GRANITA SICILIANA
La ricetta tradizionale della granita al limone siciliana richiede solo tre ingredienti (acqua, zucchero, limone) e può essere preparata facilmente a casa senza gelatiera. Il segreto per renderla cremosa e priva di grandi cristalli di ghiaccio risiede nel mescolarla regolarmente durante il congelamento.
INGREDIENTI
Acqua: 500 ml
Zucchero semolato: 200 g
Succo di limone: 250 ml (da circa 4-5 limoni biologici non trattati)
Scorza di limone: solo la parte gialla di 1 limone (facoltativa, per aromatizzare
PREPARAZIONE
Prepara lo sciroppo: Versa l'acqua e lo zucchero in un pentolino, aggiungendo anche la scorza di limone. Scalda a fuoco dolce mescolando finché lo zucchero non si sarà completamente sciolto. Spegni la fiamma prima del bollore e lascia raffreddare completamente a temperatura ambiente, poi rimuovi la scorza.
Spremi i limoni: Ricava il succo dai limoni freschi e filtralo accuratamente con un colino a maglie strette per eliminare tutti i semi e i residui di polpa.
Unisci i liquidi: Versa il succo di limone filtrato all'interno dello sciroppo di acqua e zucchero ormai freddo e mescola bene per amalgamare il composto.
Fase di congelamento (Senza Gelatiera): Versa il liquido in un contenitore largo e basso (preferibilmente d'acciaio o di plastica) e riponilo in freezer.
Rompi il ghiaccio: Ogni 30 minuti, estrai il contenitore dal freezer e mescola energicamente il composto con una forchetta o con una frusta da cucina per rompere i cristalli di ghiaccio che si formano in superficie. Ripeti questa operazione per circa 3 o 4 ore, fino a ottenere una consistenza granulosa, vellutata e soffice.
Rosa Vitale 3F
La produzione dell’oro commestibile
Nathan Rapagnetta
Benvenuti in una nuova edizione di “Ricette per il cuore”.
Oggi scopriremo come viene prodotto l’oro commestibile.
L’oro edibile risale all’antico Egitto, dove era considerato un ingrediente sacro, i faraoni lo mangiavano come simbolo di potere.
Nel dopo cristo venne sottomesso fino al 1981, successivamente venne riscoperto da Gualtiero Marchesi, chef riconosciuto per il suo risotto oro e zafferano.
Dove acquistare l’oro edibile?
L’oro edibile si può acquistare online, a partire dal costo di 10 euro.
Ingredienti per il risotto oro e zafferano
- 75 gr di riso carnaroli
- 20 gr di burro
- 5 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 12.5 gr di cipolla tritata
- 50 ml di vino bianco secco
- 0.25 lt di brodo leggero
- 1.25 gr di stimmi di zafferano
- 1 foglio di oro tra i 22 e i 24 carati
NATHAN RAPAGNETTA 3F
L’INSALATA DI RISO AL BASILICO
RICETTA
Nathan Rapagnetta
INTRODUZIONE
benvenuti a un altro ricettario del grillo parlante, oggi faremo un classicissimo: L’insalata di riso al basilico!
Ingredienti (dosa per 1 persona)
- 80gr di riso
- 1 pomodoro di Sorrento
- 15gr di pinoli
- 10gr di basilico fresco
- sale
- olio
Procedimentazione
Buttare la pasta
Metti a cuocere il riso in acqua leggermente salata
Preparare la salsa al basilico
Mondate il basilico, lavatelo, asciutelo e frullatelo insieme ai pinoli con un pizzico di sale e un filo d’olio
Mondare il pomodoro di sorrento
Mondate il pomodoro di sorrento e tagliatelo in cubetti
Condire i pomodori con la salsa al basilico
Condite i pomodori con la salsa di basilico
Mischia il pomodoro e il riso
Una volta cotto il riso, scolatelo, passatelo velocemente sotto l’acqua corrente e mischialo con i pomodori
CONCLUSIONE
ora la vostra insalata di riso al basilico è pronta! Ci vediamo alla prossima!
