PIZZAUT
a cura della classe 1E
Pizzaut è una pizzeria ma è anche un iconico brand con uno slogan da urlo “Vietato calpestare i sogni”, è un’ occasione no profit ed è soprattutto un sogno. Pizzaut è una realtà italiana nata nella caotica Lombardia, a pochi passi da Milano, in quel capoluogo dove spesso si corre talmente tanto da non accorgersi nemmeno di chi ci è seduto accanto. E' nata una realtà che fa dell’attenzione all’altro il suo centro. Pizzaut è un luogo dove i sogni non sono calpestati ma fatti fiorire.
La storia di Pizzaut è nata nel 2017 quando un gruppo di genitori ha voluto sensibilizzare la società sul tema dell’occupazione delle persone autistiche. Così è stata aperta la prima pizzeria italiana gestita da personale autistico nel 2021, a Cassina de’ Pecchi. Questo progetto nasce per offrire a tutti i ragazzi autistici un presente fatto di dignità e lavoro per costruire il loro futuro.
L'AUTISMO
a cura di Naclerio Melissa, Vanacore Giuseppe, Moccia Ilaria, Di Martino Annalaura, De Gennaro Eva, 1E
La parola AUTISMO, derivata dal Greco autòs, che significa se stesso, venne impiegata per la prima volta in psichiatria da Eugen Bleuler per descrivere uno dei sintomi della schizofrenia, consistente nel ripiegamento su se stessi.
Nel 1943 Leo Kanner, pediatra tedesco emigrato in America, utilizzò il termine 'autismo infantile precoce' per descrivere un complesso di sintomi, una sindrome presente in un gruppo di 11 bambini .
Nel suo articolo Kanner descrisse undici bambini, di età tra i due e i dieci anni, il cui comportamento era del tutto peculiare e molto lontano dalla normalità, ma con caratteristiche che si ripetevano all'interno del gruppo.
Le persone autistiche non sono diverse da noi, ma con qualche difficoltà in più. Le persone che purtroppo soffrono di questa difficoltà vanno aiutate e non derise, perché anche loro hanno un cuore.
a cura di Mascolo Antonella, 3D
Papà Franco Antonello e suo figlio Andrea, un ragazzo autistico, che grazie a un grande lavoro di rete e all’utilizzo del metodo ABA è riuscito ad andare oltre la grave disabilità del figlio. Andrea aveva solo 3 anni quando papà Franco ha iniziato a notare comportamenti strani e “diversi” da quelli che dovrebbe avere normalmente un bambino di quell’età. La diagnosi è stata agghiacciante: sindrome dello spettro autistico.
Papà Franco ha deciso di non abbattersi perché suo figlio potesse vivere una vita il più possibile degna di essere vissuta.
E per fare tutto ciò ha dato vita ad una associazione: I bambini delle fate. I BAMBINI DELLE FATE è un’impresa sociale che dal 2005 assicura sostegno economico a progetti di inclusione sociale gestiti da partner e associazioni locali a beneficio di famiglie con autismo e altre disabilità.
L’associazione si occupa esclusivamente di raccogliere fondi regolarmente con un sistema innovativo, ci sono gruppi di sostenitori che accompagnano nel tempo, con continuità e possibilità di programmazione dei servizi, progetti di inclusione e autonomia volti a migliorare la vita delle tante, troppe famiglie che vivono la sfida dell’autismo e della disabilità ogni giorno.
Quanto è bello essere unici!🤗
a cura di Filippo Iovieno, 1A
Questa è una piccola storiella inventata da me, molto corta ma con un significato profondo. L’ho inventata durante il laboratorio di scrittura creativa, in Colonia, nei tre giorni dello studente. Allora…
Tanto tempo fa, in un campo sterminato, una famiglia di fiori rossi viveva felice, senza problemi. Ma un giorno, sbucò dal terreno un fiorellino bianco, completamente diverso dalla sua famiglia. Dopo una lunga riunione, decisero di non ammettere alla famiglia il piccolo fiorellino bianco, candido come la neve. Il piccolo fiorellino cominciava a essere sempre più disprezzato, allontanato e vittima di razzismo. I suoi giorni si fecero sempre più cupi e bui. Ad un certo punto, nel bel mezzo di una giornata si presentò, un altro fiore, di colore arancione, che si ribellò, poiché anche lui era stato allontanato dal gruppo. Pronunciò un discorso commovente, dicendo che i fiori di diverso colore, non possono essere inferiori per un colore diverso. Poi concluse con: “Quanto è bello essere unici!” Allora tutti i fiori rossi capirono come si sentivano i due fiori diversi. Da quel giorno non lo presero più in giro, la famiglia decise di accettarlo tra loro e vissero per sempre felici e contenti.
Questi temi si affrontano ancora oggi. Le persone di un colore diverso non possono ASSOLUTAMENTE essere inferiori a chi è bianco. Tutti devono avere gli stessi diritti, tra cui quello di essere liberi.