Data di nascita: 26 agosto 1918
Città natale: White Sulphur Springs, Virginia
Istruzione: Laurea in matematica, West Virginia State College, 1937
Riconoscimenti: Presidential Medal of Freedom (2015) Silver Snoopy award (2016) NASA Group Achievement Award (2016) Congressional Gold Medal (2019)
Data di morte: 24 febbraio 2020
Katherine Coleman-Johnson, la scienziata afroamericana deceduta lo scorso febbraio a 101 anni, nacque il 26 agosto del 1918 a White Sulphur Springs (Virginia Occidentale). Geniale fin da bambina, sfidò pregiudizi razziali e di genere per studiare matematica e successivamente laurearsi a pieni voti.
Katherine, insieme alle colleghe Dorothy Vaughan e Mary Jackson, fu una delle primissime scienziate di colore ad aver lavorato alla NASA a inizio anni Cinquanta, quando le cosiddette "colored computers" erano segregate in uffici diversi e disponevano di bagni differenti e lontani rispetto a quelli del resto del personale, a causa del colore della pelle.
Nel 1938 Katherine fu ammessa alla scuola di specializzazione West Virginia University insieme ad altri due studenti afroamericani. Questo avvenne in seguito alla sentenza 337 della Corte Suprema degli Stati Uniti, con cui venne stabilito che la nazione avrebbe dovuto soddisfare le necessità di istruzione anche degli studenti di colore, il che segnò un importante punto di svolta della fine della segregazione.
Terminati i suoi studi, Katherine si dedicò alla ricerca e analisi di sistemi per l’aeronautica per poi diventare parte, a partire dal 1958, dei team di ingegneria aerospaziale. Durante questo periodo partecipò attivamente ai calcoli delle traiettorie di volo della missione Mercury (5 maggio 1961) che avrebbe portato nello spazio il primo uomo americano, il pilota collaudatore Alan Shepard.
Nel 1962 fu inserita nel team di controllo dell’affidabilità dei calcolatori elettronici, nel frattempo adottati dalla Nasa, venendo inclusa nei gruppi informatici che calcolarono le traiettorie della missione Apollo 11, che ha portato l’uomo sulla Luna. Inoltre, i suoi lavori di verifica risultano essere stati fondamentali per il riuscito ritorno a casa degli astronauti della missione Apollo 13, che durante il viaggio si trovarono in difficoltà a causa dell’esplosione di un serbatoio di ossigeno.
Prima del 1986, anno in cui si ritirò, offrì il suo contributo anche al programma Space Shuttle collaborando anche ai piani futuristici per una missione su Marte.
Katherine Johnson lavorò per la NASA per più di 30 anni, si ritirò nel 1986. Durante il suo pensionamento si dedicò a viaggi, famiglia e amici, senza però mai abbandonare del tutto il campo scientifico. Era solita dedicare intere lezioni ai giovani nel tentativo di ispirarli e incoraggiarli a fare del loro meglio sia nello studio, sia nella vita privata, spingendoli così a non abbandonare mai i loro sogni.
Tra i riconoscimenti a lei dedicati vi è un famoso grattacielo in Hampton, Virginia. In suo onore questo venne chiamato "The Katherine G. Johnson Computational Research Facility" attualmente occupato come Langley Research Center.
Nel 2015 l’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, insignì Katherine della Medaglia presidenziale della libertà, la più alta onorificenza civile negli USA, per il suo straordinario lavoro e importante contributo volto ai grandi traguardi degli Stati Uniti nel campo dell'aeronautica spaziale. L'anno seguente venne poi da lui citata nel discorso sullo stato dell'Unione come esempio dello spirito di scoperta americano.
A lei e ad altre due colleghe matematiche ed ingegnere afroamericane, è stato dedicato l’acclamato film “Il diritto di contare”. Questo racconta proprio il periodo di lavoro durante il quale Katherine si dedicò al tracciamento delle traiettorie per le missioni Mercury e Apollo 11.
In seguito viene riportata un'intervista eseguita da Vice riguardo il film e il punto di vista della scienziata. [in inglese]