Il 15 Ottobre 2021, data in cui il Green Pass è diventato obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati, i cittadini sono scesi in campo: prima, a fianco degli Studenti contro il Green Pass che hanno organizzato l'evento hanno manifestato 250 persone in Campo San Geremia per ribadire con forza e tenacia pacificamente il proprio dissenso, all'insegna di parole come "coraggio", "umanità", "lealtà", "equità", "diritto". Poi dalle 15 noi "Studenti contro il Green Pass" di Venezia abbiamo partecipato alla manifestazione in piazza Ferretto a Mestre organizzata dal gruppo di coordinamento "Veneto No Green Pass", insieme ai lavoratori in una folla immensa che ha visto circa 10.000 persone sfilare per le vie del centro e poi ritrovarsi in piazza per discutere e per ribadire il nostro (di noi studenti, ma è anche un noi collettivo, noi tutti insieme all'unisono indipendentemente dalla categoria lavorativa uniti per difendere la libertà da ogni forma di discriminazione) "no" al Green Pass, al grido di "la gente come noi non molla mai!", in supporto a distanza - ma poi alcuni di noi si sono recati anche fisicamente a Trieste - dei lavoratori portuali di Trieste che stanno conducendo un'azione che si può giustamente definire di "eroica resistenza" e di cui sta parlando abbondantemente la stampa straniera. Venezia, faro e baluardo della libertà anche per la sua posizione geografica, alla guida per lottare, insieme studenti e lavoratori, contro l'infame tessera verde! E Trieste esempio per il mondo! Forza Venezia, studenti e lavoratori! Forza Trieste! Forza portuali!
"La gente come noi non molla mai", 3.000 circa in piazza Ferretto, uniti non solo qui a Mestre ma assieme ad altri studenti e lavoratori in tutta Italia, con Trieste in primis.
Noi, tutti uniti, studenti e lavoratori: in questo senso quello è successo e sta avvenendo a Trieste in Piazza Unità d'Italia è emblematico. Un evento del genere non poteva che avvenire lì: Piazza Unità d'Italia con quel nome ci ricorda che l'Italia dal 1861 è unita. E cosa vuol dire unita? Non solo per quanto riguarda i confini fisici dello stato, è unita prima di tutto la popolazione, senza discriminazioni, senza cittadini di serie A e di serie B, come ribadiamo spesso! Forza! Noi siamo l'Italia, il bel paese là dove il sì suona.
"Disobbedire alle leggi ingiuste è un dovere civile", 250 in Campo San Geremia alla manifestazione organizzata da Studenti contro il Green Pass assieme ai lavoratori.
"La gente come noi non molla mai!", come a Venezia (a sx: Mestre, Piazza Ferretto) lo stesso grido unisce migliaia di persone in tutta Italia (sotto: Trieste, porto).
Le parole che ispirano le nostre azioni, i nostri ideali: "umanità", "equità", "lealtà", "coraggio".
"Studenti contro il Green Pass - Venezia", c'eravamo!
Gli Studenti contro il Green Pass a sostegno dei lavoratori, intervento del 15 Ottobre 2021, Laleh - "Studenti contro il Green Pass - Venezia"
Sono una studentessa di Ca’ Foscari e faccio parte dell’associazione “Studenti contro il Green Pass - Venezia”.
Noi studenti siamo qui oggi per dare sostegno a tutti quei lavoratori che si trovano qui a manifestare, che hanno deciso di non piegarsi, che non intendono esibire un lasciapassare per poter esercitare il diritto al lavoro, proprio quel diritto su cui la Repubblica Italiana si fonda.
Quello che noi chiediamo è l’abolizione incondizionata della Certificazione verde, perché nega il diritto al lavoro e allo studio a tutti coloro che per scelta personale, legittima scelta personale, non intendono sottoporsi ad una terapia genica sperimentale o a trattamenti sanitari invasivi e, fra l’altro, a proprie spese. È stata infatti introdotta nel nostro ordinamento una divisiva e pericolosa discriminazione, che si pretende fondare su motivazioni scientifico-sanitarie, ma che sta facendo precipitare il Paese verso una deriva autoritaria, dei cui esiti ben pochi sembrano avere consapevolezza.
La nostra linea non ammette alcun compromesso, ma, ci tengo a sottolineare, ci opponiamo in modo civile e pacifico e non vogliamo in alcun modo cadere nel clima di odio e violenza che viene strumentalmente fomentato dall’alto e amplificato dai media, la cui occupazione principale sembra essere diventata diffondere terrore, falsificare la realtà dei fatti e screditare chiunque osi contraddire il pensiero unico dominante.
