POESIE
Ma ha subìto tanti dolori,
Nessuno deve distruggerla fisicamente
E tanto meno mentalmente.
Viene elogiata per la sua delicatezza
E anche per la sua bellezza
Non solo esteriore ma anche interiore
Che la rende ancora migliore.
Ha la forza di un torrente in piena,
La dolcezza di una brezza serena,
La luce che nasce nel primo bagliore,
La fiamma che arde con vivo cuore.
Colei rappresenta un raggio di sole che scioglie l’inverno,
Un dolce rifugio, un amore eterno.
La sua luce splende nel buio più nero,
E la sua forza grida in un canto sincero.
Qualunque donna venga maltrattata
Ha bisogno di giustizia immediata.
Non deve tenersi niente inutilmente
Ma chiamare subito un agente.
Udite udite cosa avverto:
Una sensazione di risentimento
Appartiene a tutti coloro
Che di certo non sono state persone d’oro.
Sento la speranza nel cuore di tutti
Di non rendere altri cori distrutti
Di povere donne ogni giorno violentate
Abusate, seviziate e stuprate.
Non sarà più né sottomessa né ferita
E’ una voce che esplode, è lei la vita.
Si alzi fira, combatta il dolore,
Che il mondo rinasca nel suo splendore.
Con la speranza di un miglioramento,
Ogni 8 marzo vi è un evento,
Il cui simbolo è la mimosa,
Che ricorda la donna che riposa.
Manuel Caliendo, 2B - S.S.
IL POTERE DEL RISPETTO
Il rispetto è luce che guida il cammino,
un faro che brilla nel cuore divino.
Non è solo un atto, ma un vero capire,
un valore che nasce per non svanire.
Ascoltare l’altro con occhi sinceri,
accogliere il diverso con sentimenti veri,
ogni parola che si pronuncia con cura,
è segno di pace, di forza e non averne paura.
Il rispetto è un dono che fa crescere il cuore,
porta pace e scaccia via il dolore.
Chi rispetta costruisce con amore,
un mondo migliore, pieno di valore.
Sofia Napolitano, 1B S.S.
Greta Montanino, 1B S.S.
ESTATE FELICE
Il sole splende sopra il mare,
e tutti abbiam voglia di giocare.
Cammino a lungo sulla riva,
la giornata è fresca e viva.
, Assaporo un gelato sotto l’ ombrellone,
il cielo è chiaro senza un nuvolone.
La sabbia è calda sotto piedi,
da quel sentiero accedi.
Mangiamo ghiaccioli colorati,
corriamo felici e spensierati.
Nel cielo volano gli aquiloni,
e facciamo tanti sorrisoni.
GRETA VINCENZA MONTANINO 1B
SOFIA NAPOLITANO 1B
SCRITTURA CREATIVA - INVENTIAMO STORIE -
UNA NOTTE FOLLE
C’erano una volta un fratello e una sorella che litigavano sempre. Un giorno litigarono così tanto che continuarono a insultarsi e a picchiarsi fino a mezzanotte.
Dopodiché si ricordarono che il giorno prima la mamma aveva detto di andare al supermercato, così si vestirono in fretta e furia e uscirono durante la notte, di nascosto per vedere se il supermercato fosse ancora aperto.
Videro che era chiuso ma per non ricevere la sgridata dalla mamma, decisero di intrufolarsi. Arrivò un vigile, li vide che rubavano e li portò nel carcere minorile.
Disperati chiesero aiuto a un viaggiatore che era da quelle parti.
Il signore, che in realtà era un loro zio mascherato, entrò nel carcere e con la sua penna autocorreggente cambiò i nomi dei due ragazzi che riuscirono a scappare.
Il giorno dopo tornarono a casa e la mamma non si accorse che erano usciti durante la notte e le consegnarono tutta la spesa.
Sofia Ferrante, 5C - S.P.
Yassir Achdaig, 5D - S.P.
Sofia Delle Donne, 2E S.S.
Angela Prete, 2E S.S.
IL PENTOLONE MAGICO
C'era una volta una scuola molto vecchia, che per poco non cadeva a pezzi, tanto era messa male. Ogni anno si iscrivevano solo pochi bambini, ma per fortuna lì dentro si respirava un'aria allegra. La scuola aveva due dipendenti oltre al preside: un cuoco e un allenatore di nuoto.
Il cuoco, Prezzemolo, non sapeva cucinare tanto bene e, per questo, tutti lo odiavano. Ma se c'era qualcuno che voleva che se ne andasse per sempre, quello era Craven, l'insegnante di nuoto, un uomo alto, dall'aspetto antipatico e severo. L'unico gentile era l'amatissimo preside Blund, che, affezionato a Prezzemolo, non voleva per nessun motivo licenziarlo. Però, ormai, tutti gli riferivano brutte cose su di lui.