Carbonara:
una ricetta perfetta
Per preparare una carbonara perfetta hai bisogno di questi 5 ingredienti:
160 g di pasta. ( consigliati rigatoni e spaghetti)
120 g di guanciale stagionale. (niente pancetta)
4 tuorli d’uovo freschissimo
70 g di pecorino romano grattugiato al momento
Pepe nero in grani.a
taglia il guanciale a striscioline.Mettilo in una padella antiaderente senza aggiungere olio o burro e fallo rosolare a fuoco lento fino a quando non diventa dorato e croccante. spegni il fuoco e metti da parte una parte di grasso rilasciato per mantecare la pasta.
In una ciotola capiente,sbatti i tuorli con il pecorino grattugiato e una generosa macinate di pepe nero.Aggiungi un cucchiaio di grasso di cottura del guanciale per rendere il composto piu fluida.
Cuoci la pasta in acqua bollente e salata.Scola gli spaghetti o i rigatoni al dente, conservando una tazza con l’acqua di cottura.
Versa la pasta direttamente nella padella con il guanciale, aggiungendo po’ di acqua di cottura e il grasso messo da parte. Mescola bene per amalgamare.
Togli la padella dal fuoco e versa la pasta nella ciotola con crema di pecorino. Mescola energicamente. Il calore della pasta farà addensare l’uovo creando una crema liscia e setosa.
Servi subito la carbonara guarnendo con il guanciale croccante tenuto da parte, una spolverata di pecorino e altro pepe nero macinato al momento.
Giovanni rega 3B
PIZZA MARGHERITA NAPOLETANA
LA MARGHERITA REGINA DELLA TAVOLA!
Documenti d’archivio, falsi storici e segreti reali: tutta la verità sul piatto più famoso del mondo
NAPOLI - Oggi facciamo un viaggio nel tempo. Entriamo nei palazzi dei re e nei vicoli più poveri della Napoli dell’Ottocento. Vi sveliamo la storia definitiva della pizza Margherita. Insieme alla storia, troverete la ricetta perfetta dei grandi maestri pizzaioli.
LA STORIA DEFINITIVA: TRA MITI, FALSI STORICI E REALTA’
Dietro un piatto così semplice si nasconde un’indagine degna di un libro giallo.
L’ANTICHITA’: L’EVOLUZIONE DEL DISCO DI PASTA
La pizza non è nata nel 1889. Per secoli, a Napoli, la pizza è stata il cibo dei poverissimi. Era un disco di pasta di pane cotto in forno. All’inizio si condiva solo con il grasso del maiale, un po’ di formaggio duro e il basilico. Questa pizza si chiamava MASTUNICOLA ed esisteva nel Seicento. Il pomodoro, arrivato dall’America, fu considerato velenoso per molto tempo. Solo a metà del Settecento i napoletani iniziarono a metterlo sulla pizza, creando la prima base della pizza moderna.
L’EVOLUZIONE DEL CONDIMENTO
SEICENTO: Strutto e formaggio (Mastunicola)
SETTECENTO: Arriva il pomodoro (Nasce la Marinara)
OTTOCENTO: Si aggiunge la mozzarella (La futura Margherita)
LE PROVE SCRITTE: LA PIZZA ESISTEVA GIA’ PRIMA DEL 1889
Molti pensano che Raffaele Esposito abbia inventato la combinazione di pomodoro e mozzarella nel 1889. I libri di storia però dicono un’altra cosa:
- NEL 183O, un libro scritto da un autore chiamato Riccio descriveva già una pizza con pomodoro, mozzarella e basilico.
- NEL 1849 , il medico filantropo Emanuele Rocco scrisse di una pizza con sopra combinati pomodoro, formaggio e sottili fette di mozzarella.
