CARLO AZEGLIO CIAMPI
10° PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
10° PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
"Capi senza Stato", MARZIO BREDA
Con un passato nella Resistenza italiana e dopo la laurea in Giurisprudenza nel 1946, inizia la sua carriera alla Banca d’Italia dove rimarrà per 47 anni: Segretario generale nel 1973, Direttore generale nel 1978 e Governatore dal 1979 al 1993. Ha ricoperto in seguito numerosi incarichi di rilevanza internazionale e dall’aprile 1993 al maggio 1994 è stato Presidente del Consiglio durante una fase di difficile transizione istituzionale ed economica. Un forte rallentamento della crescita economica richiedeva immediate risposte e il governo Ciampi garantì l’applicazione della nuova legge elettorale approvata dal Parlamento.
Il 13 maggio del 1999 è stato eletto, in prima votazione, 10° Presidente della Repubblica Italiana. Considerato come figura fondamentale per l’adozione dell’euro e come uno dei presidenti più popolari, riuscì a trasmettere agli italiani un patriottico sentimento nazionale.
Grazie a lui, nel 2001, la Festa della Repubblica Italiana torna ad essere celebrata, dopo decenni, il 2 giugno, come giornata di festa nazionale.
Il 2 giugno del 2001, dopo ben 24 anni, viene ripristinata la festa della Repubblica.
Con la legge 20 novembre 2000, n. 336 data di fondazione della Repubblica, diventa di nuovo rosso sul calendario il giorno del 2 giugno. Per i precedenti 24 anni si era deciso di festeggiare la prima domenica del mese facendole perdere di fatto lo status di festa nazionale.
Chi difende l’ambiente e la natura non può dimenticare le sue affermazioni sull’attualità dell’articolo 9 della Costituzione:
“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione
Un ricordo concreto del Presidente è conservato dal WWF nell’Oasi di Orbetello: si tratta di un magnifico esemplare di sughera. L’albero fu piantato nel 2000 dall’ex Presidente insieme alla consorte, signora Franca, durante una visita ufficiale fatta in occasione della Giornata delle Oasi.
//31 dicembre 2003//
“Care italiane, cari italiani,
la notte di Capodanno è per tutti noi momento di speranze, di proponimenti, di riflessione.
Ho ancora nel cuore gli sguardi, le parole, la dignità, la compostezza dei familiari dei nostri caduti a Nassiriya. A loro va il mio primo pensiero. In loro ho visto l'immagine della famiglia, fondamento della società italiana, e l'espressione più alta dell'amor di Patria...