Noto anche con il nome di regula al-chataim (termine orientale) o regula falsorum, il metodo della semplice falsa posizione risale ad antichi matematici cinesi ed egiziani.
Veniva adoperato dagli Arabi e dagli Indiani per la risoluzione di problemi, ed è presente in molti testi di aritmetica del periodo medievale.
Il metodo garantiva la risoluzione delle equazioni di primo grado e dei sistemi di equazioni lineari, saltuariamente anche le equazioni di secondo grado.
La base del procedimento consiste nell'attribuire all'incognita un valore particolare e nell'effettuare i calcoli necessari affinché si ottenga un risultato esatto.
Dato che la regola viene applicata su problemi di carattere lineare, i calcoli non fanno altro che utilizzare il concetto di proporzionalità diretta.
Il documento più antico dove viene utilizzato il metodo è il Papiro Rhind, un papiro che fu acquistato nel 1858 da un notaio e egittologo scozzese, Henry Rhind. Esso è anche noto come Papiro di Ahmes, lo scriba/maestro che lo trascrisse intorno al 1650 a.C.
Nel Papiro Rhind sono presenti diversi problemi la cui risoluzione (con il metodo della falsa posizione) corrisponde, in termini moderni, alla risoluzione di equazioni del seguente tipo:
x + ax = b e x + ax + bx = c
con a, b e c noti.
Il metodo si applica per risolvere una serie di problemi della forma generale:
con n e b interi positivi ed x ∈ E , essendo E l'insieme numerico (utilizzato dagli egiziani) composto da:
Nel problema 24 del papiro Rhind, ad esempio, chiede di "trovare una quantità che aumentata della sua settima parte dia il numero 19" questa espressione nel linguaggio simbolico odierno sarebbe uguale a
x + (1/7) x = 19
tramite il metodo della semplice falsa posizione si risolve così:
Se si adotta la falsa posizione 7, si ottiene come risultato 8 invece di 19. Mediante la proporzione:
19 : 8 = x : 7
si ricava che:
19/8 · 7 = x
e si ottiene:
x = 16 + 1/2 + 1/8