- NEL 1866, lo scrittore Francesco De Bourcard, nel suo libro “USI E COSTUMI DI NAPOLI” descrisse perfettamente la ricetta: “Si aggiungono sulla pizza fette di mozzarella sottili, un po’ di pomodoro e qualche foglia di basilico”. Spiegò anche che le fette di mozzarella venivano disposte in cerchio. Sembravano proprio i petali del fiore margherita.
IL GIUGNO 1889: IL “COLPO DI MARKETING" DI RAFFAELE ESPOSITO
Se la pizza esisteva già, cosa successe nel giugno 1889?
I Re d’Italia, Umberto I e la Regina Margherita di Savoia, erano in visita a Napoli. Soggiornavano nella splendida Reggia di Capodimonte. La Regina era stanca dei cibi francesi serviti a corte. Voleva provare il cibo del popolo. Venne chiamato a palazzo Raffaele Esposito, capo pizzaiolo della pizzeria “Pietro… e basta così” (che oggi si chiama Pizzeria Brandi). Esposito portò i suoi forni portatili a Capodimonte. Preparò tre pizze. La regina si innamorò dell’ultima: quella con pomodoro, mozzarella e basilico. Esposito ebbe un’idea geniale. Disse che quella pizza era stata creata apposta per lei. La chiamò “Margherita” e spiegò che il rosso, bianco e verde erano un omaggio alla bandiera dell’Italia unita. Il capo della Real Casa, Camillo Gialli, scrisse una lettera di ringraziamento al pizzaiolo. Questo documento è ancora oggi custodito come un tesoro.
IL GRANDE DUBBIO DEGLI STORICI: LA LETTERA E’ VERA?
Negli ultimi anni, alcuni storici della gastronomia hanno analizzato a fondo quella famosa lettera del 1889. Hanno scoperto alcune cose strane:
il sigillo reale e la firma non sembrano corrispondere perfettamente ai documenti ufficiali del Re dell’epoca. Alcuni esperti pensano che la lettera sia stata creata molti anni dopo, intorno al 1930, dai proprietari della pizzeria per farsi pubblicità. Vero o falso che sia quel pezzo di carta, non cambia la magia. Raffaele Esposito ha trasformato un piatto povero, che i nobili schifavano, nel simbolo di una nazione. Da quel momento la pizza Margherita è diventata la regina di tutte le pizze.
LA LISTA DELLA SPESA:
Per fare 4 pizze tonde ci occorrono questi ingredienti:
- ACQUA: 500 grammi (a temperatura ambiente)
- FARINA TIPO 00: 850 grammi
- SALE FINO: 25 grammi
- LIEVITO DI BIRRA FRESCO: solo 3 grammi
- POMODORI PELATI: 400 grammi (da schiacciare a mano)
- MOZZARELLA/FIOR DI LATTE: 300 grammi
- OLIO EXTRAVERGINE D’OLIVA: un filo
- BASILICO FRESCO: tante foglie verdi
I QUATTRO PASSI DEL PIZZAIOLO:
1. FARE L’IMPASTO: prendi una ciotola grande. Versa tutta l’acqua e sciogli dentro il lievito. Aggiungi metà della farina e mescola con le mani. Metti il sale e poi il resto della farina. Lavora il panetto sul tavolo per 15 minuti finchè diventa liscio.
2. IL GRANDE RIPOSO: copri l’impasto con un panno umido. Lascialo riposare per 8 ore a temperatura ambiente. Questo segreto serve a rendere la pizza leggera e digeribile.
3. STENDERE LA PIZZA: dividi l’impasto in 4 palline. Lascialo riposare ancora un ora. Poi schiaccia ogni pallina con le mani partendo dal centro verso il bordo. Non usare il mattarello! Il bordo deve restare gonfio: questo è il famoso “cornicione”.
4. CONDIRE E CUOCERE: accendi il forno alla massima temperatura (250°C o più). Metti il pomodoro schiacciato sulla pizza. Aggiungi la mozzarella tagliata a listarelle e un filo d’olio. Cuoci sulla teglia ben calda per circa 10/12 minuti. Metti le foglie di basilico fresco solo all’uscita dal forno.
