Il progetto "Ecosistema Educativo diffuso" rientra in un percorso di ricerca-azione che ha accumunato in questi anni la scuola Lionello Stock e la facoltà di Pedagogia dell'Università di Trieste nella figura di Gina Chianese, professoressa associata di Pedagogia generale e sociale e Coordinatrice del corso di laurea magistrale in Coordinamento e gestione dei servizi educativi.
Originariamente accolto dalla sezione delle Arti dello Spettacolo, il progetto ha trovato una sua naturale estensione nel prolungato Classico, a partite da una consonanza di intenti didattici ma sostenuto anche dalla dimensione interdisciplinare della cultura antica. Se infatti il sapere classico nelle Arti dello Spettacolo si manifesta a partire dalla particolare attenzione con cui si affrontano le tematiche del teatro antico (greco e romano) - accolte, studiate e reinterpretate dai ragazzi nella consapevolezza di quella particolare dimensione paradigmatica che è andata poi permeando le arti performative occidentali - nel modello Classico lo studio della lingua latina e della civiltà romana costituiscono i principali snodi disciplinari dello percorso scolastico triennale.
A partire da tali premesse, il progetto - seguito dal prof. Andrea Vecchia, coordinatore per l'Innovazione didattica del Tempo prolungato e dell'indirizzo delle Arti dello Spettacolo della Secondaria - si è dimostrato particolarmente fecondo, ponendo al centro della propria riflessione un doppio ripensamento degli ambienti di apprendimento, in assoluta coerenza con il modello pedagogico DADA che da tempo caratterizza la Lionello Stock. L'esperienza laboratoriale "Ecosistema Educativo Diffuso" ha condotto all'ideazione e alla creazione da parte del gruppo di ragazzi partecipanti (rappresentativi delle classi 1A, 1D e 2D) di due diversi spazi educativi, progettati a partire da un ripensamento architettonico e pedagogico-emozionale degli ambienti scolastici.
I testi che seguono sono stati realizzati dagli studenti Magali Boucher, Emilio Frleta, Marta Mazzarella, Sarah Sebti,
e Fosca Zoccolan della classe 2D, con il coordinamento della professoressa Claudia Gasparini
Il 23 ottobre 2024 si è svolto alla Scuola Secondaria di I grado “Lionello Stock” un incontro riguardante il progetto “Ecosistema educativo diffuso”, gestito dall’Università di Trieste. Vi hanno partecipato alcuni alunni delle classi 1A, 1D e 2D, con i docenti Claudia Gasparini, Lidia Mormino, Catia Trombetti ed Andrea Vecchia. L’attività è stata guidata dalle dottoresse Barbara, Elisa, Martina e Valentina.
L'attività è iniziata con la lettura di un albo illustrato dal titolo “Il mondo come lo vorrei”. L'albo è stato letto ad alta voce da una delle ricercatrici, di nome Martina. Il libro racconta la storia di un bambino che immagina che cosa farebbe se proprio lui fosse il presidente. Egli vorrebbe mettere tappeti elastici sui marciapiedi e piscine in ogni giardino. Da questi esempi si può capire che il protagonista propone cose apparentemente sciocche e inutili, perché ovviamente guarda il mondo con gli occhi di un bambino piccolo. In realtà dice anche cose importanti: farebbe sparire la plastica dal mare e aiuterebbe le persone senza soldi. Tutto il libro è accompagnato da bellissime illustrazioni. Questo albo è stato letto per far capire ai partecipanti che durante l'attività di progettazione i protagonisti erano proprio loro e che non c'erano limiti per la fantasia e per la creatività.
Successivamente si è passati ad una breve parte di teoria in cui sono state spiegate diverse parole chiave, come la progettazione partecipata e l’Universal design, cioè il concetto di spazio accessibile a tutti. Si è parlato anche di mappa percettiva. Poi sono state mostrate delle foto di spazi totalmente trasformati a Barcellona (creazione delle Superilles), a Milano e ad Amsterdam. Si sono istituiti dei confronti fra la situazione precedente e quella successiva alla trasformazione di questi spazi: è stato notato dai partecipanti che i cambiamenti erano stati tanti, come la pedonalizzazione di certe aree, l'aggiunta di verde, di decorazioni e di piste ciclabili: erano state inserite anche aree di gioco e spazi di colore.
