RIFLESSIONI CONTRO. MA A CHI SERVE LA RIFORMA SCLASTICA?
Mi fanno paura i corporativismi ,ed il popolo nn ha sempre ragione.soprattutto come insegnante ho ribaltato il mio punto di vista .Mi sono chiesto; ma la riforma scolastica a chi serve? Agli insegnanti o ai studenti?ho guardato la questione mettendomi dal punto di vista degli studenti.infatti ,a parte le scuole elementari che ,quando le frequentavo io, hanno fatto progressi davvero significativi.le scuole medie e le superiori soffrono per la carenza di insegnanti all’altezza del loro compito.Rari sono i “maestri” .maestro colui che conosce la sua materia e la sa insegnare,comunicare , e sa appassionare gli studenti alla cultura ,per quella dote personale che nn si puo’ “imparare”,ma si possiede per “natura”,fatta di una autorevolezza che gli studenti riconoscono e di una autentica vocazione e dedizione al compito educativo.”educare”infatti nn e’solo “istruire”,ossia trasmettere conoscenze,ma far presa sull’emotivita’degli studenti che, se nn entra in gioco ,preclude l’apertura della mente .del resto ,gia’ PLATONE segnalava che si apprende per “via EROTICA”.E tutti noi abbiamo studiato volentieri le materie insegnate da professori che ci affascinavano.Se noi insegnanti ,al pari di tutti quanti ci presentassimo a un colloquio di lavoro , che poi sarebbe un test di personalita’.” SOTTOPOSTI A TALE VERIFICA ,ONDE EVITARE CHE CHI NN POSSIEDE LE CARATTERISTICHE ADATTE POSSA RESTARE IN CATTEDRA PER QUARANT’ANNI A DEMOTIVARE GLI STUDENTI,SPRECANDO L’UNICA OCCASIONE CHE ESSI HANNO DI ESSERE EDUCATI IN QUELL’ETA’ INCERTA CHE SI CHIAMA ADOLESCENZA. Chi sono gli insegnanti “demotivati”lo sanno bene gli STUDENTI,I GENITORI E I COLLEGHI impegnati, per cui non dovrebbe essere difficile sottoporli periodicamente a verifica e,nel caso di comprovata inettitudine ,allontanarli dalla scuola .non basta aver vinto un concorso o aver insegnato per anni in condizioni di precariato per aver garantito il posto di lavoro a vita pur non essendo all’altezza del proprio compito.Perche’ nel privato questo non avviene ,mentre nel pubblico ,e soprattutto nella scuola dove in gioco non e’ il profitto ma l’educazione dei giovani ,SI? Non siamo tutti uguali davanti alla legge? Illustri intellettuali non trovano scandaloso che i PRESIDI ,magari affiancati dai colleghi della scuola ,piu’ impegnati,abbiano la possibilita’di assumere gli insegnanti piu’capaci e dimettere gli incapaci,premiando la meritocrazia,l’eccellenza e la concorrenza tra le varie scuole: i dirigenti scolastici che dovessero procedere per favoritismi vedrebbero ridursi inevitabilmente le iscrizioni e sulla base di questo dato oggettivo,opportunamente monitorato,sarebbero a loro volta dimessi. Per quanto concerne le prove INVALSI e le prove a quiz per l’esame di stato ,molti esperti ci dicono che sono forme assolutamente improprie per valutare la preparazione degli studenti.Ma , finche’ sono previste ,non e’ educativo che gli insegnanti inducano gli studenti a disertarle ,perche’ , come ci insegna Socrate condannato a morte ,le leggi vanno comunque rispettate anche se non condivise.