GRETA VINCENZA MONTANINO IIIB
MARIA FRANCESCA REPPUCCI IIIF
GIRELLA ALLA NUTELLA SENZA GLUTINE
Anche i nostri amici celiaci devono avere la possibilità di mangiare dolci fatti in casa rispettando la loro intolleranza.
4 uova a temperatura ambiente
90 g di zucchero semolato
25 g di fecola di patate (certificata senza glutine)
25 g di amido di mais (o maizena, certificata senza glutine)
60 g di olio di semi di girasole o mais
1 pizzico di sale
Nutella q.b. per la farcitura (naturalmente senza glutine)
1. Montare le uova
Separate i tuorli dagli albumi in due ciotole capienti.
Montate gli albumi a neve ferma con un pizzico di sale.
Aggiungete lo zucchero ai tuorli e lavorateli con le fruste elettriche per circa 5 minuti, fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
Unite i due composti, incorporando gli albumi ai tuorli poco alla volta, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto per non smontarli.
2. Incorporare le farine e l'olio
Setacciate insieme la fecola di patate e l'amido di mais.
Aggiungete le polveri al composto di uova in più riprese, mescolando sempre con movimenti delicati.
Versate a filo l'olio di semi e continuate a incorporare fino a ottenere un impasto liscio e senza grumi.
3. Cuocere la base
Rivestite una teglia rettangolare (circa 25x35 cm) con della carta forno.
Versate l'impasto e livellatelo uniformemente con una spatola.
Cuocete in forno statico preriscaldato a 200°C per circa 9 minuti. La superficie deve risultare appena dorata ma ancora elastica.
4. Arrotolare e raffreddare
Sfornate la pasta biscotto e copritela immediatamente con un foglio di pellicola trasparente. Questo passaggio trattiene l'umidità e la rende flessibile.
Lasciate raffreddare completamente a temperatura ambiente.
5. Farcire e tagliare le girelle
Rimuovete delicatamente la pellicola e la carta forno dalla base.
Scaldate leggermente la Nutella a bagnomaria o nel microonde per renderla fluida.
Spalmate uno strato generoso di Nutella sulla superficie, lasciando circa un centimetro libero dai bordi.
Arrotolate la pasta biscotto partendo dal lato più lungo, stringendo bene ma senza fare troppa pressione.
Avvolgete il rotolo ottenuto nella carta forno e mettetelo a riposare in frigorifero per circa 1 ora per farlo rassodare.
Riprendete il rotolo e, usando un coltello a lama liscia ben affilato, tagliatelo a fette spesse circa 2 cm per ricavare le vostre girelle.
In un contenitore a chiusura ermetica e riporla in frigo per 3-4 giorni.
BROWNIES
ricetta originale americana
I Brownies sono dolcetti al cioccolato tipici della tradizione americana; si tratta di una torta tagliata a quadretti a base di cioccolato fondente, dal colore scuro da cui deriva il nome “brownie”. Hanno una consistenza morbida e tenera dentro e una crosticina croccante che si scioglie in bocca!
INGREDIENTI
225 g di cioccolato fondente
225 g di burro
135 g di farina ‘00
15 g di cacao amaro in polvere
225 g di zucchero semolato
4 uova grandi
½ cucchiaino di lievito per dolci
1 pizzico di sale
PROCEDIMENTO
Prima di tutto, sciogliete il cioccolato a bagnomaria insieme al burro a fiamma bassa, in modo che non si bruci, fino ad ottenere un composto liquido e liscio.Lasciate raffreddare da parte qualche minuto.
Mescolate insieme farina,lievito,sale e cacao in una ciotola.
Nel frattempo montate uova e zucchero a neve, fino ad ottenere un composto chiaro e triplicato di volume.
Versate il composto di cioccolato nelle uova, amalgamando dal basso verso l’alto con una spatola, fino ad ottenere una crema morbida e compatta.
Aggiungete quindi le farine setacciate e amalgamate con una spatola dal basso verso l’alto.