Segretamente, il preside Blund regalò a Prezzemolo una pentola che cucinava da sola: bastava dirle solo la pietanza che si desiderava. Il cuoco iniziò a piangere di gioia, non sapendo come ringraziare il preside.
La scuola guadagnò davvero tantissimi soldi e, dato che si erano iscritti tanti bambini, venne ristrutturata. Craven, invidioso, iniziò a diventare più gentile con tutti gli alunni, ma poi…
Una volta all'anno, venivano controllate tutte le telecamere per vedere come si comportavano. Nelle telecamere della cucina si intravedeva un cuoco che preparava prelibatezze con il pentolone. Nelle telecamere del corridoio si vedevano i bambini che facevano il cambio d'ora e, infine, nelle telecamere delle piscine si vedeva Craven che picchiava i bambini. Per vedere cosa facesse in seguito, seguirono tutti i suoi spostamenti e venne a galla che era lui a buttare tantissimo sale nella pasta.
Craven venne licenziato e il cuoco divenne sempre più professionale, fino a diventare un masterchef.
Laura Borrelli, Napolitano Sofia, Ammaturo Felicia, 1B - S.S.
Franzese Mario, 5D - S.P.
Grossi Leonardo, 5C - S.P.
UN'AVVENTURA FANTASTICA
In una tranquilla mattina scolastica, un’insegnante accompagnò i suoi alunni in gita. Partirono da Roma verso le 7:00 e arrivarono a Napoli intorno alle 10:00. Appena scesi dal treno, si trovarono in una stazione ferroviaria grande e bellissima che li lasciò senza parole. Mentre i bambini si dirigevano verso lo stadio, l'insegnante Lucia vide delle scarpe che camminavano da sole. Pensò subito che fosse un'illusione e non ci fece troppo caso. Nel frattempo, la guida turistica li stava aspettando vicino allo stadio per iniziare la visita.
La visita andò benissimo: tutti i bambini erano felici e molti di loro iniziarono a sognare di diventare calciatori professionisti. La guida consigliò all’insegnante di andare a mangiare al ristorante “DA PEPPE”, che serviva piatti tipici del posto. Per arrivarci, dovevano prendere l’autobus. Ma quando Lucia vide di nuovo le scarpe che camminavano da sole, si spaventò e cominciò a chiedersi cosa stesse succedendo.
Arrivati al ristorante, tutti si sedettero al tavolo e aspettarono il cameriere per ordinare. Quando il cameriere stava prendendo le ordinazioni, gli caddero alcuni fogli. Su quei fogli c’erano le immagini delle scarpe magiche che l’insegnante aveva visto prima. Lucia chiamò il cameriere da parte per chiedergli spiegazioni, ma proprio in quel momento, sia lei che il cameriere sparirono.
I bambini si accorsero che l’insegnante era sparita e trovarono un foglio con una strana mappa. La mappa li portò in un sotterraneo, dove trovarono Lucia, incatenata insieme al cameriere. Scoprirono che il cameriere era in realtà un mago cattivo che cercava di cancellare la memoria dell’insegnante.
Per fermarlo, i bambini chiamarono la guida che li aveva accompagnati prima. Insieme, riuscirono a togliere le scarpe magiche dai piedi dell’insegnante e a gettarle via. Quando le scarpe furono gettate, anche il mago sparì con loro. Durante il viaggio di ritorno a scuola, i bambini parlarono per tutto il tempo di questa fantastica avventura.
Clarissa Menna, 2A - S.S.
Grazia Esposito Lauri, 2B - S.S.
Greta Montanino, 1B - S.S.
Aurora D'arco, 5C - S.P.
Rosanna Travaglino, 5C - S.P.
IL REGNO DELLE PIETRE PREZIOSE
Tanto tempo fa, in mezzo alle montagne vicino a Brooklyn, c’era un regno speciale chiamato Regno delle Pietre Preziose, perché custodiva tante pietre magiche con poteri straordinari. Il castello, visto da fuori, era pieno di gemme colorate che si illuminavano quando il sole tramontava.
Lì vivevano un re e una regina di nome Luca e Maggie, che aspettavano con gioia l’arrivo di una bambina. Erano molto ricchi, ma anche buoni e gentili, e pensavano sempre al bene degli altri.
