ha rincorsi per tutto il guardaroba, importunandoci con insistenza, e così Reghina ci ha spiegato l’importanza del consenso.
Insomma, una visita guidata strampalata ma davvero molto divertente. Alla fine ci siamo salutati nella sala di una scuola collegata al teatro: lì Pietro suonava il flauto mentre Reghina ci ha fatto un discorso sull’ambiente e sul rispetto della natura e di tutti gli esseri umani.
Al momento dei saluti, però, dovevamo andarcene ma la porta era bloccata… perché prima dovevamo leggere la Carta dei diritti dell’Isola degli alberi. Ed ecco che, bidibibodibibu, la porta si è aperta! Reghina e Pietro ci hanno regalato una pianta da tenere in classe. Le abbiamo dato un nome, non senza litigare, ma alla fine la prof. Bruno ci ha messo d’accordo su: “Splash”!
HAGAR ALLAM
Elementari e medie di Mann assieme per l'orientamento
19 GENNAIO - Dopo l'orario scolastico, mercoledì scorso, alle ore 16:30, nella palestra della scuola primaria del plesso FALCONE BORSELLINO, il comitato genitori insieme ai docenti e agli studenti della scuola secondaria, in collaborazione con le maestre delle quarte e quinte elementari, si sono incontrati per augurarsi Buon Anno e per confrontarsi su aspettative, curiosità e perplessità circa la scuola secondaria.
Nei giorni precedenti, infatti, i bambini della primaria erano stati inviati a scrivere le loro domande, a cui gli studenti e i docenti della secondaria, durante la merenda, hanno provato a rispondere.
Grande è stata la partecipazione. Circondati da musica e deliziose sfiziosità tutti i partecipanti hanno accolto positivamente l'iniziativa, che si spera sia l'inizio di piccole e grandi collaborazioni tra i due ordini di scuola.
GRETA DI STEFANO 😁
Centosettantré i partecipanti, ma i protagonisti sono stati i nostri alunni
15 DICEMBRE - Aprirsi per scoprirsi, accogliere per raccogliere. Le iscrizioni, certo. Ma soprattutto le soddisfazioni dei partecipanti, le tensioni che si sciolgono in un sorriso, i frutti di un duro lavoro avviato con gli studenti in prima e che spesso maturano tra i corridoi e le aule di quel grande villaggio multifamiliare che la scuola si accorge di essere durante l'open day, pure se lo è quotidianamente.
Sotto Natale è questo che la giornata aperta alle famiglie e ai bambini di 5^ Primaria porta in dono con sé: la consapevolezza! E così è stato anche sabato scorso, quando i ragazzi di terza secondaria (ma anche alcuni di prima e di seconda) e i docenti tutti hanno maturato - l'espressione ritorna - l'idea che i protagonisti dell'open day non siano tanto gli ospiti, quanto i giovani "padroni di casa".
Se chi viene dall'esterno nota - come manifestato tramite il questionario di cui diamo conto più giù - quanto questi abbiano sviluppato capacità e abilità didattiche e percepisce anche uno spontaneo feeling tra i docenti e gli allievi, allora ecco che l'open day riesce ad andare oltre la funzione di mero ed estemporaneo spot per divenire fotografia del "valido" vero (per strizzare l'occhiolino allo scrittore cui il nostro plesso è intitolato). Un'istantanea che ci si porta dietro come ricordo da titar fuori poi al momento dell'iscrizione alle vecchia scuola media.
A proposito di iscritti, ben centosettantatré sono stati i nuclei familiari accorsi alla giornata di sabato scorso, portati in giro per la scuola-villaggio, lungo i quattro diversi percorsi ideati dall'apposita commissione (proff. Caglio e Di Matteo), dai nostri encomiabili ciceroni, che sono riusciti a entrare in grande sintonia coi gruppi loro affidati, tanto da ricevere più domande dei docenti medesimi 😁 e tanti attestati di stima.
Più che moderni Virgilio (guida dantesca presso Inferi e Purgatorio), i 19 ragazzi coinvolti, e splendidamente diretti dal prof. Di Luca, sono stati novelli Beatrice e San Bernardo, avendo condotto grandi e piccini in un paradiso di attività e laboratori uno più bello e affascinante dell'altro.