Versate quindi in una teglia in precedenza foderata con carta forno.
Livellate l’impasto, preriscaldate il forno a 180° e cuocete nella parte medio alta del forno per 30 minuti senza aprire.Trascorso il tempo indicato si è formata la famosa crosticina,aprite e fate la prova dello stuzzicadenti per verificare la cottura.
Potete servirli al naturale, con una spolverata di sale oppure accompagnati con una pallina di gelato.
COME CONSERVARE I BROWNIES
A temperatura ambiente per 4-5 giorni, meglio in una campana per torte oppure in una scatola per biscotti
BORRELLI LAURA 3ªB
SOFIA NAPOLITANO 3ªB
FERDINANDO PIZZA 3ªB
LA CHEESECAKE
La cheesecake ha origini antiche, risalenti all'antica Grecia, dove si preparava una torta a base di formaggio, miele e frutta.
La cheesecake moderna, però, è nata negli Stati Uniti, dove è diventata famosa a New York grazie all’uso del formaggio cremoso (cream cheese), che ha dato alla torta la consistenza morbida e cremosa che la caratterizza. Oggi, la cheesecake è un dolce amato in tutto il mondo, con infinite varianti che vanno dalla tradizionale versione con base di biscotti fino a quelle più creative con frutta, cioccolato e altri ingredienti.
INGREDIENTI
per la base ( stampo 20 CM)
1) biscotti secchi 180 g
2) burro 100 g
per la crema
1) ricotta 500 g
2) panna fresca liquida 100 g
3) gelatina in fogli 10 g
4) formaggio spalmabile 250 g
5) zucchero a velo 150 g
6) 1 scorza di limone
per la farcitura
1) more 190 g
2) lamponi 180 g
3) zucchero a velo 100 g
4) mirtilli 180 g
5) ribes 135 g
6) succo di limone 70 g
per la glassa
1) amido di mais 35 g
2) frutti di bosco 280 g
per decorare
1) frutti di bosco 50 g
2) menta q.b
PREPARAZIONE
Iniziate preparando la base del dolce:fondere il burro in un pentolino a fuoco basso, poi spegnete e fate intiepidire. Nel frattempo versate i biscotti nel mixer e azionate fino a sminuzzare i biscotti.
Trasferite il composto in una ciotola e aggiungete il burro fuso.
Unite i composti mescolando con un cucchiaio,poi prendete uno stampo a cerniera,imburratelo e foderatelo con carta forno,versate i biscotti e con l’aiuto di un cucchiaio premete bene il composto sul fondo dello stampo in modo da ottenere una base liscia poi fatelo solidificare per almeno mezz’ora in frigorifero.
Nel frattempo occupatevi del ripieno:metti in ammollo la gelatina in una ciotola con acqua fredda per 10 minuti finchè non diventerà morbida.Spremete il succo filtratelo e mettetelo da parte.Lavate e asciugate i frutti di bosco,versateli in una padella e poi aggiungete il succo di limone.Versate anche lo zucchero a velo, mescolate e lasciate cuocere a fuoco basso per 5 minuti.Trascorso il tempo trasferite la frutta in un colino per farli raffreddare e raccogliete il succo in una ciotolina posta sotto il colino.A questo punto in un pentolino scaldate la panna liquida poi strizzate la gelatina e fatela sciogliere nella panna scaldata poi mescolate per scioglierla completamente.Lasciate raffreddare. Nel frattempo setacciate la ricotta e mettetela in una ciotola dopodichè aggiungete il formaggio spalmabile,la scorza di limone e lo zucchero a velo,mescolate con una frusta per amalgamare la crema e versate la panna liquida ormai tiepida, mescolate ancora per unire tutti gli ingredienti in maniera omogenea.
A questo punto prendete lo stampo dal frigo versate al suo interno metà del composto cremoso. Livellate la superficie con una spatola e poi farcite con i frutti di bosco. Proseguite ricoprendo lo strato di frutta con la restante crema.
