Un'opera d'arte non è una semplice creazione, bensì è un sogno che si materializza e prende forma, un sentimento che si trasforma in materia...e con questa rubrica la nostra redazione spera di farvi intraprendere con noi un viaggio catartico che spezzerà le catene della quotidianità risvegliando la vostra anima.
L'opera "Primavera" o "L'allegoria della primavera", fu realizzata inizialmente per il palazzo di Via Larga. Risale all'epoca rinascimentale, e Vasari, dopo aver avuto l'occasione di visionarla presso la Villa Medicea di Castello, la interpretò con queste parole: "Venere che le Grazie fioriscono, dinotando la Primavera". La fiorente radura in controluce, posta su un unico piano, fa da sfondo a numerose figure mitologiche. Al centro è raffigurata Venere, alla sua destra troviamo Cloris (che nel momento in cui viene catturata da Zefiro si trasforma in Flora rappresentata gravida) e alla sua sinistra Mercurio (intento a dissipare le nubi) affiancato dalle Tre Grazie occupate in una danza. Queste sono bersaglio di Cupido, che alleggia sulla scena puntando l'arco. Un'opera che rappresenta la pura arte e la pura poesia, il cui fascino ci abbaglia da secoli.
Autore: Sandro Botticelli
Data: 1477-1482
Dimensioni: 203 x 314cm
Tecnica: Pittura a tempera su tavola
Ubicazione: Galleria degli Uffizi, Firenze
Autore: Banksy
Data: 2002
Tecnica : Murales
Ubicazione: Waterloo Bridge, Londra
Il titolo "Girl with balloon" non si riferisce più ad una semplice opera, bensì ad una serie di stencil graffiti (graffiti realizzati spruzzando la vernice attraverso delle maschere normografiche, detti stencil), l'immagine mostra il primo murale prodotto della serie nonchè l'unica versione rimasta nel luogo in cui l'artista l'aveva creata. il murale che raffigura una bambina che porge le spalle al vento, il quale le smuove i capelli e la gonna e li sposta in avanti, la bimba ha il braccio sollevato e con la mano aperta lascia andare il palloncino a forma di cuore di vernice rossa donando al vento. L'immagine poetica era inizialmente accompagnata dalla frase "there is always hope", lasciando intravedere il messaggio di solitudine esistenziale, essa si presta però a numerose interpretazioni, ovviamente in questo tipo di arte l'importanza dell'opera è legata molto più al messaggio che essa intende lasciare che alle tecniche, l'importanza dell'opera è legata molto più al messaggio che essa intende lasciare che alle tecniche, che risulta infatti essenziale, veloce e semplice, ma il risultato rimane efficace e l'emozione che trasmette non è inferiore rispetto a quella regalataci dai quadri rinascimentali. Nel tempo questa immagine è divenuta una dei più iconici soggetti rappresentati dallo street artist Bansky, essa è stata per l'autore un simbolo di supporto per numerose campagne sociali, ma anche un simbolo di ribellione al mondo delle aste di arte, egli infatti nel 2018 ne tritò una copia incorniciata attraverso l'utilizzo di un dispositivo nascosto nella cornice dando vita a "Love is in the Bin" prima opera creata nel momento stesso dell'esposizione all'asta.
Guardando il dipinto colui che lo osserva viene catapultato alla foce di una grotta, da qui osserva, attraverso una cornice di frastagliate rocce scure, il cielo caratterizzato da numerose file di grandi nuvole, ed è proprio su una di queste che fluttua una statuaria figura femminile. La vista oltre la grotta rappresenta l’oltreterreno, una realtà inesplorata che supera l’esperienza umana. L’alone di mistero che aleggia intorno al dipinto spinge lo spettatore ad una catarsi interiore, d’ altronde lo scopo stesso del pittore era proprio quello di stimolare le anime attraverso l’utilizzo di composizione inaspettate e enigmatiche nonostante avessero come soggetti oggetti comuni e temi già rappresentati nello scenario artistico passato. L’artista spingeva gli osservatori ad interpretare in quadro in modo personale obbligandoli a scavare nel proprio animo e compiere un viaggio all’insegna del mistero a cui Magritte affidava il compito di illuminare la conoscenza, desiderava profondamente che esso diventasse ‘’il nostro pane quotidiano’’.