Ad esempio quello di robotica del prof. Caglio al piano interrato, con la sua stampante 3D e i robottini telecomandati dagli allievi del suo corso, oppure - in palestra - i numerosi giochi sportivi messi in piedi dai docenti Forni e Pizzuto.
Salendo al primo piano poi - tra un caffè e un pezzo di torta gentilmente offerti dall'infaticabile comitato genitori - largo spazio all'area linguistico-letteraria, coi laboratori di italiano delle professoresse Gambetta e Carravieri, quello di storia della Giusto e di geografia della Bassanini; ma anche con la gettonatissima aula d'inglese, gestita dalle insegnanti Semperlotti e Fava. Senza dimenticare anche quella sull'ampliamento dell'offerta formativa della prof. Fiumara.
Salendo ancora più su, c'era poi la presentazione della dirigente, dott.ssa Maria Stefania Turco, e del vicario, il prof. Famiglietti, che per ben quattro volte hanno presentato l'organizzazione e le attività curricolari ed extracurricolari ai diversi gruppi familiari avvicendatisi. Quest'ultimi - sempre al secondo piano - hanno anche potuto prendere parte alle attività di arte del laboratorio condotto dal prof. Raimondo e dalla Ceno, e a quelle di informatica, preparate dal docente Cannistrà (che ha pure avuto modo di mostrare i nuovi pc di una delle due nostre aule computer). Prima di passare poi all'ultimo piano, non poteva mancare un viaggio tra la Francia della prof. Mauri e la Germania della prof. Lionello.
Note tutt'altro che dolenti, infine, al terzo ed ultimo piano dove, oltre alla proposta musicale della docente Mirra, ad allietare il percorso dei nostri piccoli e grandi ospiti ci hanno pensato i docenti di strumento dell'indirizzo musicale: Scarlato (pianoforte), Prete (violino), Rizzo (flauto) e Tavano (clarinetto). Non da meno, però, anche il laboratorio scientifico delle docenti Quarta e Magnifico. E, ad includere tutto e tutti, il punto informativo su BES e certificazioni del referente inclusione De Cicco, coadiuvato dal prof. Casertano.
Tutti i laboratori, ovviamente, sono stati realizzati grazie alla partecipazione e al contributo degli alunni delle classi terze (in qualche caso anche delle prime e delle seconde), ormai maturi per staccarsi dall'albero del primo ciclo di scuola e andare a germogliare ancor di più su quello della secondaria di secondo grado, per far spazio - si spera - ai numerosi bambini che sabato hanno già familiarizzato con la nostra scuola.
LA REDAZIONE
La scuola e la vita nei laboratori della Falcone - Borsellino
15 DICEMBRE - Il teatro per mettersi nei panni degli altri, gli omini di cartone da assemblare perché ci si costruisce giorno per giorno, i segnalibri in lingue perché si comunica anche coi gesti; e poi l'attività motoria e l'orto, per coltivare il benessere psico-fisico, ma anche perché a scuola si seminano germogli-bambini e si raccolgono frutti e fiori-ragazzi. Questo e tanto altro è stato l'open day del plesso Falcone - Borsellino, andato in scena sabato 29 novembre: una grande metafora della vita e della scuola stessa.
Grande regista dietro la macchina organizzativa il prof. Michele Vitolini, da mesi a studiare e provare - tra presentazioni, locandine e proseliti - il copione di un evento che ha saputo mostrare l'essenza stessa del plesso di via Mann.
A partire dal LABORATORIO DI LINGUE delle docenti Coppini (inglese) e Popolo (francese), che hanno messo su uno shopping center in cui qualunque compravendita doveva avvenire ovviamente nelle due lingue straniere. Ad arricchire gli scaffali anche delle vere e proprie madeleine e degli english biscuits, sfornati dall'invidiabile comitato genitori. Quest'ultimi, inoltre, con l'ausilio dei figli-alunni, hanno anche inserito delle frasi motivazionali all'interno dei sacchetti che i bambini della primaria hanno poi portato a casa, assieme pure ai segnalibri recanti citazioni e disegni di vario genere.