Livellate la superficie e ponetela in frigo per 2 ore. Una volta che la cheesecake sarà fredda preparate la glassa: versate 280 g del succo dei frutti di bosco e aggiungete la maizena setacciata .Mescolate con la frusta per evitare la formazione dei grumi, portate sul fuoco il pentolino e fate addensare lentamente a fuoco basso per 5 minuti, poi lasciate intiepidire mescolando spesso. A questo punto riprendete la vostra cheesecake dal frigorifero, versate sopra la glassa di frutti di bosco e con una spatola livellate per uniformare la superficie. Riponete nuovamente in frigorifero per fare rassodare la ricopertura per almeno 1 ora. Una volta che si sarà ben rassodato, guarnitela con i frutti di bosco
Laura Borrelli, 1B - S.S.
LA CAPRESE
La torta caprese ha origini italiane, precisamente dall'isola di Capri, in Campania. La leggenda racconta che fu preparata per la prima volta negli anni '20 da un pasticcere che, durante la preparazione di una torta, dimenticò la farina e utilizzò solo mandorle e cioccolato. Il risultato fu una torta umida e gustosa, che divenne presto famosa. La torta caprese è un dolce senza farina, fatta con mandorle, cioccolato fondente, zucchero, burro e uova, ed è apprezzata per la sua consistenza morbida e il suo sapore ricco.
INGREDIENTI
125g di burro a temperatura ambiente
140g di zucchero
3 uova
140g di cioccolato fondente
175g di farina di mandorle
sale q.b.
zucchero a velo q.b.
PROCEDIMENTO
Per realizzare la torta caprese cominciate a spezzettare il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria o nel microonde e poi lasciatelo raffreddare. Unite nella ciotola della planetaria il burro, lo zucchero ,il sale,azionate la frusta e lavorate per qualche minuto in modo da ottenere un composto ben montato.
Mantenendo le fruste in azione unite al composto le uova, il cioccolato fuso e la farina di mandorle. Continuate a lavorare l’impasto fino ad ottenere un composto liscio. Imburrate e infarinate uno stampo a cerniera di circa 20-22 cm di diametro e versatevi all’ interno l’impasto , livellando bene con la spatola.
Passate in forno preriscaldato a 170° e fate cuocere per 45 min. A cottura ultimata sfornate la torta, lasciatela raffreddare e decoratela con lo zucchero a velo.
Laura Borrelli, 1B - S.S.
IL CANNOLO SICILIANO
Il cannolo siciliano è una delle specialità più conosciute della pasticceria siciliana. Come tale è stata ufficialmente riconosciuta e inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF).
In origine venivano preparati in occasione del carnevale; col passare del tempo la preparazione ha perso il suo carattere di occasionalità e ha conosciuto una notevolissima diffusione sul territorio nazionale, divenendo in breve un rinomato esempio dell'arte pasticcera italiana nel mondo.
STORIA
Il nome è legato alle canne di fiume su cui veniva arrotolata nel XVII secolo la cialda durante la sua preparazione; secondo un'ipotesi il dolce fu inventato in tempi remoti per festeggiare il carnevale. La prima descrizione risale alla prima metà del XX secolo all'interno del libro Siciliani a tavola, nel quale il duca Alberto Denti di Pirajno scrive: "Tubus farinarius dulcissimo edulio ex lacte fartus". Secondo Pirajno la definizione è attribuibile a Cicerone (questore di Lilybeo, l'odierna Marsala, fra il 76 e il 75 a.C.).
IL RECORD
In data 11 settembre del 2022 a Caltanissetta viene creato un cannolo lungo 21 metri e 43 cm, il record per la sua realizzazione ha richiesto sette quintali di ricotta di pecora e zucchero.
PREPARAZIONE
Si compone di una scorza di pasta fritta (lunga da 15 a 20 cm con un diametro di 4–5 cm) e un ripieno a base di ricotta di pecora. Per la scorza, si formano piccoli dischi di pasta fatta di farina di grano tenero,Marsala,zucchero e strutto che vengono arrotolati su piccoli tubi di metallo e poi fritti, tradizionalmente nello strutto, oggi anche in grassi meno costosi. Secondo ricercatori la farina in origine usata era la farina di grano tenero per dolci maiorca ampiamente diffusa in Sicilia fino agli anni 1950.
