CHIEDIAMOCI: E’ POSSIBILE UN’EDUCAZIONE SESSUALE?
Agli adolescenti, più che dare spiegazioni tecniche, occorre parlare partendo dai turbamenti dell’anima.
A proposito della sessualità non ci sono parole, perché la sessualità non appartiene all’io, ma a quella dimensione inconscia che Freud ha denominato Es, che ospita quelle pulsioni (la sessualità per la riproduzione e l’aggressività per la difesa della prole) che non rientrano nell’economia dell’io, ma in quella della specie. Per questo chiamiamo sessualità e aggressività “passioni”, perché l’io le patisce, non ne dispone, come del pensiero del linguaggio dell’azione, ma le subisce. In un certo senso potremmo dire, che è la sessualità a disporre dell’io.
Anche Socrate, parlando nel Simposio di <<le cose d’amore>> dice che bisogna entrare in uno stato di dislocazione rispetto all’io, perché nelle cose d’amore si è in preda a una possessione su cui l’io non ha un gran potere tantomeno trova parole ad esprimersi. Per questo Platone annovera l’erotica tra le forme della “follia” che lui chiama “divina”, in cui collassano il linguaggio e le parole dell’io. Per questo scrive Platone <<Gli amanti che passano la vita insieme non sanno dire che cosa vogliono l’uno dall’altro. Non si può certo credere che solo per il commercio dei piaceri carnali essi provano una passione cosi ardente a essere insieme. E’ allora evidente che l’anima di ciascuno vuole altra cose che non è capace di dire, e perciò la esprime con vaghi presagi, come divinando da un fondo enigmatico e buio>>
Se il linguaggio manca agli amanti, pensi un po’ se è a disposizione dei genitori e dei figli. Quanto agli esperti di educazione sessuale, questi possono spiegare le tecniche , mettere in guardia dai rischi che si possono correre, ma neppure loro riescono ad approdare a quel fondo enigmatico e buio di cui parla Platone e in cui la sessualità consiste. Anzi con i loro insegnamenti creano un’atmosfera a tal punto asessuata, che chi ascolta i loro discorsi non trova alcuno parentela con la passione che prova. Se la sessualità appartiene a una follia che ci abita (come anche il linguaggio comune attesa quando dice : “mi fai impazzire, “mi fai perdere la testa”) , i discorsi razionali che vogliono spiegare con l’intenzione di educare hanno scarsa efficacia. Anche perché le spiegazioni non possono essere tecniche, mentre nell’adolescenza la sessualità si annuncia, come un collasso della visione del mondo che si aveva prima della comparse delle pulsioni sessuali ,turbamento ,disordine ,sogno , incantamento e talvolta anche dolore e disperazione. Di questo i genitori possono parlare quando intravvedono queste manifestazioni nei loro figli e, a partire da queste manifestazioni, possono attutirne l’inquietudine e il disagio, spiegando loro che tutto questo dipende dalla comparsa della sessualità. Allora il discorso è efficace, perché non parte dalla sua sessualità, ma dai turbamenti dell’anima per arrivare alla sessualità. I misteri (e la sessualità è un mistero diverso per ciascuno di noi) non si spiegano, nei misteri ci si inoltra con la propria esperienza, col chiacchiericcio, tra coetanei, quando il desiderio insorge, la curiosità si acuisce, e non quando si impartisce una lezione in una classe, senza tener conto delle diverse stagioni in cui la sessualità si manifesta negli adolescenti prima come un turbamento, che come un gesto erotico. E soprattutto non collettivamente, ma singolarmente, perché il pudore, di cui la natura ha fornito la specie umana, va salvaguardato nelle cose d’amore.