Autore: Renè Magritte
Data: 1942
Metodo: olio su tela
Dimensioni: 91.6x69.8 cm
Ubicazione: Collezione privata
Autore: Johannes Vermeer
Data: 1665
Metodo: olio su tela
Dimensioni: 44cmx39cm
Ubicazione: Mauritshuis
La ragazza con l’orecchino di perla anche conosciuto come la ragazza col turbante di Jan Vermeer risale al 1665, il dipinto è anche soprannominato ‘’ Monna Lisa olandese’’, condivide col celebre dipinto di Da Vinci non solo la tecnica ad olio su tela ma anche il soggetto femminile che con un semplice sguardo ha la capacità di mostrare la sospensione del pensiero di una fanciulla dalla bellezza raffinata, la ragazza si carica così di innocente erotismo, effetto che deriva inevitabilmente anche dalle labbra umide e socchiuse, altre caratteristiche che risaltano essendo illuminate da un luce frontale sono il turbante di colori sgargianti e l’orecchino a goccia che caratterizza il quadro, in quanto le due pennellate che costituiscono il gioiello ricreano perfettamente l’effetto di una perla illuminata dal sole.
La tela ‘’La persistenza della memoria’’, risalente al 1931, è stata dipinta da Salvador Dalì, l’opera è oggi considerata un simbolo del surrealismo ed è possibile osservarla preso il MOMA di New York. L’elasticità del tempo è il messaggio che il pittore vuole mandare all’osservatore e , ispirato da un molle formaggio che stava consumando, decide di dare agli orologi la consistenza fluida che osserviamo, l’ispirazione fu tale da permettere a Dalì di completare l’opera in sole due ore. A contrastare la forma priva di regole degli orologi molli è il paesaggio austero e privo di vegetazione della Costa Brava ed in particolare il parallelepipedo sulla destra; la presenza umana è invece sottolineata dall’occhio addormentato. Chiaramente il senso del dipinto è la relatività della percezione temporale.
Autore: Salvator Dalì
Data: 1931
Metodo: olio su tela
Dimensioni: 24x33cm
Ubicazione: Museum of modern Art di New York
Autore: Umberto Boccioni
Data: 1913
Metodo: scultura
Dimensioni: 1,11x88cm
Ubicazione: Museum of Contemporary Art, University of Sao Paulo
Forme uniche della continuità nello spazio è una scultura ideata da Umberto Boccioni con l’intento di coniare un simbolo del movimento e della fluidità, andando contro le regole scultoree della tradizione classica. La scultura divenne presto un simbolo del movimento futurista, e ancora oggi viene incisa sul retro delle monete da 20 centesimi italiane , una delle versioni è conservata presso il Museo del Novecento di Milano, altre sono sparse per il mondo ad esempio una è a Londra, due a New York. A differenza di molti altri Futuristi Boccioni ha voluto rappresentare un movimento continuo, ritenendo la sculture in metodo più consono, piuttosto che scomporre l’azione e presentare allo spettatore una discontinuità analitica. LO scopo dell’artista ampiamente raggiunto priva la statua della precisione anatomica però, sembra infatti chr alla statua manchino le braccia.