Prima delle moderne leggi in materia d'igiene, la pasta veniva arrotolata su piccoli cilindri ottenuti ritagliando normali canne di fiume, che diedero così il nome al dolce, oggi invece sono in acciaio. Il ripieno tradizionale consiste di ricotta di pecora setacciata e zuccherata. Al ripieno vengono poi aggiunti canditi e le gocce di cioccolato, e infine il dolce viene spolverato di zucchero a velo.
Nella Sicilia orientale e in particolare nel ragusano, per tradizione, è usata la ricotta iblea (vaccina, spesso di mucca modicana), dal sapore più delicato rispetto alla classica ricotta di pecora.
I cannoli, in ogni caso, vanno riempiti al momento di mangiarli; questo perché, con il passar del tempo, l'umidità della ricotta viene assorbita dalla cialda facendole perdere la sua croccantezza. Per evitare questo inconveniente, alcuni pasticcieri rivestono la superficie interna del cannolo con cioccolato fuso: in questo modo, l'involucro non si impregna rimanendo croccante per più tempo
IL MIGLIACCIO
Il migliaccio è uno dei dolci più famosi della tradizione napoletana. Viene preparato nel periodo di carnevale, per il martedì grasso e per la Pasqua. Il migliaccio ha origini molto antiche, risalenti addirittura all’epoca medievale. La parola ”MIGLIACCIO” deriva dal latino miliaccium che significa pane di miglio.
LE ORIGINI
La farina di miglio, in antichità, veniva usata per la preparazione di dolci poveri, tra cui una particolare torta contadina che si preparava con miglio e sangue di maiale. Il sangue dei suini, infatti, prima veniva usato per preparare diversi cibi perché era considerato nutriente e in grado di sostenere le fatiche della campagna.
La chiesa e le famiglie borghesi non accettavano l'utilizzo del sangue dei suini, anzi ritenevano che fosse una credenza profana.
Verso la fine del settecento vennero apportate delle modifiche alla ricetta del pane di miglio.
Il sangue di maiale venne quasi bandito e al suo posto si iniziò ad utilizzare zucchero, uova, farina e cannella trasformandosi nel dolce che oggi tutti conosciamo.
Questa è la ricetta del classico migliaccio napoletano:
INGREDIENTI
300 ml di latte
60 gr di burro
1 limone grattugiato
un pizzico di sale
60 gr di semola di grano duro
350 gr di ricotta
6 uova
270 gr di zucchero
Aromi vari (millefiori,strega, cannella, vanillina)
Teglia dm. 26
Forno statico 60 m 160°, gli ultimi 5 minuti alzare la temperatura a 180°
PROCEDIMENTO
Portare a ebollizione il latte, il burro, un pizzico di sale e il limone grattugiato.
Appena raggiunto il bollore versare la semola e mescolare finché non si forma una crema. Aggiungere le uova, lo zucchero, la ricotta e gli aromi. Dopo aver mescolato versare il composto in una teglia dal diametro di 26 cm unta precedentemente.
Infornare in forno statico preriscaldato a 160° per un’ora, poi successivamente negli ultimi 5 minuti alzare la temperatura a 180°.
Questo dolce è uno tra i dolci più tipici delle festività napoletane.
Ancora oggi le tradizioni come questa sono rispettate e vengono tramandate da generazione in generazione, mantenendo sempre vivo il significato delle tradizioni che caratterizzano la nostra città.
Grazia Esposito Lauri, 2B S.S.
Clarissa Menna, 2A S.S.