Le immagini (a puro titolo esemplificativo) sono state tratte dai seguenti siti:
https://futuracity.altervista.org/superilles-di-barcellona-un-modello-di-urbanistica-innovativo/
https://ilgiornaledellarchitettura.com/2016/12/04/barcellona-tutti-pazzi-per-le-superilles https://misfitsarchitecture.com/2021/02/07/architecture-misfit-40-riken-yamamoto/
Le ricercatrici hanno invitato i partecipanti a riflettere sulle sensazioni che si avvertono quando ci si trova nell’aula nella quale è avvenuto l’incontro (aula denominata latino/teatro). Questa è ritenuta da alunni e alunne la stanza più creativa di tutta la scuola Lionello Stock. Alla vista, l'aula appare molto allegra, grazie a tutti i colori vivaci che risaltano sui cartelloni appesi alle pareti. Inoltre l'aula è assai fantasiosa, piena di poster di ogni genere, ma soprattutto riguardanti il teatro. C'è infatti una prevalenza di oggetti e decorazioni dedicate al teatro: alcuni alunni hanno affermato che la stanza è fortemente coinvolgente e particolare, grazie alla ragnatela di fili e al sipario di stoffa sospesi sul soffitto. Invece i rumori che si percepiscono in questa stanza sono talvolta fastidiosi: si può sentire in sottofondo il traffico al di fuori della scuola, combinato con il fruscio delle foglie; in alcuni giorni si può udire il picchiettio della pioggia sul vetro delle finestre. Talvolta si può sentire anche la musica proveniente da altre aule, oppure giungono le voci degli alunni che discutono tra di loro in corridoio e il rumore dello spostamento delle sedie e dei banchi al puntuale suono della campanella. Al tatto il pavimento e i banchi risultano duri, piatti, freddi e lisci, a differenza delle pareti che sono ruvide e irregolari, con qualche crepa e alcune imperfezioni. Nella stanza molto spesso non si sente alcun odore, però, dopo svariate ore trascorse nell'aula, si può notare un odore di chiuso e di umido, soprattutto nei giorni piovosi. Invece si sente l'odore della colla dopo che sono stati realizzati tutti i lavoretti che caratterizzano le attività durante l'ora di teatro. Si può anche percepire l'odore della merenda appena tirata fuori dallo zaino quando suona la campanella della ricreazione. Secondo gli alunni e le alunne, dentro questa aula la mente può essere invasa da molte sensazioni o emozioni tutte diverse tra loro che però la rendono davvero speciale, adatta a sollecitare la fantasia e la creatività.
Dopo la raccolta di idee sulla percezione delle sensazioni che si avvertono in questa aula attraverso i cinque sensi, le ricercatrici dell'Università hanno chiesto alle alunne e agli alunni di riferire quali attività di solito si svolgono in quell'aula. Le materie che si svolgono sono solitamente teatro, che include drammaturgia e scenotecnica con storia del teatro, e latino. Inoltre alcune volte può succedere di svolgere altre attività, per esempio i compiti. Infatti quando un professore è assente e non c'è un supplente, può capitare che la classe sia smistata, cioè gli alunni a gruppetti vengono distribuiti in diverse aule dove si svolgono le lezioni regolari. Per passare il tempo, se nelle lezioni precedenti sono stati assegnati dei compiti, gli alunni smistati possono iniziare a svolgerli, in modo da non doverli eseguire a casa. Successivamente le ricercatrici hanno invitato i partecipanti a indicare quali attività avrebbero voluto svolgere in quell'aula: le proposte sono state parecchie e una delle dottoresse le ha annotate su dei post-it che sono stati attaccati su un cartellone. La maggior parte di queste idee riguardava le materie umanistiche, soprattutto antologia, letteratura ed epica; quest'ultima si collega bene anche con il latino, poiché per esempio l'Eneide è stata scritta dal poeta latino Virgilio. Altre attività attinenti al latino sono la storia e la storia dell'arte. Come ultime materie sono state proposte biologia ed educazione civica. Un'altra idea, infine, è stata quella di creare un'area di lettura che offra per esempio libri relativi agli argomenti delle materie svolte.
