il radiogiornale a cura della classe 3C
L'arrivo di Giovanni Impastato a San Lazzaro
Il corteo aperto da: Giovanni Impastato, la dirigente scolastica, l'assessore Regina Milo e lo scrittore Tonino Scala
a cura delle classi terze
Il 5 marzo al Campus Principe di Napoli di Agerola, la nostra scuola ha vissuto un’intensa e significativa giornata di legalità.
L’evento si è aperto con un corteo dei 100 passi percorso da noi ragazzi al fianco di Giovanni Impastato, fratello di Peppino.
Un gesto simbolico e potente con cui le nostre classi hanno voluto rendere omaggio alla memoria di Peppino Impastato e al suo impegno contro la mafia.
Subito dopo, è cominciato l'incontro vero e proprio e noi studenti abbiamo avuto l’onore di dialogare con Giovanni, che con le sue parole ha saputo incantare e coinvolgere tutti i presenti.
Un dialogo profondo, moderato dalla studentessa Elisa Anna Mascolo, arricchito dai contributi poetici dedicati a Peppino da ogni terza e con lo svelamento di un’installazione artistica raffigurante i ritratti dei protagonisti della storia di Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato.
L’atmosfera è stata resa ancora più intensa dall’accompagnamento musicale di Michela Battimelli, Antonella Mascolo e Martina Ferraioli, tre talentuose studentesse del nostro istituto, che con le loro chitarre hanno dato voce all’emozione della giornata, ricevendo calorosi complimenti da Giovanni che ha ricordato loro quanto la musica fosse importante per Peppino.
Alla presenza del prefetto di Napoli Michele di Bari, è stata poi inaugurata la Panchina della Legalità dedicata a Peppino Impastato nel parco della Colonia, un simbolo concreto del nostro impegno per la giustizia e la legalità.
A chiudere l’evento sono stati i rappresentanti del Consiglio Comunale Junior che hanno consegnato a Giovanni Impastato una targa per esprimere la gratitudine di tutta la nostra comunità scolastica per l’instancabile lavoro di Casa Memoria nella difesa dei valori di giustizia e del ricordo di Peppino.
Un’esperienza che ha toccato tutti noi nel profondo, ricordandoci che la memoria è un dovere e che la lotta alla mafia passa attraverso la cultura, la consapevolezza e il coraggio di fare ognuno la propria parte.
Grazie di cuore a Giovanni Impastato, agli attivisti di Casa Memoria, alla nostra cara dirigente scolastica dott.ssa Maria Criscuolo, ai docenti promotori dell'iniziativa prof.sse Lisa Erculanese, Angela Avitabile e all'intera comunità scolastica che ha lavorato alacremente per la buona riuscita di questo importante evento di legalità.
Grazie anche al Comune di Agerola per la collaborazione e al Campus Principe di Napoli per l'ospitalità.
le artiste all'opera
Elisa Mascolo di 3C, moderatrice dell'incontro
la targa donata a Giovanni dal sindaco del CCJ a nome del nostro istituto
il saluto dell'assessore Regina Milo
Giovanni con l'inseparabile Isidoro
l'intervento della dirigente scolastica Maria Criscuolo
Elisa presenta Giovanni
l'intervento di Giovanni Impastato
Giovanni Impastato con la prof Carmen Langella
Francesco Donnarumma legge il contributo in versi della 3D alla poesia di Peppino "E venne a noi un adolescente"
Anna Cuomo legge il contributo in versi della 3A alla poesia di Peppino "Fresco era il mattino"
Elena Brancati legge il contributo in versi della 3C alla poesia di Peppino "Lunga è la notte"
con le volontarie di Casa Memoria, la dirigente e l'assessore Milo
i complimenti di Giovanni al gruppo delle chitarriste della nostra scuola
i nostri compagni che tempestano Giovanni di domande e riflessioni
Il contributo in versi della 3B alla poesia di Peppino "Un mare di gente"
Shawn Palmire di 3D racconta l'art panel dedicato a Peppino e Felicia e realizzato dalle classi terze di Arte e Immagine
Giovanni Impastato apre il corteo con Tonino Scala, l'assessore Milo e la nostra dirigente scolastica
a cura di Apuzzo Giuseppe, Ferraioli Martina, Iovieno Giulia, 3A
La giornata del 5 marzo 2025 ad Agerola le classi dell’ I.C. Di Giacomo-De Nicola hanno avuto il piacere di incontrare Giovanni Impastato, fratello di Giuseppe Impastato, un ragazzo siciliano che lottò contro la mafia finché poté e che poi finì ammazzato. La giornata è iniziata con noi ragazzi che in coro abbiamo cantato la canzone “Cento Passi” dei Modena City Ramblers, per poi gridare a gran voce i nostri "NO".
l'intervento del prefetto di Napoli Michele di Bari
l'inaugurazione della Panchina della Legalità nel parco della Colonia Montana
Il racconto di Giovanni cattura l'attenzione dell'intera platea
A seguire, Giovanni ci ha raccontato cosa era successo al fratello, rispondendo anche ad alcune domande che i più curiosi gli hanno posto. Tra le tante storie si è soffermato sulla vicenda giudiziaria iniziata dopo la morte del fratello, per far sì che venisse riconosciuto come vittima di mafia e non come attentatore suicida, (ipotesi sostenuta dagli inquirenti).
l'incontro di Giovanni col prefetto di Napoli
l'intervento del sindaco di Agerola Tommaso Naclerio
il saluto con la nostra dirigente e lo scrittore Tonino Scala
il dolce suggello dell'amicizia fra Agerola e Cinisi
Ci ha anche spiegato come la mafia abbia occupato spesso ruoli chiave in diversi ambiti; infatti ci ha raccontato che tutti coloro che avevano provato a scoprire la verità su Giuseppe Impastato sono stati uccisi, mentre quelli che avevano semplicemente archiviato il caso sono ancora vivi. Ma Giovanni, nel corso dell'incontro, ha tenuto a farci conoscere il fratello nella sua vita privata, per farci capire che tipo fosse. Ad esempio, ci ha raccontato di quando, in un Carnevale a Cinisi, Peppino si sia travestito da pagliaccio per far divertire i bambini che incontrava.
Arriva il prefetto di Napoli
Quando la mattinata stava per concludersi, abbiamo visto entrare nella sala sua eccellenza Michele di Bari, ovvero il Prefetto di Napoli che, dopo aver salutato l’ospite d'onore, ha iniziato a parlarci dei pericoli della mafia, soffermandosi in modo particolare sul fenomeno delle “baby gang” e dell’abusivismo edilizio.
Alla fine della mattinata tutti ci siamo diretti fuori per inaugurare una nuova panchina nel viale della Colonia Montana, in onore di Peppino Impastato e della legalità.
Per noi è stata una giornata molto intensa ed emozionante perché ci ha permesso di capire cosa prova una persona a cui è stato ucciso il fratello e anche perché questa esperienza ci ha arricchito culturalmente ed emozionato profondamente.
l'incontro col sindaco Tommaso Naclerio