Ragazzi e telefonini
ci spiegano i prof vittorino andreoli e umberto galiberti che non siamo malati di social network ?
No : e quel modo di comunicare la vera malattia malata e la forma che ha assunto la comunicazione di massa dove chi riceve un messaggio finisce per leggere le identiche cose che
egli stessi potrebbere tranquilla mente scrivere ,e chi scrive narra le stesse cose che potrebbe leggere
inviate da chiunque .
il risultato e una sorta di comunicazione tautologica che , paradossaalmente finisce per abolire
l ' utilita della comunicazione .
Tuttavia non vi si rinuncia perchè , lo scopo di questo tipo di comunicazione è il desiderio di costruzione di un nuovo” io “ e la ricerca di approvazione . Due cose che denunciano da un lato la non accettazione di sé ,e dall 'altro quella forma d 'insicurezza che affida all' approvazione degli altri il riconoscimento di chi si vorebbe essere e non si è .
la non accetazione di se ricomincia dal corpo che ,dall' adolescenza fino alla vecchiaia ,si chiede
alla chirurgia estetica di poter modificare per poi estendersi all' immagini di sé ,offrendo sui social network una descrizione che non risponde a quell che si è ,ma a quel che si presume popssa essere approvato dagli altri.
Cosi ci si mette in mostra come i prodotti si mettono in vetrina.
E senza accorgersene diventiamo una “mostra” che chiunque può visitare .
E poi approvare o disapprovare , non argomentando ,(non si puo con 140 caratteri) ma scrivendo
semplicemente “MI PIACE” LA TECNICA CI ALTERA L' APPRENDIMENTO E IL MODO DI SENTIRE IL MONDO , INFATTI STIAMO PASSANDO DA UN INTELLIGENZA SEQUENZIALE (ELABORAZIONE DELL LEGGERE UN LIBRO )AD UNA (INTELLIGENZA
SIMULTANEA VEDERE UN QUADRO O LA TELE .) i messaggi diffusi nei social hanno una vita breve che si consuma, come tutte le cose in una societa dei consumi spinta all ' eccesso per qui il tempo delle riflessione e del pensiero si estingue in quel tempo breve della risposta emotiva non
pensata e non riflessa .
Se poi vogliamo considerare i danni fisici, che potrebbero preoccupare anche chi non è interessato
al pensiero , i giovani d oggi non sanno più vedere a distanza e non riescono a percepire la prospettiva . Prescindere da questi mezzi di comunicazione oggi diffusi su vasta scala non è possibile perchè , siccome il mondo della comunicazione passa attraverso questa rete , uscirne equivale a un ' esclusione sociale . E nessuno vuole provare l' angoscia la solitudine , l' esclusione
sociale . Istruiamo ed educhiamo alla technica .