Gli alunni, divisi in due gruppi durante la fase operativa, si sono dedicati alla realizzazione di due plastici:
un'ipotesi di ambiente di apprendimento ideale e un'aula-palcoscenico itinerante
Si sono raccolte le proposte degli alunni che partecipavano al progetto per allestire e migliorare l'aula di latino/ teatro attuale, in modo da rendere lo spazio più vivace e accogliente. Le ricercatrici hanno trascritto le idee su dei post-it che sono stati collocati su uno dei vari cartelloni colorati. Le idee erano davvero tante: aggiungere cartelloni che rappresentano l'insegnamento di latino nell'aula, creare uno spazio in fondo alla stanza allestito con poltrone e con uno scaffale biblioteca dedicato alla lettura di testi in latino o di autori latini e copioni di famose opere teatrali. Si è discusso su come equilibrare gli spazi dedicati a teatro e a latino, poiché ora si nota la maggior presenza di allestimenti dedicati al teatro, mentre i cartelloni di latino sono pochi. Si è proposto di aggiungere cartelloni sul latino e con citazioni di famosi autori della civiltà latina come ad esempio Virgilio. E’ stato anche proposto di aggiungere mensole sulle quali si possono esibire le creazioni degli alunni della sezione teatrale. Inoltre si potrebbero collocare dei riflettori per illuminare l'aula durante le prove di teatro. Ovviamente i riflettori dovrebbero essere di dimensioni ridotte, in modo da non occupare molto spazio. Un argomento molto discusso è stato quello riguardante la condizione dei banchi. La maggior parte degli alunni era d'accordo sul fatto che i banchi non sono ideali: così è stato proposto di allestire la stanza con banchi pieghevoli, in modo che, quando non sono in uso, si possono piegare e mettere a ridosso delle pareti o in un angolo. Un'altra idea era quella di personalizzare i banchi: ogni persona potrebbe abbellire il proprio banco con un foglio personalizzato da togliere poi a fine lezione. Generalmente quasi tutti erano d'accordo sul fatto che i banchi attuali non sono molto comodi o pratici.
Durante l'attività i partecipanti hanno riflettuto su come potrebbe essere realizzato un teatro portatile, dotato di strumenti che potrebbero essere utili ai ragazzi delle Arti dello Spettacolo che, come fanno i veri attori, si spostano per la città e si esibiscono talvolta anche nelle strade o nelle piazze. Gli alunni e le alunne si sono chiesti in che modo un piccolo teatro potrebbe diventare portatile: così sono state raccolte diverse idee. Una cosa che non manca mai in un teatro è un palcoscenico che però non è molto comodo da spostare: perciò si è immaginato un palcoscenico ripiegabile con delle rotelline che agevolino il trasporto. In questo modo, infatti, il palco può essere trasportato facilmente anche per i vialetti più stretti della città oppure lungo i corridoi a scuola: esso deve poter passare attraverso le porte delle aule. Il palcoscenico inoltre sarebbe dotato di una botola, per delle uscite di scena fantastiche. Ma per mettere in scena un vero spettacolo c'è bisogno di forniture di arredo, ad esempio mobili, come armadi, cassetti e letti; anche queste parti però rappresenterebbero un problema, se dovessero essere trasportate. Dunque è stato proposto di utilizzare dei mobili smontabili, più semplici da portare con sé. Agli attori serve anche un posto in cui cambiarsi: perciò è stato ideato un camerino ripiegabile, come una specie di separé, da trasportare con il palcoscenico. Nel camerino ci dovrebbero essere i vestiti degli attori e anche un riquadro per mettere un foglio con le battute da ripassare. Grazie a questo progetto e al contributo di tutti coloro che sono stati coinvolti è stato possibile inventare un vero e proprio teatro portatile.
PRIMO PLASTICO - L'AMBIENTE DI APPRENDIMENTO IDEALE: spazi morbidi e allungabili,
ridefinizione delle geometrie legate alla percezione dell'azione didattica, benessere emotivo ed apprendimento dinamico
SECONDO PLASTICO - LIONELLOUTDOOR - ideazione di un palcoscenico mobile, pensato come spazio didattico itinerante all'interno del territorio urbano, per condividere con la città performance teatrali e dibattiti culturali, anche coinvolgendo altre scuole
LA CONFERENZA DI RESTITUZIONE
Si precisa che anche i testi relativi a questo secondo momento progettuale sono stati realizzati dai ragazzi della classe 2D,
sempre con il coordinamento della professoressa Claudia Gasparini
Il 19 febbraio 2025 si è tenuta nell’aula magna dell’Istituto Comprensivo “Ai Campi Elisi” la conferenza dedicata alla sintesi del percorso svolto; vi hanno partecipato alcune classi della scuola Stock (1B, 1D, 1A e 2D), alcuni insegnanti, le docenti e le dottoresse dell’Università degli Studi di Trieste che hanno lavorato al progetto e anche tre genitori rappresentanti, nonché il coordinatore del progetto per il nostro Istituto, il prof. Andrea Vecchia. La professoressa dell'Università Gina Chianese ha illustrato le principali tappe dell’attività, richiamando i contenuti condivisi e i lavori svolti. Il progetto di ricerca infatti si è snodato attraverso diversi tipi di attività, che hanno coinvolto attori con competenze e ruoli di vario livello. In sintesi le fasi si possono così riassumere:
In particolare sono stati molto apprezzati dall'Università i modellini e la planimetria realizzati dai gruppi di alunne e alunni che nel precedente incontro si erano impegnati a proporre possibili soluzioni di allestimenti.
