Data di nascita: 23 marzo 1882
Città natale: Erlangen
Istruzione: Università di Erlangen
Data della morte: 14 aprile 1935
Amalie Emmy Noether, figlia di Max Noether e Ida Amalia Kaufmann, nacque il 23 marzo 1882 nella città bavarese di Erlangen. Si dimostrò capace fin dalla giovane età e riuscì ad entrare all'Università di Erlangen per studiare matematica nel 1904, poiché, fino all’inizio del Novecento, le donne non avevano accesso alle università. Dopo aver completato la tesi, lavorò all'Istituto di Matematica per sette anni, senza retribuzione.
Nel 1915, anno in cui formulò il teorema di simmetria (o teorema di Noether), fu invitata da David Hilbert e Felix Klein a far parte del Dipartimento di Matematica dell'Università Georg-August di Gottinga. Il senato accademico dell’università si rifiutò innumerevoli volte di attribuire a Emmy Noether il titolo di “Privatdozent” e lei per quattro anni tenne lezione a nome di Hilbert, il quale continuava a non comprendere che differenza potesse fare l’essere uomo o donna per fare matematica. In realtà, nessuno sottovalutava le sue capacità: era sicuro che lei fosse un genio, ma la chiamavano “il Noether” poiché “non potevano mettere la mano sul fuoco che fosse una donna”. Insegnò senza stipendio fino al 1923, anche se le fu concessa l'abilitazione nel maggio del 1919.
Durante il periodi trascorso a Gottinga, ttenne rispetto e stima a livello mondiale per i suoi innovativi lavori matematici, venendo anche invitata, nel 1932, al Congresso Internazionale dei Matematici di Zurigo. Quando, l'anno seguente il regime nazista le vietò l'attività di insegnamento in quanto ebrea, lei emigrò negli Stati Uniti d'America, dove ottenne un posto al Bryn Mawr College in Pennsylvania.
Albert Einstein scrisse un necrologio in suo onore sul New York Times poche settimane dopo la morte, il 14 aprile 1935, e venne definita “il più grande matematico donna di tutti i tempi” dal topologo Pavel Alexandrov.
Emmy Noether, durante la sua carriera, si era distinta affrontando molte questioni aperte della matematica. Ma la sua fama deriva dal fatto che riuscì a dimostrare il legame tra le simmetrie di un sistema fisico e le leggi di conservazione. Tale risultato fu davvero notevole infatti, contribuì a spiegare la relazione tra la legge di conservazione dell’energia e la simmetria temporale oppure a chiarire il legame tra la conservazione del momento e la simmetria spaziale, che garantisce l’invarianza nello spazio.
Noether trova modo di entrare nella questione studiando il principio variazionale introdotto da Hilbert per le equazioni di campo nella relatività generale, la teoria che in quegli anni stava rivoluzionando la scienza.
Hilbert era riuscito ad arrivare alla formulazione matematica della teoria della relatività generale, ma purtroppo molti problemi rimanevano ancora aperti. In particolare, il problema della mancata conservazione dell’energia, provocava diverse discussioni tra i fisici e i matematici del tempo. E soprattutto rischiava di mettere in crisi la stessa teoria della relatività generale. Proprio da questa questione, che Hilbert definiva “il fallimento del teorema dell’energia”, Emmy Noether prende l’iniziativa di risolverla.