Al GENERE TEATRALE si sono, invece, dedicate le proff. Chirico e Bruno. La prima ha proposto un laboratorio ludico, condotto da quattro alunni di 2^B - Ficarra, Fucà, Pasini e Makram - e presentato da Russo di 3^B, i quali hanno prima fatto esplorare ai loro visitatori lo spazio a ritmo di musica, per poi far esprimere loro l'emozione provata (statue musicali). In seconda battuta i bambini hanno prodotto suoni tramite il corpo e il movimento (la macchina del suono). Dopo questi preamboli, tutti in scena per una breve rappresentazione a tema medievale, e poi improvvisazioni guidate sulla base di alcuni copioni.
La docente Bruno, invece, ha fatto ascoltare la fiaba "I doni della brocca", per poi farne impersonare alcuni protagonisti. Dopodiché i bambini si sono cimentati con un'escape room - che riproponiamo qui - sul racconto medesimo.
Un'altra evasione da un luogo misterioso è stato organizzato anche dall'insegnante Chiara La Placa, che ha creato una Mistery Room digitale di grande impatto e successo.
Nessuno ha provato, invece, a scappare dal LABORATORIO DI ARTE, dove i presenti si sono divertiti a realizzare omini con pezzi anatomici di cartoncini colorati preparati dal prof. Raimondo: ne sono venuti fuori di simpatici e bellissimi. Ma i ragazzi hanno anche potuto creare modellini di città e disegnare e colorare ispirati dalla loro fervente creatività.
Si è corso, e pure tanto, invece, in PALESTRA, sotto lo sguardo burbero e attento del prof. Pizzuto, che ha organizzato una serie di giochi e di attività sportive per i più piccoli.
Sul tema della salute anche il PROGETTO ORTO, condotto dalle docenti La Placa e Fumagalli, in collaborazione con i tecnici volontari dell'Orto Comune Niguarda.
Gran chiusura, infine, coi saluti finali, allietati da un'allieva di 2^B, Deng Jiaxin, che si è esibita al pianoforte suonando "Call of silence" di Hirouki Sawano a quattro mani con la docente pianista Martina Pulvirenti.
Qui una video-sintesi della giornata creata dalla prof. Speranza: VIDEO
LA REDAZIONE
Riflessioni e recensioni della Falcone-Borsellino su "Il ragazzo dai pantaloni rosa"
15 DICEMBRE - Il 20 novembre 2025 tutti gli studenti del plesso Falcone-Borsellino hanno assistito, presso l'Anteo di City Life, alla proiezione del film "Il ragazzo dai pantaloni rosa". La visione, nell'ambito del progetto "Next, schermi di classe", promosso dall'AGIS Lombardia, ha offerto a tutti gli alunni la possibilità di riflettere sui temi del rispetto, dell'identità e del coraggio di essere sé stessi, concetti sui quali molto spesso ci troviamo a discutere, anche nell'ambito dei percorsi di educazione civica che sperimentiamo in classe.
Una di queste discussioni è avvenuta proprio a corredo della visione del film: a chiusura della giornata scolastica tutti gli alunni hanno, infatti, preso parte ad un incontro tenutosi nell'aula magna della scuola. Dalla stessa sono emersi pensieri e considerazioni molto profonde, tanto da portare alla realizzazione di un manifesto contro il bullismo e il cyberbullismo (in foto), che campeggia tra i corridoi del plesso.
Inoltre, diversi alunni della prof. Chirico hanno provato a scrivere una recensione della pellicola cinematografica. Di seguito ve ne proponiamo due:
PAOLA BRUNO - 3^A
“La vita è come dei vasi di fiori che cadono dai balconi. Se sei fortunato li schivi, ma se invece sei un po’ più lento ti centrano in pieno e ti uccidono.”
Queste furono le parole della madre di Andrea Spezzacatena, un ragazzo dall’animo gentile e delicato… come un fiore in primavera, seppellito dalla neve invernale: fredda e pesante, come i giudizi che ricevette.
Aveva quindici anni quando si uccise, senza lasciare nessuna lettera d’addio… solo un vuoto che nei cuori dei suoi cari rimarrà per sempre, come un pezzo di puzzle mancante.
Il film fatto in merito a questo caso rappresenta, con scene tristi e appuntite nei dettagli, le disgrazie che attraversò Andrea: dagli insulti sul suo modo di vestire al suo carattere.