L'entusiamo partecipativo e la grande creatività dei ragazzi hanno portato, di fatto, alla creazione di due differenti ambienti di apprendimento, uno da realizzare all'interno di una normale aula scolastica e l'altro in grado di uscire dalla scuola: una sorta di "aula mobile di teatro" che può esser spostata in vari luoghi della città. Le ricercatrici dell'Università hanno accolto con grande stupore e gioia questa cosa, considerato che l'idea iniziale richiedeva di lavorare su un unico spazio.
L'analisi spaziale dei due modelli realizzati
Nella seconda parte della conferenza le dottoresse con laurea in architettura si sono soffermate ad illustrare alcune possibili soluzioni per ottimizzare gli spazi e renderli fruibili in diverse situazioni di apprendimento. Qui di seguito è possibile vedere la proposta riferita all'ambiente di apprendimento condiviso tra le discipline dello spettacolo e la lingua e civiltà latina. La proposta di una concezione fluida e dinamica degli spazi e degli arredi permetterebbe di trasformare il perimetro fisico dell'aula in un ambiente capace di accogliere, di volta in volta, le differenti attività.
Dal momento che il progetto affrontava anche la possibilità di portare "l'aula di Teatro" fuori della scuola, in vista della realizzazione del concetto di "outdoor education", sono state proposte varie soluzioni per concretizzare la richiesta di un "dispositivo mobile", ovvero un palco portatile, fruibile da ragazzi in ogni luogo della città e con cui trasportare eventualmente anche i materiali necessari per piccole rappresentazioni teatrali.
La ricchezza delle proposte è stata accompagnata da numerose riflessioni sulla disponibilità dimostrata dagli alunni e dalle alunne per ideare ambienti di apprendimento coinvolgenti, rispondenti alle loro necessità e ai loro desideri. Le ricercatrici dell'Università hanno elogiato, in particolare, la grande creatività dei ragazzi, che si sono distinti anche per la significativa autonomia nel lavoro di gruppo e per la capacità di trovare soluzioni democraticamente condivise. Sono seguite considerazioni sul ruolo della scuola che considera gli alunni come protagonisti della costruzione dei percorsi formativi.
Si è ripresa anche l'idea di un palcoscenico mobile e colorato in legno, realizzabile con strutture modulari leggere e facili da trasportare, con la possibilità di creare un palcoscenico-agorà-scolastico che i ragazzi della Stock potrebbero condividere con gli studenti delle altre secondarie della città, collocandolo a rotazione ora in alcuni spazi cittadini ora nei cortili delle scuole. Su questo palcoscenico i ragazzi, partendo dalla condivisone di argomenti comuni, che colleghino il teatro all'educazione civica e a temi come l'inclusione e il benessere, potrebbero ritrovarsi, recitare assieme, fare dei debate aperti ai cittadini.
In un importante momento conclusivo la Dirigente Scolastica, ringraziando l'Università della significativa opportunità di crescita fornita al nostro Istituto, ha ricordato come già da tempo la Lionello Stock, in quanto scuola DADA, sia particolarmente attenta ai bisogni dei ragazzi e stia operando in vista della creazione di ambienti di apprendimento sempre più capaci di coinvolgere positivamente gli studenti negli apprendimenti, con la speranza di essere sempre più aperta ed inclusiva rispetto alla città.
In data 22 maggio, dalle ore 9.00 alle 13.30 si è tenuto il Convegno universitario conclusivo, presso la sede di Portogruaro dell’Università di Trieste. L'incontro è stato inserito nel contesto del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2025. In questa prestigiosa occasione la classe 1D dell'indirizzo delle Arti dello Spettacolo ha presentato un breve filmato mostrando come lo spazio-classe può trasformarsi in uno spazio-teatro.