La regina era alta e magra, con lunghi capelli biondi e brillanti come il sole. Il re, invece, era alto e forte, con i capelli castani. Indossavano vestiti eleganti e portavano sempre una corona sulla testa.
Nel loro regno vivevano da soli, perché avevano un compito importante: benedire le terre, proteggere il castello con magie speciali e custodire le pietre preziose. Quelle pietre potevano dare poteri incredibili a chi le toccava, quindi dovevano essere protette con molta attenzione.
Un giorno, un ragazzino curioso riuscì a entrare nel regno. Quando vide le pietre brillanti, rimase a bocca aperta: non aveva mai visto niente di così bello! Si avvicinò a una pietra e, appena la toccò, sentì una forza fortissima dentro di sé. Improvvisamente vedeva cose strane e aveva poteri che non conosceva.
Ma quella pietra non dava solo potere… stava anche consumando la sua energia! Il bambino si spaventò e provò a staccarsi, ma la pietra sembrava non volerlo lasciare andare.
Per fortuna, proprio in quel momento arrivarono il re e la regina. Con la loro magia fermarono il potere impazzito e salvarono il ragazzino. Da quel momento, però, il bambino non ricordò più niente di quello che era successo.
Sofia Napolitano
Giovanna Maffettone
Aniello Nunziata, 1B - S.S.
Il REGNO DEL FUOCO🔥
Molto tempo fa, eruttò il grandissimo vulcano Hairo che diede origine al Regno del Fuoco, chiamato così per le sue elevate temperature e per i suoi frequenti incendi.
Tutti i gas che emanava l’Hairo erano molto nocivi, nessuno conosceva quel luogo segreto, tranne coloro che costruirono il loro impero lì.
Questi erano i tre gemelli Fire, Owen e Rex arrivati dal cielo neonati e accuditi da una gigantesca mamma drago di nome Elis.
Fire aveva la pelle rossa come il peperoncino e gli occhi neri come il carbone; Owen aveva i capelli biondi come la paglia e le labbra viola, infine Rex aveva la pelle verde come le foglie e le orecchie grandi come quelle di un elefante.
Gli anni passavano e l’amore di Elis aumentava sempre di più per i suoi bambini, decise così di strapparsi un pò di pelliccia per creare degli abiti che avrebbero avuto il compito di far assomigliare i piccoli a lei.
Fire, Owen e Rex apprezzarono molto il gesto della mamma e così iniziarono a giocare proprio come faceva lei :
-maneggiare il fuoco;
-saltellare nella lava;
-scivolare dal vulcano.
Passarono dieci anni e mamma Elis, diventando sempre più anziana, morì; i ragazzi oramai erano diventati adulti e avevano circa trent’anni.
Erano consapevoli che avrebbero dovuto creare la loro propria vita: costruire una casa, creare una famiglia e raggiungere i propri obiettivi.
Rex stanco dei continui litigi inutili, decise di fuggire dall’isola e partire senza una meta; rimasero così solo Owen e Fire che inizialmente trovarono un accordo che però si trasformò nell’ errore più grande della loro vita.
Per chiudere la discussione organizzarono delle gare e chi le avrebbe vinte avrebbe ricevuto la parte più grande del regno.
La prima sfida fu quella del Lancio del Giavellotto, vinta rigorosamente da Owen;
la seconda fu invece quella di Corsa che venne vinta da Fire; infine la terza e ultima sfida fu quella dei Salti ad ostacoli, vinta da Owen.
Owen vinse una gara in più in confronto a Fire, e così la parte del regno più grande doveva essere sua, cosa che Fire non accettò e che scatenò la guerra.
Owen rimase molto deluso dal comportamento del fratello perché per lui era come una radice fondamentale della sua vita, da piccoli niente e nessuno poteva separarli e così disse a Fire in lacrime :” Scusami Fire, ma ho necessità di dirti che stiamo sbagliando, non è giusto quello che stiamo facendo, avremmo potuto fin da subito creare il nostro impero, perché non ci abbiamo pensato immediatamente?” .
Fire lo guardò a lungo affinché non cadde fra le sue braccia; nei giorni seguenti i due costruirono un enorme castello che si affacciava sull’Hairo.
Riuscirono a realizzare quella promessa dimentica fatta da bambini; il loro impero divenne il regno più popolato del pianeta.
I cittadini lo adoravano perché ispirava fratellanza e coraggio, dietro a tutto quello che apparteneva ad Owen e Fire c’era un lunga storia dietro.
Da quel momento fino alla morte i due Re vissero felici e contenti.
Ammaturo Felicia
Cutolo Giuseppe
Maffettone Giovanna
D’Ambrosio Francesco , 1B - S.S.
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