I PANCAKE
I pancake sono un dolce tradizionale della colazione dell'America Settentrionale. Si tratta di piccole frittelle simili alle crepes, ma più spesse, circa 3-5 mm. Generalmente sono accompagnati da sciroppo d'acero, confettura, burro d'arachidi o altre creme spalmabili. Possono essere anche preparati in versione salata, con burro fuso sul pancake caldo, uova, bacon e decorati con ingredienti come Nutella, miele, marmellata, ecc.
Gli Ingredienti
La ricetta prevede burro, farina, latte, sale, zucchero e uova. Lo spessore dei pancake è dato dal bicarbonato di sodio o dal lievito chimico. Infine, si cuociono in padella per circa 3-5 minuti.
Melissa Porcelli e Angela Prete, 2E - S.S.
Il cornetto è un dolce perfetto per la colazione, che si può farcire in tanti modi diversi: con Nutella, marmellata, frutti di bosco, e molto altro.
Certo, il cornetto non è proprio il cibo più salutare del mondo, ma è sicuramente buonissimo! Immagina che più di 10.000 persone ogni giorno, solo in Italia, fanno colazione con un cornetto.
Il nome "cornetto" cambia a seconda delle zone d’Italia:
Al Sud si chiama sempre cornetto
Al Centro-Sud è uguale
Al Centro-Nord lo chiamano brioche
E al Nord, in alcune zone, lo chiamano addirittura pasta frolla (anche se in realtà è un'altra cosa!).
Farina manitoba
Farina 00
Zucchero
Burro (preferibilmente bavarese)
Uova6
Lievito di birra
Latte
Acqua
Buccia d’arancia grattugiata
Pietro Carbone – Classe 2E, S.S.
Il plumcake è un dolce tipico dell’Inghilterra e degli Stati Uniti, e il suo nome significa letteralmente “torta di prugne”, anche se oggi ne esistono tantissime varianti.
In Italia, il plumcake è un dolce soffice preparato con uova, zucchero e farina, cotto in uno stampo rettangolare.
Con il tempo, la ricetta si è arricchita con tanti altri ingredienti, come yogurt, ricotta, frutta e cioccolato, diventando ancora più golosa!
Ecco una versione semplice e buonissima del plumcake con la ricotta. Perfetto per la colazione o la merenda!
Ingredienti:
300 g di farina
300 g di zucchero
300 g di ricotta
3 uova
100 g di burro
1 fialetta di aroma al limone oppure la scorza grattugiata di 1 limone
In una ciotola, sbatti le uova con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso.
Aggiungi la ricotta e mescola bene.
Unisci il burro fuso e continua a mescolare.
Aggiungi l’aroma di limone o la scorza grattugiata.
Versa la farina un po’ alla volta, mescolando fino a ottenere un impasto liscio e senza grumi.
Versa l’impasto in uno stampo da plumcake, precedentemente imburrato e infarinato.
Cuoci in forno statico a 180°C per circa 35 minuti.
Controlla la cottura con uno stecchino: se esce asciutto, il plumcake è pronto!
Lascia raffreddare… e buon appetito! 😋
Per prima cosa, versa della panna liquida in una ciotola. Non è necessario misurare la quantità con precisione: varia in base alla grandezza del recipiente in cui preparerai il dolce.
Monta la panna con le fruste elettriche per circa 10 minuti, finché non diventa bella ferma, poi mettila da parte.
Nel frattempo, versa del latte in un'altra ciotola e prendi i biscotti "Pan di Stelle". Decidi che forma vuoi dare al tuo dolce (ad esempio rotonda o rettangolare), poi inizia a immergere i biscotti nel latte uno per uno e disponili sul fondo della teglia fino a ricoprirla tutta.
A questo punto, aggiungi uno strato di panna montata sopra ai biscotti.
Sciogli un po’ di Nutella nel latte caldo, mescola bene e versa questa crema sopra lo strato di panna.
Ripeti questo procedimento (biscotti, panna, Nutella) per tre volte, fino a completare il quarto strato di biscotti.
Infine, metti il dolce in frigorifero per almeno 4 ore, meglio ancora se tutta la notte. Servilo ben freddo!
Sofia, 5 - S.S.