marzo/aprile 2025 n.19
L' Istituto Comprensivo Di Giacomo -De Nicola che ho il privilegio di dirigere, in occasione della giornata sulla legalità e sulla giustizia, ha avuto l'onore di incontrare Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978. Dalla viva voce di Giovanni abbiamo appreso chi fosse Peppino Impastato, un ragazzo che da Radio Aut, nella sua Cinisi, conduceva la sua lotta non violenta contro la mafia, mostrando un impegno e un coraggio non comuni. Pur vivendo in una famiglia mafiosa, essendo il padre un esponente di spicco della cosca di Gaetano Badalamenti, si esponeva quotidianamente attraverso la sua radio per denunciare i soprusi e l'omertà e per affermare il rispetto della libertà, del diritto e della giustizia.
E' stata una testimonianza toccante e dolorosa, quella di Giovanni del 5 marzo 2025, nella sala convegni del Campus Principe di Napoli.
Giovanni ha messo a nudo la sua vita, quella di Peppino, ma anche quella del padre Luigi. Ha ripercorso l'orrore del male con grande sofferenza emotiva, ma ha saputo restituire anche il desiderio di Peppino di uscire da una certa logica e la sua capacità di opporsi, grazie al seme della giustizia inculcato in lui dalla famiglia della madre Felicia, donna che ha combattuto fino alla fine dei suoi giorni per accertare la verità sulla morte atroce del figlio.
Che fosse un delitto di mafia, e che Peppino fosse una vittima innocente, lo si era appurato processualmente solo molti anni dopo quel 9 maggio -considerando che all'inizio, indagini superficiali ed investigatori compiacenti, lo considerarono addirittura un suicidio- grazie all'abnegazione di Felicia e di Giovanni.
Col film "I Cento passi "di Marco Tullio Giordana ed altri contributi dal mondo dell'arte e della cultura, la lotta, senza remore alla mafia, di Peppino e il suo sacrificio sono usciti dalle aule di giustizia ed hanno avuto risonanza nazionale ed internazionale, permettendogli così di continuare a "far rumore" anche dopo la sua morte.
A Peppino Impastato fu intitolato, ad Agerola, il circolo di Unità Popolare, presieduto dal compianto professor Alberto Silvestri, e nato nel 2007 dalla ferma volontà del dottor Tommaso Cuomo, già sindaco di Agerola, di piantare così un seme che potesse fecondare la nostra terra, che promuovesse valori di giustizia sociale, di solidarietà, di rispetto e di progresso culturale, valori che hanno sempre caratterizzato la sua vita professionale, sociale e politica e che sono di esempio e di stimolo per tutti noi, affinché si diventi cittadini consapevoli del proprio tempo.
Il testimone è ora passato nelle nostre mani, ricordiamoci di piantare sempre buoni semi, solo così potremo sperare in buoni frutti.
la dirigente Maria Criscuolo
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