I Giochi Matematici del Mediterraneo
a cura della 3D
Lo scorso 6 novembre l'Ic Di Giacomo-De Nicola Agerola ha partecipato alla qualificazione d'istituto dei Giochi Matematici del Mediterraneo
In quella fase 80 alunni della scuola primaria e 77 alunni della secondaria si sono qualificati alla selezione successiva.
Il 7 e 8 marzo si è tenuta la finale di area presso l'Istituto Maria Ausiliatrice, al Vomero ed anche questa volta i nostri compagni si sono distinti per talento e capacità.
Tutti gli alunni della scuola primaria hanno conseguito ottimi risultati classificandosi entro i primi dieci e Cavaliere Mattia, di classe terza primaria, si è classificato addirittura secondo.
Per quanto riguarda la scuola secondaria, il nostro compagno Naclerio Giuseppe ha conquistato il podio e andrà a Palermo per gareggiare alle finali nazionali, mentre Naclerio Gemma si è classificata seconda.
Tantissimi auguri a tutti i partecipanti, ancora una volta abbiamo dimostrato che impegno e perseveranza vengono premiati.
Grazie alle nostre prof che hanno contribuito al raggiungimento di questo importante traguardo per tutti noi.
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a cura di Coccia Gaetano e Acampora Armando 2E
“Sono nata il 12 giugno 1922 in una città bellissima .
Non ci crederete ma il caso ha voluto che la strada dove sono nata si chiamasse proprio "via Centostelle”: avrai sicuramente sentito parlare di Margherita Hack, la grande e che proprio così amava ricordare le sue origini.
Ma chi è stata questa straordinaria donna e studiosa italiana? Scopriamo insieme le sue conquiste e le sue scoperte.
Hack scoprì la passione per l'astrofisica e cominciò a studiare le stelle. Si laureò nel 1945, anche se non col massimo dei voti: 101 su 110.
Dopo la laurea iniziò a lavorare all'Osservatorio astronomico di Arcetri, a Firenze, dove si occupò di spettroscopia stellare, il suo principale campo di ricerca. Si occupava di studiare tutto il periodo di variabilità della stella per poterne dedurre le variazioni luminose a diverse lunghezze d'onda. In particolare, Hack si concentrò sullo studio di uno specifico tipo di stelle, chiamate variabili Cefeidi, incredibilmente brillanti, e dette variabili perché la loro brillantezza cambia nel corso del tempo. Dopo la laurea andò per un periodo di studio a Utrech e Groningen, in Olanda, e negli Stati Uniti. Qui conobbe il “padre” dell'atomica americana e, sempre negli Usa a Berkeley, scrisse, insieme all'illustre astronomo Otto Struve, fuggito dall'Unione Sovietica, uno dei suoi primi trattati, Stellar Spettroscopy, ancora oggi considerato un testo fondamentale per l'astrofisica. dal 1982 Margherita Hack ha inoltre avviato una stretta collaborazione con la sezione astrofisica della "Scuola internazionale superiore di studi avanzati" (Sissa), di Trieste.
a cura di Acampora Andrea, 3B
COMPORTAMENTO
Al di fuori della stagione riproduttiva, quando non sono impegnate a nutrirsi in mare, le iguane marine si raccolgono in gruppi serrati, talvolta addirittura l'una sopra l'altra. Giacciono sulle distese di lava, che sono una caratteristica predominante, ma non piacevole, delle Galapagos. Durante le ore più calde del giorno, cercano rifugio sotto i massi, nei crepacci o all'ombra delle rizoforee. All'inizio della stagione riproduttiva, i maschi delimitano dei piccoli territori, così piccoli che un'iguana può trovarsi sulla sommità di un masso, mentre un'altra giace ai piedi del masso. Occasionalmente, si accendono dei combattimenti, ma le dispute sono in genere risolte con esibizioni. Un'iguana maschio minaccia un intruso sollevandosi sulle robuste zampe e dondolando la sua testa tenendo la bocca aperta, per mostrare una mucosa rossa.
Se ciò non induce l'intruso a desistere, il possessore del territorio si fa avanti ed ha luogo un combattimento. I due si oppongono spingendosi con le loro teste ossute, finché uno dei due non cede e si ritira. Mentre le iguane marine si godono il sole, grossi granchi rossi passano e ripassano sopra di esse, soffermandosi di tanto in tanto pizzicandone e tirandone la pelle. Le iguane non se la prendono per questo, e con buona ragione, poiché i granchi non fanno altro che asportare le zecche dalla loro pelle. I fringuelli di Darwin si prodigano pure nello stesso servizio.
a cura di Acampora Andrea 3B
ALIMENTAZIONE
Le iguane marine si nutrono principalmente di alghe rosse e verdi, come Centroceras, Gelidium, Grateloupia, Hypnea, Polysiphonia e Ulva. Alcune specie di alghe, come Bifurcaria, Laurencia e Ochtodes, sono evitate a causa di deterrenti chimici. La scelta delle alghe dipende dalla disponibilità stagionale e dalla profondità dell'acqua.
Poiché l'acqua di mare è salata, le iguane marine ingeriscono una notevole quantità di sale durante l'alimentazione. Per gestire questo eccesso, possiedono ghiandole esocrine specializzate che escludono il sale in eccesso attraverso le narici, spesso lasciando depositi bianchi sulla testa.
Sebbene la dieta principale consista di alghe, le iguane marine possono occasionalmente consumare:
Feci di leoni marini e crostacei
Carogne di pesci
Insetti come cavallette e blatte
Neonati di leoni marini
Piante terrestri come Batis maritima in alcune popolazioni.
Le iguane marine sono animali ectotermi e, per mantenere la temperatura corporea, trascorrono del tempo al sole dopo l'alimentazione. I maschi adulti possono immergersi fino a 15 metri di profondità per nutrirsi, mentre gli esemplari più piccoli si limitano a foraggiare nelle zone intertidali durante la bassa marea.
Questa dieta specializzata consente all'iguana marina di prosperare nel suo habitat unico delle Galápagos, adattandosi perfettamente all'ambiente marino.
Volete scoprire altre curiosità su questo insolito animale? Allora ci vediamo al prossimo numero di Alidoro