a cura di Julia Aprea e Alessia Bevilacqua, 2A
Scie di fumo sopra i palazzi,
mani sporche, sguardi sazi.
La città dorme, ma loro no,
scrivono il futuro con inchiostro e coltello.
Regole di acciaio, codici antichi,
giovani ingannati da sogni fittizi.
Promesse di rispetto, potere e denaro,
ma chi sale in alto, diventa più raro.
Silenzio è la legge,
parola è la condanna,
qui chi sbaglia non vedrà l’alba.
Gente scompare tra voci e sospetti
inchiodate a una vita di debiti e patti stretti.
Ombre nere, tra i vicoli stretti,
comandano il tempo, spezzano i destini.
Chi prova ad uscire non trova la porta.
La libertà qua non è mai scontata.
Falsi sorrisi e strette di mano,
ma dietro le spalle lo sfruttano pian piano.
Sangue per terra, storie dimenticate,
mentre in alto brindano vite spezzate.
Non è rispetto, non è onore,
è solo paura che cambia nome.