Ciò che noi vogliamo praticare è invece il dialogo. Infatti, già da diverse settimane, a partire dal primo settembre, data di estensione della Certificazione verde anche al mondo universitario, noi “Studenti contro il Green Pass - Venezia” abbiamo iniziato a presentarci davanti alle sedi universitarie, alle biblioteche e alla mensa ESU distribuendo volantini e facendo sit-in, ma soprattutto aprendo un confronto con studenti, docenti e personale delle università relativamente ai gravi problemi giuridici, sociali ed etici che comporta tale certificazione.
Noi ricerchiamo il dialogo e il confronto in un momento come questo, in cui il dialogo sembra essere precluso dall’imperare del pensiero unico, dalla narrazione ufficiale della pandemia che non ammette interlocutori e dall’imposizione del distanziamento sociale che ha accelerato e reso dilagante quel processo di disgregazione sociale e quell’individualismo esasperato che già erano in atto.
Ci viene detto che la Certificazione verde è una misura che consente di tutelare la salute e la sicurezza della collettività. Viene invocata la collettività quando in realtà si mira alla divisione e all’isolamento, a mettere una minoranza all’angolo, criminalizzandola. E allora, di quale collettività stiamo parlando? E la tanto sbandierata inclusività che si continua ad invocare ipocritamente, dov’è finita? E, quando questa pandemia giungerà a conclusione, che prezzo avremo pagato in termini di coesione del tessuto sociale, ma anche in termini emotivi, se assistiamo ogni giorno al prodursi di fratture insanabili fra colleghi, fra amici, e all’interno delle stesse famiglie? Ne sarà valsa la pena?
Noi tutti, qualunque sia la scelta che abbiamo liberamente fatto, sia di vaccinarci sia di non vaccinarci, su questo dobbiamo riflettere, oggi che i diritti inalienabili e inviolabili, che appartengono ad ogni uomo, vengono calpestati senza alcun ritegno, tra lo scherno di molti e l’indifferenza dei più, non solo da chi si trova al governo, ma anche dalle istituzioni che dovrebbero esserne i supremi garanti, la Corte costituzionale e il Presidente della Repubblica.
Come studentessa di Lettere classiche vorrei fare qui breve cenno a una famosissima tragedia greca che mi ha offerto interessanti spunti di riflessione sulla situazione attuale: l’Antigone di Sofocle. Tutti la conosciamo: con un editto il re di Tebe, Creonte, ordinò di lasciare insepolto Polinice; ma la sorella Antigone, decisa a rispettare le leggi divine, eterne e immutabili, che preesistono e prevalgono sulle leggi degli uomini, diede sepoltura al fratello, violando dunque l’editto. A me interessa ricordare in particolare il dialogo fra Antigone e la sorella Ismene. Ismene è rassegnata e dice “se le cose stanno in questo modo cosa potrei fare io?”, accetta acriticamente le disposizioni del re Creonte e afferma: “io obbedirò a coloro che si trovano al potere”.
Ecco, oggi ci troviamo non solo divisi fisicamente, ma anche emotivamente, proprio come Antigone e Ismene. Anche oggi vi è chi ritiene giusto obbedire a coloro che si trovano al potere. E ritiene di conseguenza giusto anche che il suo stesso amico e collega di studi venga privato del diritto di partecipare alla vita degli Atenei, quello con cui, fino al giorno prima, condivideva fianco a fianco il posto in aula e in biblioteca, quello con cui partecipava ai laboratori, quello con cui suonava in orchestra. E questo perché una legge, che in modo patente calpesta i diritti fondamentali e inviolabili, riconosciuti e garantiti dalla Costituzione, ne condiziona l’esercizio al possesso di un illegittimo strumento discriminatorio.
Ma noi non dobbiamo commettere lo stesso errore di Ismene: dobbiamo opporci alla Certificazione verde e cercare costantemente il dialogo con quanti non si sono ancora avveduti che questo strumento, introdotto sulla scorta di motivazioni scientifiche e sanitarie, ormai ampiamente smentite, è in realtà una mistificazione, frutto di una deliberata scelta politica di chi è al governo, che prelude a un sempre maggiore e pervasivo controllo sociale, ad una sempre maggiore coartazione della libertà di scelta di ciascun individuo.
Insomma, la Certificazione verde sta restringendo sempre di più gli spazi di libertà individuale, pervadendo ogni ambito della vita quotidiana di ciascuno e , se non ci opporremo, diventerà una aberrante normalità. Anzi, questa aberrante normalità è già una realtà per Tiziana Lippiello, Rettrice di Ca’ Foscari, la quale, impegnatissima a pubblicare post su Facebook per autocelebrarsi e celebrare la sua università inclusiva e sostenibile, pretende di vedere nelle proclamazioni di laurea in piazza San Marco - rigorosamente con Green Pass - la fine di un periodo buio e un nuovo inizio.
Laleh - Studenti contro il Green Pass Venezia