Guernica opera di Pablo Picasso è stata ispirata dal bombardamento di Guernica, e l’artista volle ribellarsi alla violenza che i Tedeschi avevano inflitto al popolo della cittadina, grande mercato in cui molti civili confluivano quotidianamente. Picasso fece esporre il quadro all'esposizione universale di Parigi dopo averlo completato in due mesi. Guernica divenne presto il rappresentante della guerra che spargeva fiumi di sangue fraterno nel Paese iberico. L’opera crea impatto anche per le grandi dimensioni della tela che misura 349,3×776,6 cm. Partendo da sinistra vediamo una donna che piange il figlio morto sormontata da un toro, simbolo del nemico, sulla parte centrale una lampadina rappresenta il sole, a fare luce è però una donna simboleggiante la verità che illumina un cavallo agonizzante ed un soldato caduto; a sinista vediamo inoltre una donna bruciare tra le fiamme.
Autore: Pablo Picasso
Data: 1937
Metodo: Olio su tela
Dimensioni: 349,3x776,6
Ubicazione: Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia, Madrid
Autore: Vincent Van Gogh
Data: 1889
Metodo: Olio su tela
Dimensioni: 72x92
Ubicazione: Museum of Modern Art, New York
La Notte stellata dipinta dal pittore olandese Vincent van Gogh nel 1889 oggi è esposta presso il Museum of Modern Art di New York. Nel dipinto è possibile scorgere la cittadina di Saint-Rémy-de-Provence osservata sul sorgere del sole probabilmente vista da una delle finestre della clinica psichiatrica in cui l’artista aveva accettato di farsi ricoverare dopo essersi mutilato l’orecchio, i dipinti del periodo dell’internamento sembrano rappresentare l’espressione creativa che sfociava a seguito dell’alienazione di cui l’autore era vittima, questo gli permise effettivamente di superare il periodo impressionista per dedicarsi ad uno stile più iconico e simbolico. L’opera ha lo scopo di eternizzare l’uomo e la donna ricreando con pennellate circolari il raggiare delle aureole.
Élisabeth Louise Vigée Le Brun fu la ritrattista di Maria Antonietta, che vediamo dipinta in questo quadro del 1783 con una rosa in mano. La pittrice che abbraccia fin da subito lo stile roccocò e rappresenta la regina di Francia con uno sguardo divertito rivolto verso lo spettatore, l’opera rispecchia perfettamente i canoni dei ritratti reali, la regina elegantemente lega con un nastro una rosa raccolta probabilmente dai giardini di Versailles che fungono da sfondo, l’opera fu creata per essere sostituita a quella che era stata esposta precedentemente ad Salon dell’artista nel 1783, che raffigurando la regina in un abito di chimise e senza corsetto non solo impoveriva l’immagine della famiglia reale ma sembrava che Maria Antonietta fosse stata ritratta in intimo, inoltre aveva una rosa rosa in mano simbolo delle origini asburgiche e tale immagine allontanò ulteriormente la regina dal favore del popolo.
Autore: Élisabeth-Louise Vigée Le Brun
Data: 1783
Metodo: olio su tela
Ubicazione: Reggia di Versailles
Autore: Edvard Munch
Data: 1893-1910
Metodo: tempera, pastello su cartone
Ubicazione: Galleria Nazionale, Oslo
’L’urlo ‘’ di Edvard Munch è il quadro di cui finalmente l’autore fu soddisfatto dopo averne dipinti una lunga serie intitolata ‘’Fregio della vita’’ , i quadri sono autobiografici e prendono ispirazione da un tramonto rosso sanguigno che provocò nell’artista una forte angoscia ed ansia, sarà lui stesso a e a raccontare come uno scenario possa influenzare l’animo umano solamente a causa ‘’dell’effetto memoria’’. Munch fu così soddisfatto del soggetto e del risultato finale che ne realizzo diverse copie. La caratteristica principale del quadro è l’espressività e lo studio cromatico che enfatizza ancora di il messaggio emotivo. La composizione delle linee inoltre ci porta ad individuare il vero centro dell’opera, ossia la bocca spalancata quasi a causa di uno spasmo fa fuoriuscire l’urlo tanto potente da deformare le linee del paesaggio circostante