Un dettaglio che rende il film ancora più impressionante è il modo in cui non si parla esplicitamente del lato effeminato di Andrea.
Lo si può intuire dal comportamento che ha verso Cristian, il ragazzo popolare e sportivo della scuola, rivelatosi un lupo tossico e manipolatore; ma questo Andrea lo capirà troppo tardi, quando l’umiliazione lo avrà già disintegrato.
La madre scoprì la verità solo quando, dopo la morte del figlio, entrò sul suo profilo Facebook e trovò il canale chiamato “Il ragazzo dai pantaloni rosa”, che conteneva foto di Andrea e insulti omofobi rivolti a lui.
Ciò, molto probabilmente, fu la goccia che fece traboccare il vaso e che lo condusse al gesto estremo: togliersi la vita.
Questo film mi ha suscitato emozioni come tristezza, pena, rabbia e disgusto.
Alla fine Andrea era solo un ragazzo che, dopo essersi aperto alle persone sbagliate, è stato spogliato della sua dignità e lasciato senza protezioni in un mondo troppo duro e freddo.
Ho visto questo film tre volte e mi ha segnata ogni volta.
Provo puro disprezzo e rabbia per le persone superficiali, che non si rendono conto del peso delle parole e delle azioni, e di ciò che possono provocare, sia dal vivo che online, in un mondo pieno di leoni da tastiera capaci di distruggere la vita di una persona.
Odio la gente che non rispetta e non accetta gli altri, dato che ognuno di noi ha il diritto di essere se stesso.
In un mondo migliore non si può proibire a un albero di essere un albero, a un fiore di essere un fiore e all’azzurro di diventare cielo (Özpetek).
ARSEANA ALI' - 3^A
Il film “Il ragazzo dai pantaloni rosa” mi è piaciuto molto, perché ci insegna molte cose importanti.
È tratto da una storia vera, il che lo rende più reale ed emozionante.
I fatti accaduti al ragazzo, Andrea Spezzacatena, ci insegnano a metterci nei panni degli altri, a rispettare il prossimo e, soprattutto, a rispettare noi stessi.
Andrea ha subito bullismo e cyberbullismo e ciò mi ha fatto provare molta compassione per lui.
Lo so, la vita può essere difficile qualche volta: puoi pensare di essere la persona più sfortunata di tutta la galassia, ma questo non vuol dire che devi finire la tua vita con le tue mani.
Ricorda: ci sono persone che ti vogliono bene. Alcuni non sanno come esprimerlo, altri lo dimostrano con tutta l’anima.
Anche se non l’ho mai visto o conosciuto, gli voglio molto bene.
Vola in alto, felice e beato, Andrea.
Dalle bellissime recensioni delle due alunne si intuisce che questa esperienza è stata unica ed emozionante, tanto da essere riuscite a trasmettere queste sensazioni anche a noi!
LORENZO ROCCA
Una rappresentanza di alunni di prima al San Siro per Inter - Lazio
Il giorno domenica 9 novembre io e altri 13 compagni siamo andati a San Siro a vedere INTER-LAZIO, ci hanno accompagnati il prof. Michele di Matteo e la prof. Alessandra Magnifico.
Per scegliere i ragazzi che avrebbero assistito alla partita - gratuitamente, grazie al Comune di Milano - è stato effettuato un sorteggio con tutti i ragazzi iscrittisi nei giorni prima.
La partita è iniziata la sera alle ore le 20:45 ed è finita alle 22: 30, per arrivare a San Siro ci siamo fatti accompagnare dai genitori. Io, ad esempio, sono partita da Bignami e ho preso la linea lilla della metropolitana e sono arrivata al capolinea in circa 25-30 minuti.
Seduti al 1° anello verde, abbiamo potuto assistere all'evento in maniera molto serena, visto che si trattava di due squadre gemellate: non c'è stato molto casino quando sono entrati i giocatori.
Per la cronaca, la partita è finita molto bene per l'Inter, infatti ha vinto 2-0. Appena scese le squadre in campo LAUTATO MARTINEZ ha segnato il primo gol, poi anche Bonny, ad inizio ripresa, ha segnato un gol indimenticabile. Specie per il prof. Di Matteo, grande tifoso della Lazio.
CAMILLA PALERMO⚽